Parrocchia di San Zenone Monteolimpino - Como

 

Storia

Monteolimpino Le origini Partendo da un'antica e rarissima veduta di Monteolimpino, risalente agli anni dell’ inizio secolo xx, si ha l'esatta collocazione dell'antico villaggio di Monteolimpino. Questo soprattutto in virtù del fatto che il paesaggio appare quasi del tutto privo di vegetazione. Gli alberi difatti avrebbero limitato gli spazi da adibire all'agricoltura e sono presenti solo in prossimità delle grandi ville padronali. La quasi totale assenza di vegetazione ci permette quindi di individuare le poche case, i cascinali sparsi che sorgono in prossimità della Chiesa, col caratteristico campanile staccato dal corpo dell'edificio vero e proprio. Alla località si accede attraverso una strada ripida e tortuosa che parte dai pressi di Villa Olmo per poi insinuarsi nella fessura che separa le due opposte colline di Cardina e di Cardano. Intuiamo, più che vedere, la strada che prosegue e che poi scende in forte pendenza verso Ponte Chiasso, di cui nell'immagine si individuano alcune case sparse che si confondono con quelle di Chiasso, al di là del confine del tutto convenzionale (segnato cioè da una semplice roggia che divide trasversalmente i due abitati). L'antica immagine in esame ci permette alcune considerazioni circa l'ubicazione della chiesa. Si tratta ovviamente dell'edificio costruito a partire dal 1860 dopo l'abbandono del precedente che sorgeva sulla destra del campanile. E poiché sostanzialmente la nuova Chiesa sorge sullo stesso pianoro della prece-dente, preziose ci appaiono le osservazioni del Vescovo Feliciano Ninguarda, all'indomani di una visita pastorale. Il Vescovo parla di un "piccolo villaggio"; si stupisce non poco dell'ubicazione del-l'edificio, che sarebbe potuto sorgere in posizione certamente più assolata (e difatti si discusse a lungo, in sede di progettazione, se erigerla alle falde di Cardina, dove oggi si trova la nuova scuola); è perplesso nel notare che nel piccolo cimitero che circonda la Chiesa ci siano poche sepolture (evidentemente era già in funzione il cimitero attuale ubicato in posizione meno scoscesa e su un pianoro molto più vasto). L'occupazione originaria degli abitanti del quartiere era certamente l'agricoltura, cui si affiancò la bachicoltura. Successivamente, soprattutto nella seconda metà del secolo XIX scorso, sorsero specifiche attività artigianali, molto probabilmente importate dalla vicina Svizzera (montaggio degli orologi, termometri).Notevole mano d'opera trovò impiego nel traforo della galleria ferroviaria Como - Chiasso, con conseguente massiccio incremento della popolazione. Altra attività decisiva per lo sviluppo demografico ed economico del quartiere fu l'estrazione del cemento Portland dalla collina alle spalle della Chiesa (una propaggine della Spina Verde), attività che durò fino ai primi anni '50, quando l'esaurirsi del filone portò i proprietari ad aprire una nuova cementeria a Merone, in Brianza. In una ricerca, attuata da un gruppo di studio nel 1982, si afferma che il territorio di Monte Olimpino uscì dall'anonimato con la redazione del Catasto Teresiano. Tutta la Lombardia, per la verità, dopo il burrascoso periodo del dominio spagnolo, ebbe un periodo di vera rinascita. Così fu anche per Monteolimpino, comune autonomo a capo di un vastissimo territorio. L'autonomia durò fino al 1884, anno in cui il grosso borgo passò sotto il Comune di Como. Nuovo impulso venne tuttavia al quartiere dall'essere ubicato nei pressi del confine: con la laboriosità dei frontalieri, ma anche con attività meno... lecite, come quelle degli "spalloni" (col "contrabbando di fatica" lungo la famosa montagna della Maiocca). Il resto è storia recente, con luci ed ombre. Queste ultime costituite essenzialmente da una preoccupante cementizzazione del territorio (di cui si lamenta anche Primo Porta, lo storico locale autore di una storia del quartiere) che sinora ha miracolosamente risparmiato la splendida Cardina e la più isolata Cardano, lodata da numerosi testi sull'agricoltura del '700. Anche nelle fotografie che mostrano il borgo in primo piano, la Chiesa di Monteolimpino è sempre facilmente individuabile. L'attuale via Bellinzona che scorre lungo la fenditura -valico separa nettamente i due nuclei più antichi: quello di Paluda -Roscio (dove è collocato l'edificio di culto) e quello di Interlegno, alle falde di Cardina. E' interessante notare, in vecchie e suggestive immagini, il gruppo di case coloniche, oggi ridotte a ruderi cadenti, che testimoniano l’originaria vocazione agricola di tutto il territorio.

San Zenone ieri La chiesa e il progetto Il Comune di Monteolimpino, nel 1853, decise di costruire una nuova chiesa parrocchiale in sostituzione della vecchia, ormai troppo piccola per la Comunità in continua espansione, ma anche malridotta e pericolante. Il primo progetto fu predisposto dall'architetto Luigi Tatti nel 1854. Successivamente, alla rinuncia di Tatti, subentrò nell'incarico l'architetto milanese Giacomo Moraglia (1791-1860) che predispose nel 1857 un nuovo progetto. L’8 aprile 1861 il Comune di Monteolimpino pubblicava l’avviso di appalto dei lavori per la costruzione della chiesa, con una base di lire italiane 57.811,19. La gara è vinta dall’impresa Giuseppe Feltrami che ribassa l’importo di ben 5.811,19. I lavori procedono abbastanza alacremente, infatti l’appaltatore Feltrami il 14/11/1862 comunica alla giunta municipale che “l’ossatura della nuova chiesa in appalto allo scrivente è posta a coperto”.L’architetto Giacomo Muraglia morì prima che cominciassero i lavori e subentrò il figlio Pietro che diresse l’opera fino al completamento.Finalmente l’11 febbraio 1865 il comune consegnava alla Fabbriceria la nuova Chiesa Parrocchiale.Venne benedetta con una solenne cerimonia l’8 settembre 1865, mentre la consacrazione avvenne il 15 ottobre 1904.L’anno precedente Luigi Tagliaferro, pittore di Mandello del Lario, abbellì con affreschi il catino dell’abside, la cupola e gli altari laterali.L’altare maggiore è stato disegnato da Pietro Muraglia e realizzato dalla ditta Giuseppe Rusca.

Il campanile Il campanile di Monteolimpino è staccato dall’attuale chiesa di S. Zenone progettata e realizzata dall’architetto Moraglia dal 1860 al 1864. Il motivo è semplice da spiegare: nella zona sottostante il campanile si trovava l’antica chiesa descritta negli Atti della visita Pastorale del Vescovo Ninguarda (1589 – 1593). Egli dice: “In hac Ecclesia sunt tres naves partim fornicatae et partim tecto simplici opertae, et tria altaria cun cancellis ligneis et imaginibus in muro depictis; summum Ecclesiae patrono, alterum a latere Epistolae Purificationi Beatissimae Virginis, et tertium SS. Defendenti et Hilarioni dedicata; ianuae duae , altera a regione summi altaris, et altera ad latus Epistolae…Supra Ecclesiam in medio est turris quadrata cum campana”. In questa descrizione troviamo l’impianto della chiesa che resterà uguale fino a quando verrà abbandonata. E’ una chiesa a tre navate, in parte a volta e in parte con tetto in travi di legno, in fondo ad ogni navata c’è un altare: l’altare maggiore dedicato al patrono, S. Zenone, sul lato destro l’altare della Madonna, sul lato sinistro l’altare dedicato ai SS. Defendente e Ilarione. Vi si accede attraverso due porte: quella centrale, corrispondente all’altare maggiore e un’altra sul lato destro. Il Vescovo Ciceri nel 1685 parla ancora di una chiesa a tre navate a volta, con colonne di pietra, cita solo due altari, quello maggiore addossato alla parete di fondo, con una tela raffigurante il patrono S. Zenone, l’altro altare è dedicato alla B.V. Maria. Mons. Mugiasca nel 1768 non aggiunge niente di nuovo sulla struttura della chiesa, mentre descrive il terzo altare sulla sinistra dedicato al Crocifisso. Così pure i vescovi seguenti fino alla costruzione della nuova chiesa.

San Zenone oggi


San Zenone ieri


San Zenone ieri


Immagini storiche

 
Vecchie fotografie usate per impaginare il calendario parrocchiale 2005
 
Le nuove campane
 
Le nuove campane
 
Bambini all'asilo delle Madri Canossiane
 
Bambini all'asilo delle Madri Canossiane
 
L'Istituto dei Sordomuti retto dalle Madri Canossiane
 
L'Istituto dei Sordomuti retto dalle Madri Canossiane
 
I fabbricieri in processione
 
I fabbricieri in processione
 
Villa Aprica
 
Villa Aprica
 
I bambini ricevono la Prima Comunione e nel pomeriggio la Santa Cresima
 
I bambini ricevono la Prima Comunione e nel pomeriggio la Santa Cresima
 
Un funerale sulla via Bellinzona
 
Un funerale sulla via Bellinzona
 
Foto ricordo di scuola
 
Foto ricordo di scuola
 

Descrizione dell'archivio parrocchiale 

Intestazioni: 

Parrocchia di S. Zenone in Monte Olimpino, Como, 654 -, SIUSA 

Parrocchia della diocesi di Como. Nella seconda metà del XVII secolo, il vescovo Lazzaro Carafino, desiderando che i numerosi possessi del soppresso convento dei crociferi tornassero a incremento spirituale della popolazione comasca, propose alla Sacra Congregazione dei cardinali in Roma di erigere in parrocchie le chiese di San Zenone di Monte Olimpino, allora filiale della parrocchia di San Salvatore di Como, Santa Cecilia di Camnago, Sant'Andrea di Brunate; i cardinali e il papa accolsero la proposta e, con rescritto 2 settembre 1653, autorizzarono il vescovo Carafino a mandarla a effetto. La parrocchia di San Zenone fu eretta dal vescovo Lazzaro Carafino con istromento rogato dal notaio Angelo Magatti il 7 marzo 1654, con territorio smembrato da San Salvatore di Como. Nel 1768, durante la visita del vescovo Giambattista Mugiasca nella pieve di Zezio, nella chiesa parrocchiale di San Zenone, erano istituite la confraternita del Santissimo Sacramento; la compagnia del Sacro Cuore di Gesù; la compagnia del Rosario. Il numero dei parrocchiani era di 460 di cui 270 comunicati. Entro i confini della parrocchia di Monte Olimpino esistevano la chiesa filiare dei Santi Giacomo e Filippo in Quercino; le chiese od oratori dell'Immacolata Concezione in Quercino; Beata Vergine Maria in Cardina, di Domenico Nessi; San Gaetano in Cardano Inferiore, dei padri teatini; Sant'Abbondio in Cardano Superiore, di proprietà Boggiari; Immacolata Vergine Maria in Mognano, di proprietà Stoppani; l'oratorio privato dei padri somaschi in Bosci. La parrocchia era di libera collazione. Nello stato di tutte le chiese parrocchiali della città e diocesi di Como spedito dal vescovo Mugiasca al governo di Milano nel 1773, i redditi del parroco risultavano derivare da beni stabiliti per lire 711.10; da emolumenti di stola per lire 160. Nel 1781, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Zenone possedeva fondi per 333.15 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 497. Nel 1788 la parrocchia di San Zenone risultava compresa nei Corpi Santi della città di Como. Verso la fine del XVIII secolo la parrocchia di San Zenone di Monte Olimpino, citata come "vicaria in cura animarum", risultava compresa nella pieve della cattedrale, volgarmente detta di Zezio. Secondo quanto si desume dal confronto con la "nuova divisione dei distretti compresi nel Regno d'Italia e spettanti alla diocesi di Como per le scuole normali" compilata nel 1816, la parrocchia di Monte Olimpino risultava elencata tra le parrocchie della pieve di Zezio. Nel 1894, anno della visita pastorale del vescovo Andrea Ferrari nella pieve e vicariato di Zezio, la rendita netta del beneficio parrocchiale di San Zenone assommava a lire 1072.01; esisteva inoltre un beneficio coadiutorale di lire 630. Entro i confini della parrocchia di Monte Olimpino esistevano gli oratori della Santissima Immacolata in Cardina, Sant'Abbondio in Cardano, Santi apostoli Giacomo e Filippo in Quercino, Maria Vergine Assunta in Carnosino. La giurisdizione della parrocchia si estendeva sulle frazioni di Carnosino, Torlegno, Cardano, Cardina al Mirabello, Quercino, Brugeda, Pontechiasso, Monte Olimpino, Paluda, Moltrisio, Roncato. Nella chiesa parrocchiale erano istituite la confraternita maschile del Santissimo Sacramento; la confraternita femminile del Santissimo Sacramento, ricostituita intorno al 1870 dal vicario Callisto Grandi. Il numero dei parrocchiani era di 1479. La parrocchia era di nomina vescovile. Nel 1900, anno della visita pastorale del vescovo Teodoro Valfré di Bonzo nella pieve e vicariato di Zezio, la rendita netta del beneficio parrocchiale assommava a lire 1664.46; esisteva inoltre un beneficio vicariale. I parrocchiani erano 1561, compresi gli abitanti delle frazioni di Paluda, Interlegno, Carnasino Moltrisio, Colombara, Umbria, Cava, Cardano, Cardina Mirabello, Pontechiasso, Brogeda, Quercino, Sagnino, Monte, Soldo. Nel territorio parrocchiale esistevano la chiesa dell'Immacolata in Cardina, già di diritto della famiglia Nessi e all'epoca della curia vescovile; gli oratori dei Santi Giacomo e Filippo in Quercino, di diritto dei conti Reina; Vergine Assunta in Carnasino, di diritto dei conti Coopmans; Sant'Abbondio in Cardano, di diritto della famiglia Maderni. Nella chiesa parrocchiale erano erette la confraternita maschile del Santissimo Sacramento e la confraternita femminile del Santissimo Rosario. La parrocchia era di nomina vescovile. Con decreto 29 maggio 1905 la parrocchia di Monte Olimpino venne separata dalla pieve di Zezio e aggregata alle parrocchie suburbane di Como. Dal 1938 la parrocchia di San Zenone di Monte Olimpino è stata compresa nel vicariato occidentale di Como, fino al decreto 29 gennaio 1968, in seguito al quale fu assegnata alla zona pastorale I di Como e al vicariato di Como; con decreto 10 aprile 1984 è stata inclusa nel vicariato B di Como centro. 

Notizie tratte da: "Civita, Le istituzione storiche del territorio lombardo, le istituzioni ecclesiastiche - XIII - XX secolo, Diocesi di Milano", Regione Lombardia, Culture, Identità ed Autonomie della Lombardia, Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di scienze storiche e geografiche "Carlo M. Cipolla", Arcidiocesi di Milano, Archivio storico diocesano, Milano, marzo 2002. 

Condizione giuridica: 

enti di culto 

Complessi archivistici prodotti 

Parrocchia di S. Zenone in Monte Olimpino di Como (fondo) 

Estremi cronologici: sec. XVII - sec. XX 

Consistenza: Unità 69: regg. 52, bb. 9, fascc. 8 

Descrizione: L'archivio conserva due sezioni: 

1 - Registri, 1651 - 1954, regg. 52: 

Registri anagrafici sacramentali, 1654 - 1954, regg. 27 

Registri anagrafici civili, 1816 - 1902, regg. 11 

Amministrazione (Parrocchia), 1651 - 1898, regg. 7 

Entrate - uscite. 

Registri inventari (inventario dei sacri arredi della chiesa di S. Zenone), 1729, reg. 1 

Legati, 1788 - 1951, regg. 4 

Associazioni parrocchiali, 1904 - 1934, regg. 2 

2 - Carte, sec. XVII, bb. 9, fascc. 8: 

Amministrazione (Atti notarili e permute), 1632 - 1882, b. 1, fascc. 4 

Beneficio, sec. XVIII - sec. XIX, b. 1, fasc. 1 

Edifici (Chiesa: costruzione e manutenzione), 1862 - 1947, b. 1, fascc. 2 

Legati, 1748 - 1917, fasc. 1 

Rapporti con autorità ecclesiastiche, 1654 - sec. XX, bb. 3 

Culto (Autentiche di reliquie), 1705 - 1930, b. 1 

Miscellanea (Rapporti epistolari), sec. XIX, b. 1 (La serie contiene atti relativi a diverse voci del titolario: Rapporti con autorità civili - Rapporti con autorità ecclesiastiche - Amministrazione). 

Rapporti con autorità civili, 1902 - 1914, b. 1 

La documentazione è stata prodotta da: 

Parrocchia di S. Zenone in Monte Olimpino di Como 

La documentazione è conservata da: 

Parrocchia di S. Zenone in Monte Olimpino 

Redazione e revisione: 

Doneda Cristina, 2005/04/06, prima redazione 

Bibliografia: 

Beniamino Fargnoli, I monumenti religiosi comaschi. Romanico - gotico - rinascimentale, Milano, Accademia di Bella Arti "Aldo Galli", 1995 

Saverio Xeres, Una fede, una storia: fatti e personaggi della Chiesa di Como illustrati nel tempo, [Como], Editoriale lombarda, [1986]

Dal censimento degli archivi dei Comuni e delle Parrocchie della provincia di Como 

Dal Settimanale della Diocesi, un articolo sul quadro dell'Addolorata presente nella nostra Parrocchiale 

Atti della visita pastorale diocesana di F. Feliciano Ninguarda vescovo di Como dal 1589 al 1593 e relativa traduzione 

Materiale storico estratto dal libro di Primo Porta "Il Comune di Monteolimpino 1818-1884" dell'Associazione Artistico Culturale Felice Spindler edito da Tipografia Editrice Cesare Nani nel novembre 1986. Impaginazione 2016 di Sergio Baricci.