Comunità Pastorale "San Carlo Borromeo"
Angera - Ranco - Taino

Parrocchia Prepositurale "Santa Maria Assunta"

Angera (VA) - Decanato di Sesto Calende - Diocesi di Milano



SANTI QUIRICO E GIULITTA




San Quirico sotto la neve
Storia

La chiesa dedicata ai SS. Quirico e Giulitta domina il Verbano meridionale dalla cima dell’omonima verdeggiante collina.Interno

La chiesina era officiata nel 1250 come da elenco di Goffredo di Bussero, ma alcune ipotesi lo fanno risalire ad epoche ben più remote. La scarsità di notizie storiche certe ha favorito il fiorire di alcune leggende sulle sue origini. La più conosciuta vede come protagonisti i Santi Giulio e Giuliano, i grandi evangelizzatori delle nostre terre.

Si racconta che quando i due santi giunsero sul Verbano, Giuliano si recò sulla cima di un monte sopra Massino per edificarvi una chiesa, mentre Giulio salì a San Quirico per costruirvi un altro oratorio.Lapide commemorativa

I due possedevano però un solo martello e una sola cazzuola, ma i lavori procedettero contemporaneamente poiché il martello e la cazzuola volavano miracolosamente da una collina all’altra, attraversando il lago, a seconda delle necessità dei due "santi muratori"; così furono costruiti l’eremo di San Salvatore e la chiesa di San Quirico. Inoltre si racconta che in epoche remote, un eremita visse a lungo sulla collina. Questo misterioso personaggio leggendario scendeva in aiuto della popolazione di Angera donando la sua opera di carità quando il paese soffriva "... per epidemie o per sconvolgimenti guerreschi".

Nell’aprile 1579 San Quirico venne visitata da San Carlo Borromeo durante la visita pastorale nelle nostre zone: "Il primo di venerdì 10 del mese di aprile dell'anno 1579 visitò la chiesa di S. Quirico...".

La chiesa viene chiaramente ricordata anche nella visita pastorale del Cardinale Federico Borromeo del 1619: presentava una struttura molto semplice, ad una sola navata, caratteristica che è rimasta immutata anche dopo varie ricostruzioni parziali successive.

Nel 1630, durante una terribile pestilenza, presso l’oratorio fu costruito un lazzaretto.Lunedì di Pasqua  a San Quirico

La chiesetta fu meta tradizionale di processioni devozionali della popolazione angerese, di cui si hanno testimonianze scritte fin dal Settecento:


"16 luglio 1704: Festa dei santi martiri Quirico e Giulitta protettori di questo Borgho nella qual giornata secondo l’uso di questa Communità e per voto anticamente fatto, il Capitolo con le due Confraternite e popolo processionalmente si sono trasferiti nella chiesa di detti Santi posta sopra il monte di questo territorio" (Archivio Parrocchiale).Cardinal Schuster


Nei giorni 22 e 23 giugno 1935 la chiesa fu visitata dall’arcivescovo di Milano, il cardinal Ildefonso Schuster, il quale concedeva duecento giorni d’indulgenza a chi avesse recitato tre volte il Credo presso l’oratorio.

In epoche recenti la comunità angerese si reca annualmente a San Quirico, il lunedì dell’Angelo, celebrandovi la Santa Messa e trascorrendo sul colle l’intera giornata.



Arte

La dedicazione della chiesetta a San Quirico è un indizio delle sue probabili origini romaniche, ma delle antiche forme architettoniche oggi non rimane più nulla.Il piccolo campanile

L’oratorio, costituito da una navata unica, possiede un campaniletto che s’innalza alla sua destra. Sulla parete destra è dipinta una meridiana recentemente restaurata. Un tempo vi era anche un altro affresco di cui non rimane che qualche traccia ormai degradata.

Negli anni Trenta venne aggiunto il portico antistante la facciata, in seguito a una donazione dell’angerese mons. Ettore Baranzini, Arcivescovo di Siracusa. Sopra il portale una lapide ricorda la visita di S. Eminenza il Cardinal Schuster.La meridiana recentemente restaurata

All’interno, sulla parete di fondo, vi è un affresco moderno (1934), opera del pittore Riccardo Borghi di Malnate raffigurante il Crocifisso e il martirio di San Quirico. Il dipinto è stato eseguito su di un tavolato staccato dal muro esterno, in modo da preservarlo dall'umidità. Degni di nota sono anche gli affreschi della volta dell'altare con la raffigurazione della Eucaristia, un dipinto raffigurante le tre Virtù Teologali, la Fede (Croce), Speranza (Ancora), Carità (Cuore), situato sopra il portale d'ingresso e una pregevole Via Crucis regalata da Bernocchi nel 1931.




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