Parrocchia San Giuseppe
Prima tappa: GENESI

"Dio creò
 l'uomo"


Io sono Colui
che sono



"perchè possiate  distinguere"


"celebreranno la pasqua nel tempo stabilito.."





IL PENTATEUCO

Alcune premesse per il cammino……………

La nostra fede si fonda su 2 elementi imprescindibili:

- la Tradizione della Chiesa Cattolica (in comunione col successore di Pietro   e coi Vescovi successori degli Apostoli);

- la Sacra Scrittura (Bibbia e scritti patristici).

Senza l’adesione piena a questi 2 perni, non ci si può in alcun modo dichiarare credenti!

La Tradizione è la Chiesa fondata da Cristo sull’apostolo Pietro (e quindi, dal Papa suo successore), in comunione con gli altri 11 apostoli (e quindi, coi vescovi, loro successori), che con i loro insegnamenti e la loro guida pastorale, insieme agli scritti dottrinali dei Padri della Chiesa hanno sviluppato e tutelato la dottrina cristiana, permettendo di far arrivare il messaggio evangelico di Gesù di Nazareth, sino ai giorni nostri. Quindi:

-   Scrittura senza mediazione della Chiesa  relativismo e verità distorta!
-   Chiesa senza Scrittura  soggettivismo, che sfocia nel personalismo: una fede    clonata dalla verità;
-    Fede senza Scrittura e senza mediazione della Chiesa, non è fede e non      centra nulla con essa!!!
“Perciò, occorre una fede basata sulla Sacra Scrittura e mediata dalla Chiesa (Papa, Vescovi, Sacerdoti, teologi, consacrati, catechisti, ecc.) che ci aiuta a discernere ed interpretare la Parola di Dio”.
Altro elemento fondamentale è il fatto che la Parola di Dio è proclamata e non letta!
L’ambone diventa centro della Celebrazione a cui va tutta la nostra attenzione….con la mente e col cuore!
Parola in ebraico è tradotto con Dabǎr à “parola che realizza ciò che esprime”. Esempio:”Dio disse sia la luce e luce fu”. Purtroppo, spesso e volentieri, la traduzione dall’ebraico all’italiano non rende pienamente il senso di ciò che l’autore sacro vuole affermarci. Purtroppo, spesso e volentieri, il sentir dire “Parola di Dio” e le stesse letture, ci lasciano spesso indifferenti. Peggio ancora, la nostra parola, spesso provoca solo danni.
La Bibbia (o TaNàK in ebraico) è costituita di 73 libri: 46 per l’A.T. e 27 per il N.T.
Suddivisione del Nuovo Testamento: 4 Vangeli, Atti degli Apostoli, 21 lettere Apostoliche, Apocalisse.
Suddivisione dell’ Antico Testamento per gli ebrei, in 3 categorie:

-  Legge (Toràhà La Legge per gli Ebreià Pentateuco, costituito di 5 libri);
-   Profeti (Nebiìm);
-  Scritti (Ketubìm).
Il Pentateuco è il gruppo dei primi 5 libri della Bibbia, che svelano:
-  la Creazione della terra e dell’uomo da parte di Dio e la rottura del rapporto     col peccato originale”;
-l’inizio della genealogia dei patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe,ecc.) e la Terra promessa da Dio e con essa una discendenza che diventerà popolo: Israele;
- Dio che si svela a Mosè, rimanendo fedele all’Alleanza nonostante l’infedeltà d’Israele;
-  i 10 Comandamenti sul Sinai e la liberazione dall’Egitto da parte di Dio;
-  gli ebrei che diventano popolo unico e di stirpe sacerdotale dopo l’uscita dall’Egitto;
-   ultime disposizioni e morte di Mosè.

N.B.  “Ogni versetto, capitolo o libro, sia del N.T. che dell’A.T. vanno letti sempre nell’ottica della Rivelazione. L’A.T. prefigura l’avvento del Messia, il Cristo di Dio, nella persona di Gesù di Nazareth.

Ia tappa: La GENESI
L'importanza del libro che apre la Bibbia è la sua originalità, per il modo con cui ne parla: l'universo creato è distinto dal Creatore, che il male sia originato dalla libera volontà dell'uomo o che la presenza di Dio comporti salvezza per l'uomo, lo dice solo la Bibbia e la Genesi in modo particolare.
Il libro della Genesi, può suddividersi in 2 parti:
1) capp. 1-11  ha per protagonista Adamo (da tradurre con uomo, o meglio umanità);
2) capp. 12-50 ha per soggetto Abramo e la sua discendenza: l'orizzonte si restringe, dall'intera umanità al popolo di Israele e al dono della fede ai patriarchi. L'intenzione del redattore è quella di far capire che il lento e progressivo diffondersi della stirpe umana si attua sotto la costante presenza di quel Dio che ha creato l'universo e l'uomo. Importante è anche l'idea della «benedizione», che Dio attua nei confronti di tutta la famiglia umana, a partire dal momento della Creazione e che non cesserà mai nel corso della storia. Noi ci fermeremo in particolare sui primi 2 capitoli. Il contenuto narrativo di Gen 1-11 è vero che si riduce in sostanza ad episodi su Adamo e Eva, a Caino  e
Abele, al diluvio e Noè, ma è ricco di significati in merito alla relazione tra Dio e l’uomo. Due elementi da tenere in considerazione:
1.- leggere il libro della Genesi non tanto da un punto di vista storico, cercando di capire come siano andati gli eventi, ma piuttosto, comprendere il perché Dio si sia sporcato le mani, creando cieli e terra e ponendo l’uomo come vertice di un rapporto privilegiato di dialogo;
2.- Gen 1-11 sfocia nel NT e in Cristo redentore: il nuovo Adamo che ripara in misura infinitamente superiore, con la sua persona e la sua opera, quanto di male Adamo peccatore aveva fatto (cf Rm 5,12-21; 1Cor 15,20-22.45-49). Infine Gen 1-11 s'indirizza a ciascun «uomo». Per questo il protagonista umano di Gen 1-4 porta il nome di 'adaham, che deriva da “terra”, l'uomo, l'umanità, cioè ciascuno di noi chiamato a rispondere liberamente con l'amore, all'amore infinito di Dio.

IL RACCONTO DELLA CREAZIONE DELLA TERRA E DELLE CREATURE

Gen1,1. In principio Dio creò il cielo e la terra”.  E’ quasi un titolo di apertura dell’intera Bibbia. Indica un momento ben preciso, che è quello in cui Dio decide di dare inizio alla Creazione e all’intera storia dell’umanità.
Vi è un’altra libro che si apre in maniera simile (In principio….): è il Vangelo di Giovanni. “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio”. Qui ci aiuta già a comprendere, come la figura di Gesù sia già prefigurata nell’A.T.. Giovanni ci dice che già prima della Creazione della terra e dell’uomo, “il Verbo era presso il Padre”. Gesù ricapitola in sé tutte le cose, è prima di tutte le cose e tutte per Lui ed in vista di Lui furono create…( ).
1,3: “E Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”. La creazione della luce è separazione dalle tenebre. E’ il 1° giorno della Creazione. Dio crea in 6 giorno il 7° è per il riposo: Riflettiamo sull’uso che facciamo del 7° giorno! Il versetto è magistrale in quanto ci da il senso della onnipotenza divina. In italiano i verbi sono tradotti in un modo tale che non si comprende appieno il verso ebraico: siafu. In ebraico la parola utilizzata è la stessa; in italiano anche se il verbo è lo stesso non è possibile però rendere la stessa idea che l’autore voleva dare. C’è una corrispondenza piena, dando anche l’idea di una differenziazione di tempo. Per l’autore sacro, la creazione deve corrispondere al volere di Dio, come già detto in precedenza, elemento importante è la potenza della parola di Dio in quanto realizza ciò che dice: sia luce e luce fu. L’importanza dell’azione però sta nella separazione tra la luce e la tenebra, tra il bene e il male. Dio crea tutto ciò che è buono, ma l’uomo si arroga la presunzione di sostituirsi a Dio.
Poi, tutto il cap.1 del libro della Genesi e fino al versetto 4 del cap.2 ci illustrano i passi della Creazione che Dio opera nel ciclo della settimana escatologica.

Gen1, 27-28.31-
 IL RACCONTO DELLA CREAZIONE DELL’UMANITA’
 E DELL’AMORE

Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Gen 2, 1-3

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
Quindi, dopo aver creato cieli e terra e tutte le creature che l’avrebbero dovuta popolare, affida tutto il creato all’uomo e alla donna affinché la soggiogassero e la custodissero.

Gen 2,15-16

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Quindi, vi è una indicazione ben precisa da parte di Dio, chiarendo che l’uomo ne è custode ma non il proprietario o il creatore. Vi è un messaggio per così dire ecologico, inteso in maniera estesa…..L’uomo non può non aver rispetto del creato, non gli appartiene, è solo la dimora che Dio gli ha dato….Poi prosegue…. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”.  
Qual è quest’albero?  E qual è il frutto? E’ l’albero della vita, l’uomo e la donna non possono accedervi se non per volontà divina….ma loro hanno la presunzione di sostituirsi a Dio e perciò avverrà ciò che vedremo in seguito.

Gen 2,18-25     NON E’ BENE CHE L’UOMO SIA SOLO
 (L’IMPORTANZA DEL MATRIMONIO)
Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»…….  …Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.
La costola dell’uomo da cui viene generata la donna, sta ad indicare la pari dignità dei 2, perché la costola è un organo intermedio…………..

LA STORIA DELL’UOMO… UNA STORIA D’AMORE

La Bibbia fa iniziare la storia dell’umanità proprio come una storia d’Amore certamente tra uomo e donna, ma più profondamente tra l’umanità e Dio. Anzi: il tempo stesso della storia è il tempo dell’Amore, della promessa di Alleanza tra Dio e umanità, e tra uomo e donna. È bello vedere come, sin dalla creazione, la storia d’amore tra uomo e donna e tra Dio e uomo si intrecciano nella storia della Salvezza e dell’Alleanza (per esempio: Adamo - Eva, Abramo - Sara… Giuseppe - Maria...). …..Dio non è semplicemente il “motorino d’avviamento”: Egli si è fatto presente manifestandosi in pienezza e trovando la sua parola ultima nella persona e nella vicenda storica di Gesù Cristo, il Figlio di Dio. (Eb 1,1). Comunicare la gioia di questa luce e di questo calore è la missione dei cristiani. Ecco perché la forma più intensa che ci può essere tra uomo e donna (il matrimonio) è addirittura sacramento: quell’amore, offerto a Dio e benedetto da Lui, rende presente il suo stesso Amore; l’amore tra un uomo e una donna, diventa così icona vivente dell’Amore di Dio. Condividono con tutti il racconto il racconto che la Bibbia fa dell’Amore: non lo impongono, né lo subiscono, ma lo offrono in dono come una buona notizia. A tutti dicono dove sta l’origine e il senso irrinunciabile.

Genesi 3
-IL PECCATO ORIGINALE
(LA PRESUNZIONE DELL’UOMO DI SOSTITUIRSI A DIO).
 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Quindi non è il diavolo come si crede, ma solo una creatura astuta: Dio non può creare il male. Egli disse alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Il Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Il serpente inculca il dubbio nella donna e certamente la prospettiva di sostituirsi a Dio è allettante, come la tentazione di ogni peccato, tuttavia. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. La nudità non è di per sé peccaminosa (e quindi l’essere uomini e donne) ma è l’uomo che disumanizza se stesso, sino a doversene vergognare. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.…….E’ la condizione di ognuno di noi quando commettiamo qualche torto verso qualcuno e ancor di più verso Dio, preferiamo sfuggire allo sguardo suo, piuttosto che esser umili e riconoscere il nostro errore. (Vedi la Penitenza sacramentale……….) .
Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei? ”. Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. Riprese:“Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? ”. Rispose l’uomo:“La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”. Allora il Signore Dio disse al serpente:“Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. E’ la proiezione escatologica in Maria (la nuova Eva), che nella rappresentazione dell’Immacolata Concezione, schiaccia la testa al serpenteà quì il serpente diventa la rappresentazione di ciò che è peccaminoso (diavoloà dal greco dia-balloàdividere). Alla donna disse:“Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”. All’uomo disse:“Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai! ”. L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.  Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre! ”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita. All’inizio l’uomo non mangia carne, non per un fioretto o una dieta vegetariana, ma perché Dio – nel suo progetto di Creazione- non vuole spargimenti di sangue! In tutta la storia d’Israele, che ne seguirà sino all’avvento di Cristo, Dio mantiene fede alle sue promesse, ma l’uomo è incostante e infedele, sino a non riconoscere quel Dio che arriva a rendersi simile a lui, sino alla sofferenza e alla morte, la morte di Croce!