| IL PENTATEUCO "... perchè possiate distinguere ciò che è santo da ciò che è profano
e ciò che è
immondo da ciò che è mondo..."
Premesse introduttive……
Levitico (ebraico ויקרא wajjiqrà' , "Il Signore chiamò
Mosè…", dall'incipit; greco Λευιτικόν, levitikòn; latino Leviticus)
è il 3° libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana. Databile tra il VI-V secolo a.C. in Giudea. Detto anche attribuita
“legge di santità”, dalla espressione
frequente: “Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo”. Il
nome gli deriva dal contenuto eminentemente legislativo, proprio dei Leviti,
membri della tribù di Levi, ai quali era affidato il
compito di sorvegliare il tabernacolo
e il tempio. Il libro è infatti
incentrato sulle leggi e le norme culturali-ritualistiche relative ai sacrifici, al sacerdozio, alla
consacrazione dell'altarefeste. Questo ne fa una delle fonti
principali per il diritto ebraico.
L’insistenza è posta sulla distinzione del sacro dal profano: necessaria
l’osservanza di leggi morali e cultuali per poter essere in relazione con Dio,
il Dio dell’alleanza.
Struttura e contenuti……
Divisibile in più sezioni, contenenti molte delle
formule tipiche delle mitzvot ebraiche. La 1a parte,
corrisponde ai capp. 1-16 e descrive
in dettaglio i rituali:
1.- leggi relative alla regolamentazione dei differenti tipi di sacrificio
e delle offerte (capp. 1-7):• applicazione
pratica delle leggi sacrificali, con un inserto narrativo sulla consacrazione
di Aronne e dei suoi figli (capp. 8-10);
•
leggi
sulla purificazione rituale (capp. 11-15);
•
giorno
dell'espiazione o Yom
Kippur (c.16)La
seconda parte (capp. 17-26), nota come Codice di Santità, incentrata
sulla legge
di santità. In questa sezione vi sono leggi sulla idolatria: sacrificio
animale e proibizione di mangiare sangue (c.17) Prescrizioni sulla
macellazione sacra (17,1-16) – Carattere
sacro del sacrificio degli animali;• leggi
sulla condotta sessuale, sulla magia ed il malocchio (capp. 18-20).
Prescrizioni
morali Rispetto per i genitori, aborrire gli idoli, lavoro dei campi
anche ma anche attenzione al povero e al bisognoso, né vendetta, né rancore,
rispetto per gli anziani, per il sordo
e il cieco, non rubare, non mentire. Contrapposto alla morale dei popoli del
Vicino Oriente Antico. Inoltre, rispetto per lo “straniero residente”, il ger, la perfetta eguaglianza di
trattamento con il nativo del paese, frutto della rielaborazione dell’esperienza
del popolo in Egitto; • leggi
sulla condotta dei sacerdoti (capp. 21-22); Sono prescrizioni riguardanti i
sacerdoti e il loro ufficio; •
leggi
sull'osservanza delle feste(cap. 23); • leggi
concernenti l'altare e la pena di morte (cap. 24); •
leggi
sul sabato ed il giubileo (cap. 25);• leggi
sulla condotta sessuale, sulla magia ed il malocchio (capp. 18-20).
Prescrizioni
morali Rispetto per i genitori, aborrire gli idoli, lavoro dei campi
anche ma anche attenzione al povero e al bisognoso, né vendetta, né rancore,
rispetto per gli anziani, per il sordo
e il cieco, non rubare, non mentire. Contrapposto alla morale dei popoli del
Vicino Oriente Antico. Inoltre, rispetto per lo “straniero residente”, il ger, la perfetta eguaglianza di
trattamento con il nativo del paese, frutto della rielaborazione dell’esperienza
del popolo in Egitto;
• leggi
sulla condotta dei sacerdoti (capp. 21-22); Sono prescrizioni riguardanti i
sacerdoti e il loro ufficio; •
leggi
sull'osservanza delle feste(cap. 23);
• leggi
concernenti l'altare e la pena di morte (cap. 24);
•
leggi
sul sabato ed il giubileo (cap. 25);Tre capitoli inerenti a: feste
annuali, anno sabbatico e giubileo. Nel c. 23 c’è uno dei 5 calendari
liturgici del Pentateuco, in cui sono indicate le tre feste stagionali, celebrate
a data fissa, con il relativo pellegrinaggio al santuario: in primavera pasqua
e azzimi (l’uscita dall’Egitto); in estate la festa delle settimane(o
pentecoste); in autunno la festa del raccolto (o delle capanne, detta “Succot”): queste 2 legate alla vita
agricola. In questo cap. si menzionano anche il sabato(v.3), il
capodanno e il giorno dell’espiazione (vv.23-32).
Il sabato è la prima delle
feste: giorno di riposo legato al ricordo della sovranità di Dio sul cosmo
(cfr.Genesi, riguardo alla Creazione). Il capitolo 24 è dedicato a
diverse prescrizioni, tra cui la legge del taglione (vv. 17-22). Il
capitolo 25 è dedicato all’anno sabbatico e al giubileo.
Questi istituti avevano lo scopo di porre limiti al diritto di proprietà,
riconducendolo a una certa uguaglianza e si prefiggevano di tutelare il
principio secondo cui la terra è proprietà di Dio, unico Signore, e il popolo
ne ha l’usufrutto; inoltre, andava tutelato ogni ebreo che per qualsiasi motivo
si fosse ridotto a uno stato di servitù. Oggi la Chiesa nella sua “dottrina
sociale”, parla di principio di sussidiarietà. Ecco i dati essenziali dell’anno
sabbatico: un padrone non poteva tenere un servo ebreo più di sei anni; al
settimo dovevo liberarlo. Per la serva i limiti erano ancora più stretti.
Inoltre, era indicato anche il riposo della terra; i debiti venivano rimossi o
sospesi: era un grande anno del condono, e la sua osservanza attira la
benedizione di Dio (cfr. Dt 15,10). Per quanto riguarda l’anno giubilare (dall’ebraico
jobel, un corno di montone usato per
annunziare l’inizio di quest’anno, che ricorreva ogni 50 anni, nel giorno della
espiazione. Le terre restavano incolte e ogni abitante ritornava proprietario
del proprio patrimonio familiare. Anche
i debiti e il prezzo di riscatto dei servi ebrei erano calcolati in base agli
anni che separavano dal giubileo.Conclusione (cap. 26)
- Pene previste per l'inosservanza dei precetti. -Testo
con benedizioni e maledizioni, conseguenza dell’osservanza o meno delle leggi
dell’alleanza. Perché l’alleanza è frutto della benevolenza divina, anche i
castighi contro i trasgressori della legge non sono pene vendicative, ma mirano
a un ravvedimento, un nuovo inizio. Il
libro è chiuso da una piccola sezione (cap. 27)
relativa ai voti - Si tratta di un’appendice che contiene le
tariffe e i riscatti per le persone e le cose votate a Dio.
Aspetti religiosi…
Il Levitico, opera a
carattere fondamentalmente legislativo, ma che contiene molti precetti riferiti
a concetti teologici di primaria importanza nel panorama religioso ebraico e
cristiano. Tematiche legate ai riti liturgici, aiutano a comprendere delle
dinamiche etico-sociali della cultura ebraica delle origini. Le istruzioni
contenute sono il viatico per la santificazione dei fedeli, mediante riti
sacrificali, purificatori e le offerte resi a Dio.
Rapporto Levitico-Gesù
(Nuovo Testamento)…
Il N.T. è impregnato del
Levitico, col quale si confronta e si scontra.
Lo scontro di Gesù coi
Farisei, è lo scontro con una certa interpretazione del Levitico. Certe prese
di posizione neotestamentarie nei confronti del culto e di altre concezioni
dell'A.T. in generale e del Levitico in particolare, certe polemiche con il
mondo farisaico, sono in realtà, solo una differente interpretazione. Gesù vive nel mondo del Levitico.
Accetta le strutture religiose e cultuali ebraiche: quando guarisce i lebbrosi
(Mt 8,4 e parall. Lc 17,12ss)
li manda dai sacerdoti (a norma di Lv
14); partecipa alle feste a Gerusalemme e ai riti nelle sinagoghe: celebra la
Pasqua. I vangeli della infanzia narrano la suacirconcisione e altri riti,
ecc. Ma non è passività.a) Gesù accetta la Legge, ma la
vuole perfezionare (Mt 5,17): oltre a limitarsi
a non giurare il falso, a non maltrattare il prossimo, a ricorrere alla legge
del taglione, egli propone la legge dell'amore universale, ricavata proprio da Lv 19,18, citato non solo nel discorso
della Montagna, ma una diecina di volte nel N.T. (Mt 5,43; 19,19; 22,39; Mc 12,31
e Lc 10,28; Rm 12,19 e 13,9; Gal 5,14;
Gc 2,8).b) Il
"sì-ma-molto-di-più"
di Gesù di fronte alla Legge, è assunto anche di fronte al culto (Lv1-7
e 16) e alle cose sacre (Lv 17-26). Accetta il Tempio, ma lo
purifica dai venditori e ne predice la rovina (il Vangelo di oggi,
Gv2,13-25).
Però: "Il Verbo di Dio è venuto ad
abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14);
inoltre Dio lo si deve adorare in spirito
e verità (Gv 4,23s).I
cristiani, e Paolo per
primo, finché gli è possibile frequentano il Tempio: ma il loro culto
sarà
l'annuncio del Vangelo (Rm 1,9),
perché i pagani diventino un'oblazione gradita (Rm 15,16); il loro
culto è spirituale(Rm 12,1). Soprattutto, sanno che Gesù ha fatto della
sua vita un sacrificio totale in cui sta la salvezza per
tutta l'umanità.S.Paolo
quando parla della
passione di Cristo e del suo sangue, usa immagini desunte dal Levitico.
In Eb
9, si passa dal culto ebraico al culto celestiale. La
santità-sacralità,
nel N. T. non è più solo del Tempio, dei sacerdoti e di Israele: santi
sono detti, gli eletti, i cristiani, che ora mettono le loro
membra al servizio della giustizia per la santificazione (Rm 6,19-22);
è Gesù che li santifica e li chiama ad essere santi: 1Cor 1,2; 6,11; Eb
2,11 e 9,13s. Una sacralità che ha risvolti morali: astenersi
dall'impudicizia del corpo, al contrario dei pagani (1Ts 4,3-7).
All’essere santi rivolta agli ebrei, corrisponde l'invito:
"Siate perfetti come è perfetto il
Padre…" (Mt 5,48); e ancor
di più sublimano quella chiamata le parole di 1Pt 1,14s: "Come figli
obbedienti non conformatevi ai desideri di un tempo… ma, ad immagine
del Santo
che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra
condotta,
poiché sta scritto: voi sarete santi perché io sono santo". La Chiesa
è santa, perché purificata dal lavacro dell'acqua battesimale (Eb 5,27)c) Lo scontro sulla purità. L’accettazione da parte di
Gesù della legge e delle sacralità ebraiche, è molto rivoluzionaria. Lì il "sì-ma-molto-di-più" di Cristo
provoca irritazione nei Giudei e sembra un’avversione: ma non è così! Polemizzano
contro i pericoli dell'impurità (Mt 9,11;
Lc 5,30ss; 10,8; 15,2; ma anche in Rm 14) che già prima, vediamo nella missione
di Pietro, quando a Giaffa, ha la visione degli animali impuri da mangiare (At 10). Ma la vera soluzione è già
indicata da Gesù in quei passi in cui si ha la chiave di interpretazione
cristiana sulle leggi della purità ebraica: Mt
15,1-20 e Mc 7,1-23: ciò che rende impuro l'uomo è soprattutto
il male interiore.Il
rifiuto non è totale,
vedi gli insegnamenti dell'ebreo Paolo, quando esorta i cristiani a non
lasciarsi corrompere dai pagani (2Cor
6,14-7,1), ma soprattutto lo vediamo già nel sacrificio di
purificazione e di espiazione
che il sangue di Gesù opera. Nella Chiesa degli inizi, la disputa sulla
purità
è molto accesa, come mostrano le filippiche di Gesù contro i Farisei
antagonisti(Mt 23,23-28; Lc 11,38-41). Per cui, due esegesi in
opposizione sulla Torah: da una
parte l'esegesi dei rabbini, che accettano ciecamente e devotamente le
norme
bibliche, sviluppando tutte le modalità possibili nella vita pratica
degli
ebrei; dall'altra parte Gesù il quale, "non insegna come gli scribi, ma
con autorità" (Mc 1,27) e penetra nel profondo del
testo, facendo violenza non solo a tutte le incrostazioni che la
esegesi
rabbinica gli ha creato. Quest’atteggiamento rigidissimo di Gesù è
anche
straordinariamente profetico, che prevede il crollo di gran parte del
mondo
religioso giudaico: nel 70, infatti, il tempio verrà distrutto e con
esso è
vanificata, se intesa nel suo senso letterale e superficiale, gran
parte della
legislazione del Levitico.
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