La morte improvvisa di don Tommaso Lucchesi
(Lettera scritta ai familiari da alcuni confratelli del compianto don Tommaso che pochissimi giorni prima della sua scomparsa era presente nella nostra parrocchia.)
5 luglio 2010
Cari familiari ed amici,
Poiché siamo tutti profondamente addolorati per l'improvvisa perdita del nostro amico e fratello Tom (José) Lucchesi, ho pensato che potesse essere di aiuto per tutti noi e specialmente per sua madre Nancy, per sua sorella e i suoi fratelli, capire gli eventi che hanno portato alla sua morte mercoledì 30 giugno 2010 così come vedere molti che lo amavano e hanno ricordato la sua vita in Cristo e il suo sacerdozio.
Alla notizia della morte di José, Fr. Enrique Laguna, Fr. Pepe Villegas ed io, giovedì primo luglio, abbiamo viaggiato da Lima a Camanà per il funerale. Dopo un viaggio di 12 ore, siamo arrivati al Convento delle Carmelitane dove siamo stati ricevuti con grande affetto e dolore dalla madre superiora Suor Eucaristia insieme alle altre sorelle.
Il mattino seguente, dopo la celebrazione dell'Eucarestia, le Suore Domenicane Paula e Rosita, che sono italiane, ci hanno raccontato che stavano viaggiando sullo stesso autobus con José per Camanà partito da Lima martedì sera. Alle 2.00 di notte di mercoledì José cominciò a sentire una pesantezza sul petto. Il suo respiro divenne faticoso e chiese alle Sorelle di pregare con lui. Dette anche a Suor Paola alcune istruzioni relative a questioni non ancora risolte nella sua Prelatura e nella sua Parrocchia. L'autista dell'autobus, cercò di affrettare il viaggio tanto che arrivò due ore prima dell'orario previsto alle 5.30. All'ospedale di Camanà José fu ricevuto da alcuni preti e religiosi. Il medico in Camanà disse che José aveva avuto tre infarti durante il viaggio. José ricevette i sacramenti e morì alle ore 8.30 circa di mercoledì 30 giugno 2010. La sua ultima speranza fu che Nostra Signore del Carmelo lo accompagnasse davanti a Dio.
Poco dopo la sua morte, il suo corpo fu portato al convento delle Carmelitane dove il Vescovo Mario Busquets celebrò la Messa di Resurrezione. Josè era un buon amico e benefattore delle Suore ed esse furono molto contente di poter celebrare l'Eucarestia con lui un'ultima volta.
Il corpo di Frate José fu poi portato nella città di Corire, dove era rimasto gli ultimi quattro anni.
Il suo corpo fu vegliato nella chiesa che lui stesso aveva costruito. Veniva celebrata una Messa ogni ora dai preti che giungevano da ogni parte della Prelatura di Chuquibamba per testimoniare il loro rispetto ed affetto al caro amico.
La bara di Fr. José fu portata a spalla da centinaia di uomini giovani e non più giovani attraverso la città alla scuola dove José aveva fatto una grande impressione nel breve tempo che era rimasto là.
La testimonianza, la preghiera e la profonda emozione di studenti e insegnanti ci hanno profondamente colpito.
La bara fu poi portata nel centro della città dove furono pronunciati discorsi, parole profondamente sentite e portate testimonianze da direttori di scuola, dignitari delle parrocchie e dal sindaco di Corire. Tutti questi hanno sempre sottolineato la sincera insistenza di José sulla fede e la partecipazione alla vita della Chiesa.
Al vedere le sincere manifestazioni di dolore e solidarietà della cittadinanza, fu deciso che la Messa funebre non fosse tenuta nella chiesa ma nel campo sportivo cittadino. Mentre il corteo funebre procedeva verso il campo sportivo, tutti cantavano e pregavano all'unisono. Ad un certo punto si potè udire attraverso gli altoparlanti , una cassetta con la voce di José che cantava inni mariani registrati un po' di tempo prima.
Quando arrivammo al campo sportivo, c'erano più di 2500 persone. Il vescovo Busquets insieme a trenta preti, due diaconi e alcuni seminaristi entrarono nell'improvvisato santuario.
Il coro della scuola parrocchiale accompagnava la cerimonia, mentre letture e preghiere religiose erano proclamate da amici e compagni di Fr José. Un sacerdote maltese della Società di S. Paolo e vicario del vescovo Busquets fece un sermone molto sentito in cui affermava che Dio aveva usato Fr José per insegnare a tutti che essere uomo significa agire con dignità e che tutti gli uomini e le donne, specialmente i poveri, devono essere trattai con rispetto e dignità. Dopo la comunione il Vescovo parlò della generosità e della gentilezza di José verso tutti. Ricordò che ad ogni prete e seminarista che José incontrava, lui donava la veste bianca, una stola, un calice e una immagine sacra.
Il prete diocesano da Lima Fr. Rafael Reategui parlò della sua amicizia con José e ricordò che Fr. José era sempre stato un grande esempio per la sua personale vita sacerdotale. Fr. Rafael parlò anche della amicizia di José per i preti e il Cardinale Arcivescovo di Lima, Juan Luis Cipriani. Il Vescovo mi chiese di parlare a nome dell'Ordine del Carmelo, ed io colsi l'opportunità per ricordare che José aveva ricevuto la benedizione di un'amorevole famiglia che condivideva la sua vocazione missionaria con amore e sostegno. L'Ordine del Carmelo che lo aveva guidato con l'esempio dei suoi santi verso l'amore della Beata Madre Maria, era stata un'altra benedizione della sua vita, una benedizione che gli aveva donato un'aspirazione e la felicità fino alla fine della sua vita.
Possa Joe Lucchesi riposare in pace.
Michael Sgarioto, Carmelitano |