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IL PENTATEUCO
Alcune premesse per il cammino……………
La nostra fede si fonda su 2
elementi imprescindibili:
- la Tradizione della Chiesa
Cattolica (in comunione col successore di Pietro e coi Vescovi
successori degli Apostoli);
- la Sacra Scrittura (Bibbia e scritti patristici).
Senza l’adesione piena a questi 2 perni, non ci si può in alcun modo dichiarare credenti!
La Tradizione è la Chiesa
fondata da Cristo sull’apostolo Pietro (e quindi, dal Papa suo
successore), in comunione con gli altri 11 apostoli (e quindi, coi vescovi,
loro successori), che con i loro insegnamenti e la loro guida pastorale,
insieme agli scritti dottrinali dei
Padri della Chiesa hanno sviluppato e tutelato la dottrina cristiana,
permettendo di far arrivare il messaggio evangelico di Gesù di Nazareth, sino
ai giorni nostri. Quindi: - Scrittura senza
mediazione della Chiesa relativismo e verità distorta!
- Chiesa senza
Scrittura
soggettivismo, che sfocia nel personalismo: una fede clonata dalla verità; - Fede senza Scrittura e senza mediazione della Chiesa, non è
fede e non centra nulla con essa!!!
“Perciò, occorre una fede basata sulla Sacra Scrittura e mediata
dalla Chiesa (Papa, Vescovi, Sacerdoti, teologi, consacrati, catechisti,
ecc.) che ci aiuta a discernere ed
interpretare la Parola di Dio”.
Altro elemento fondamentale è il
fatto che la Parola di Dio è proclamata e
non letta!
L’ambone diventa centro
della Celebrazione a cui va tutta la nostra attenzione….con la mente e col
cuore!
Parola in ebraico è
tradotto con Dabǎr à “parola che realizza ciò che esprime”. Esempio:”Dio
disse sia la luce e luce fu”. Purtroppo,
spesso e volentieri, la traduzione dall’ebraico all’italiano non rende
pienamente il senso di ciò che l’autore sacro vuole affermarci. Purtroppo,
spesso e volentieri, il sentir dire “Parola di Dio” e le stesse letture,
ci lasciano spesso indifferenti. Peggio ancora, la nostra parola, spesso provoca solo danni.
La Bibbia (o TaNàK in ebraico) è costituita di 73 libri: 46 per l’A.T. e 27 per il N.T.
Suddivisione del Nuovo Testamento: 4 Vangeli, Atti degli
Apostoli, 21 lettere Apostoliche, Apocalisse.
Suddivisione dell’ Antico Testamento per gli ebrei, in 3 categorie:
- Legge (Toràhà La Legge per
gli Ebreià
Pentateuco,
costituito di 5 libri); - Profeti (Nebiìm); - Scritti (Ketubìm).
Il Pentateuco è il gruppo dei primi 5
libri della Bibbia, che svelano:
- la Creazione della
terra e dell’uomo da parte di Dio e la rottura del rapporto col peccato originale”;
-l’inizio della genealogia dei patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe,ecc.) e la Terra promessa da Dio e con essa una
discendenza che diventerà popolo: Israele;
- Dio che si svela a Mosè, rimanendo fedele all’Alleanza nonostante l’infedeltà
d’Israele;
- i 10 Comandamenti sul
Sinai e la liberazione dall’Egitto da
parte di Dio;
- gli ebrei che diventano popolo
unico e di stirpe sacerdotale dopo
l’uscita dall’Egitto;
- ultime disposizioni e
morte di Mosè.
N.B. “Ogni versetto, capitolo o libro, sia del
N.T. che dell’A.T. vanno letti sempre nell’ottica della Rivelazione. L’A.T. prefigura l’avvento del Messia, il Cristo di Dio, nella persona di Gesù di Nazareth.
Ia tappa: La GENESI
L'importanza del libro che apre la Bibbia è la
sua originalità, per il modo con cui ne parla: l'universo creato è distinto dal
Creatore, che il male sia originato dalla libera volontà dell'uomo o che la
presenza di Dio comporti salvezza per l'uomo, lo dice solo la Bibbia e la
Genesi in modo particolare.
Il libro della Genesi, può suddividersi in 2 parti:
1)
capp. 1-11 ha per protagonista Adamo (da tradurre con
uomo, o meglio umanità); 2) capp. 12-50 ha per soggetto Abramo e la sua discendenza:
l'orizzonte si restringe, dall'intera umanità al popolo di Israele e al dono
della fede ai patriarchi. L'intenzione del redattore è quella di far capire che
il lento e progressivo diffondersi della stirpe umana si attua sotto la
costante presenza di quel Dio che ha creato l'universo e l'uomo. Importante è
anche l'idea della «benedizione», che Dio attua nei confronti di tutta la
famiglia umana, a partire dal momento della Creazione e che non cesserà mai nel
corso della storia. Noi ci fermeremo in particolare sui primi 2 capitoli. Il
contenuto narrativo di Gen 1-11 è vero che si riduce in sostanza ad episodi su
Adamo e Eva, a Caino e
Abele, al diluvio e Noè, ma è ricco di
significati in merito alla relazione tra Dio e l’uomo. Due elementi da tenere
in considerazione:
1.- leggere il libro della Genesi non tanto da un
punto di vista storico,
cercando di capire come siano andati gli eventi, ma piuttosto, comprendere il perché Dio si sia sporcato le mani, creando cieli e terra e ponendo l’uomo come
vertice di un rapporto privilegiato di dialogo;
2.- Gen 1-11 sfocia nel NT e in Cristo redentore:
il nuovo Adamo che ripara in
misura infinitamente superiore, con la sua persona e la sua opera, quanto di
male Adamo peccatore aveva fatto (cf Rm 5,12-21; 1Cor 15,20-22.45-49). Infine
Gen 1-11 s'indirizza a ciascun «uomo». Per questo il protagonista umano di Gen
1-4 porta il nome di 'adaham, che
deriva da “terra”, l'uomo, l'umanità,
cioè ciascuno di noi chiamato a rispondere liberamente con l'amore, all'amore
infinito di Dio.
IL RACCONTO DELLA CREAZIONE DELLA TERRA E DELLE CREATURE
Gen1,1. “In principio Dio creò il cielo e la terra”. E’ quasi un titolo di apertura dell’intera
Bibbia. Indica un momento ben preciso, che è quello in cui Dio decide di dare
inizio alla Creazione e all’intera storia dell’umanità.
Vi è un’altra libro che si apre in maniera simile
(In
principio….): è il Vangelo di Giovanni. “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio”. Qui
ci aiuta già a comprendere, come la figura di Gesù sia già prefigurata
nell’A.T.. Giovanni ci dice che già prima della Creazione della terra e
dell’uomo, “il Verbo era presso il
Padre”. Gesù ricapitola in sé tutte
le cose, è prima di tutte le cose e tutte per Lui ed in vista di Lui furono
create…( ).
1,3: “E
Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”. La creazione della luce è
separazione dalle tenebre. E’ il 1° giorno della Creazione. Dio crea in 6
giorno il 7° è per il riposo: Riflettiamo sull’uso che facciamo del 7° giorno! Il
versetto è magistrale in quanto ci da il senso della onnipotenza divina. In
italiano i verbi sono tradotti in un modo tale che non si comprende appieno il
verso ebraico: siafu. In ebraico la parola utilizzata è
la stessa; in italiano anche se il verbo è lo stesso non è possibile però
rendere la stessa idea che l’autore voleva dare. C’è una corrispondenza piena,
dando anche l’idea di una differenziazione di tempo. Per l’autore sacro, la
creazione deve corrispondere al volere di Dio, come già detto in precedenza,
elemento importante è la potenza della parola di Dio in quanto realizza ciò che
dice: sia luce e luce fu.
L’importanza dell’azione però sta nella separazione tra la luce e la tenebra,
tra il bene e il male. Dio crea tutto ciò che è buono, ma l’uomo si arroga la
presunzione di sostituirsi a Dio. Poi, tutto il cap.1 del libro della Genesi e fino
al versetto 4 del cap.2 ci illustrano i passi della Creazione che Dio opera nel
ciclo della settimana escatologica.
Gen1, 27-28.31-
IL RACCONTO DELLA CREAZIONE DELL’UMANITA’ E DELL’AMORE
Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di
Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate
fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui
pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia
sulla terra». Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. Poi
Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra
e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli
uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è
alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto
aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto
giorno.
Gen 2, 1-3
Così furono portati a
compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo
giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da
ogni suo lavoro. Dio benedisse il
settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che
egli creando aveva fatto. Quindi,
dopo aver creato cieli e terra e tutte le creature che l’avrebbero dovuta
popolare, affida tutto il creato all’uomo e alla donna affinché la
soggiogassero e la custodissero.
Gen 2,15-16
Il Signore Dio prese l’uomo e
lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Quindi, vi è una indicazione
ben precisa da parte di Dio, chiarendo che l’uomo ne è custode ma non il
proprietario o il creatore. Vi è un messaggio per così dire ecologico, inteso
in maniera estesa…..L’uomo non può non aver rispetto del creato, non gli
appartiene, è solo la dimora che Dio gli ha dato….Poi prosegue…. Il Signore Dio diede questo comando
all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e
del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente
moriresti”.
Qual è quest’albero? E qual è il frutto? E’ l’albero della vita,
l’uomo e la donna non possono accedervi se non per volontà divina….ma loro
hanno la presunzione di sostituirsi a Dio e perciò avverrà ciò che vedremo in
seguito.
Gen 2,18-25 NON
E’ BENE CHE L’UOMO SIA SOLO
(L’IMPORTANZA DEL MATRIMONIO)
Poi il Signore Dio disse: «Non
è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»……. …Allora il Signore Dio fece scendere un
torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse
la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta
all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
Allora l'uomo disse: «Questa
volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». Per questo l'uomo abbandonerà suo
padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua
moglie, ma non ne provavano vergogna. La
costola dell’uomo da cui viene generata la donna, sta ad indicare la pari
dignità dei 2, perché la costola è un organo intermedio…………..
LA STORIA DELL’UOMO… UNA STORIA D’AMORE
La
Bibbia fa iniziare la storia dell’umanità proprio come una storia d’Amore
certamente tra uomo e donna, ma più profondamente tra l’umanità
e Dio. Anzi: il tempo stesso della storia è il tempo
dell’Amore, della promessa di Alleanza tra Dio e umanità, e tra uomo e donna.
È bello vedere come, sin dalla creazione, la storia d’amore tra uomo
e donna e tra Dio e uomo si intrecciano nella storia della Salvezza e dell’Alleanza
(per esempio: Adamo - Eva, Abramo - Sara… Giuseppe - Maria...). …..Dio
non è semplicemente il “motorino d’avviamento”: Egli si è fatto presente
manifestandosi in pienezza e trovando la sua parola ultima nella persona
e nella vicenda storica di Gesù Cristo, il Figlio di Dio. (Eb 1,1). Comunicare
la gioia di questa luce e di questo calore è la missione dei
cristiani. Ecco perché la forma più intensa che ci può essere tra
uomo e donna (il matrimonio) è addirittura sacramento:
quell’amore, offerto a Dio e benedetto da Lui, rende presente il
suo stesso Amore; l’amore tra un uomo e una donna, diventa così icona
vivente dell’Amore di Dio. Condividono con tutti il racconto il
racconto che la Bibbia fa dell’Amore: non lo impongono, né lo subiscono,
ma lo offrono in dono come una buona notizia. A tutti dicono dove
sta l’origine e il senso irrinunciabile.
Genesi 3 -IL
PECCATO ORIGINALE
(LA PRESUNZIONE DELL’UOMO DI SOSTITUIRSI A DIO).
Il serpente era
la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Quindi non è il diavolo come
si crede, ma solo una creatura astuta: Dio non può creare il male. Egli disse alla donna: “È vero che Dio ha
detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti
degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che
sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete
toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete
affatto! Il Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri
occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Il serpente
inculca il dubbio nella donna e certamente la prospettiva di sostituirsi a Dio
è allettante, come la tentazione di ogni peccato, tuttavia. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli
occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò,
poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si
aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono
foglie di fico e se ne fecero cinture. La nudità non è di per sé
peccaminosa (e quindi l’essere uomini e donne) ma è l’uomo che disumanizza se stesso, sino a doversene
vergognare. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla
brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in
mezzo agli alberi del giardino.…….E’ la
condizione di ognuno di noi quando commettiamo qualche torto verso qualcuno e
ancor di più verso Dio, preferiamo sfuggire allo sguardo suo, piuttosto che esser umili e riconoscere il nostro
errore. (Vedi la Penitenza sacramentale……….) .
Ma il Signore Dio chiamò
l’uomo e gli disse: “Dove sei? ”. Rispose:
“Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi
sono nascosto”. Riprese:“Chi ti ha
fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo
comandato di non mangiare? ”. Rispose l’uomo:“La donna che tu mi hai posta
accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla
donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato”. Allora il Signore Dio disse al serpente:“Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io
porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. E’ la proiezione escatologica
in Maria (la nuova Eva), che nella rappresentazione dell’Immacolata Concezione,
schiaccia la testa al serpenteà quì il serpente diventa la
rappresentazione di ciò che è peccaminoso (diavoloà dal greco dia-balloàdividere). Alla donna disse:“Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore
partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”.
All’uomo disse:“Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato
dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il
suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai
alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere
tornerai! ”. L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i
viventi. Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.
Il
Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la
conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda
anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre! ”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse
il suolo da dove era stato tratto. Scacciò
l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della
spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita. All’inizio l’uomo non mangia
carne, non per un fioretto o una dieta vegetariana, ma perché Dio – nel suo
progetto di Creazione- non vuole spargimenti di sangue! In tutta la
storia d’Israele, che ne seguirà sino all’avvento di Cristo, Dio mantiene fede
alle sue promesse, ma l’uomo è incostante e infedele, sino a non riconoscere
quel Dio che arriva a rendersi simile a lui, sino alla sofferenza e alla morte,
la morte di Croce!
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