NAVATA   CENTRALE

Intorno al 1680, l’abate Innocenzo Migliavacca prese a trasformare completamente l’interno della chiesa, sovrapponendo alle severe linee gotiche originarie una lussuosa veste barocca. Tutti i pilastri furono rivestiti in muratura; i capitelli in cotto, che in origine erano di forma cubica e molto semplici, furono trasformati in sontuosi capitelli corinzi, così come appaiono oggi. Anche sui fregi delle trabeazioni sopra i capitelli troviamo stucchi a grossi fogliami e testine di putti. Furono eseguiti tali lavori dagli stuccatori luganesi Antonio e Francesco Maria Scala di Cadapiano.

Nell’arco di quindici anni, tra il 1681 e il 1695, la chiesa abbaziale di Casanova si arricchì delle grandi tele del pittore veneto Federico Cervelli. Sono tredici quelle ispirate a scene della vita della Vergine e di Cristo, otto delle quali si trovano lungo la navata centrale, poste alla sommità delle colonne e circondate dagli stucchi dei maestri luganesi. Un’altra di queste tele è collocata al disopra del portale d’ingresso.

 

NAVATE   LATERALI

Ad abbellire le navate laterali si pensò solo nel 1792, quando la chiesa venne eretta in parrocchia. Fu allora che giunsero a Casanova, donate da Casa Savoia, le 14 stazioni della Via Crucis dipinte da Vittorio Amedeo Rapous (1729-1800), Giovenale Bongiovanni (1746-1794), Giovanni Giovenale (177-1822). A Gerolamo Bongiovanni è attribuita una quindicesima tela, il Battesimo di Cristo, che è collocata nel battistero, subito alla sinistra del portale d’ingresso.

 

ABSIDE

Vero centro ideale della chiesa, verso cui tendono tutte le linee architettoniche e decorative, è la grandiosa immagine di Maria che ascende al cielo, la pala dell’Assunta dipinta dal Cervelli nel 1685.

A quest’anno risalgono tutte le opere, le più significative di Casanova, che trovano posto dietro l’altare maggiore. Gli affreschi della volta e delle pareti laterali (restaurati nel 1992) sono opera di Bartolomeo Guidobono. Sulla volta campeggia nuovamente la figura della Vergine, incoronata da Cristo e da Dio Padre: tutt’intorno cori di angeli, santi e ai margini maestose figure degli Evangelisti e dei Dottori della Chiesa avvolte in ampi panneggi. L’affresco della parete di sinistra raffigura Amedeo 3° di Savoia (1095-1148) mentre fonda l’abbazia di Hautecombe nel 1125. Il personaggio vestito di ermellino che appare al centro della parete di fronte è invece Umberto 3° di Savoia (1129-1189) mentre, inginocchiato, si appresta a vestire l’abito dei cistercensi nell’abbazia di Hautecombe per mano di San Bernardo stesso.

Lo splendido coro ligneo, ispirato a motivi tardo-manieristici di gusto pedemontano, è opera di Giacomo Braeri, maestro intagliatore che lo realizzò nel 1685. Conta 23 stalli scolpiti in legno di noce e abbelliti con intagli raffiguranti ghirlande di fiori e frutti e teste di putti, con ampie volute a fogliame sostenute da grifoni a formare le pareti divisorie tra uno stallo e l’altro. Gotico è invece lo stile del pregevole leggio posto al centro della zona absidale.

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