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Da decenni Giorgio Parisi presta il suo silenzioso ed instancabile servizio nella parrocchia “Madonna del Rosario di Pompei”. In questo contesto ha maturato la sua scelta di speciale consacrazione sotto la protezione della Vergine Maria. La sua vocazione nasce sotto la cura di padre Giuliano Boniotti, religioso canossiano che, per undici anni è stato parroco |
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dell’omonima
parrocchia. Attualmente il parroco Lucio Giazzon, canossiano, continua il
compito di parroco e formatore pastorale nei riguardi del nostro
seminarista. Una
figura che ha contribuito alla crescita umana e spirituale di Giorgio
Parisi è il diacono Salvatore Cagliola (uno dei primi diaconi italiani, e
primo diacono della nostra diocesi) che offre il suo ministero nella
suddetta parrocchia. Don Salvatore Cagliola con paterno affetto (vedi
foto) segue da vicino ogni passo del nostro seminarista che si avvicina
sempre più all’ordinazione sacerdotale. Un
seminarista comunque non nasce dal nulla, ma è un dono di Dio, offerto al
popolo di Dio. Giorgio nasce da una comunità parrocchiale orante che lo
ha desiderato, e prega per le vocazioni sacerdotali. Giorgio è frutto
della loro incessante preghiera e affetto. |
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Notizie
su Giorgio
Parisi
Giorgio
Parisi dopo un travagliato periodo di ricerca tra lavoro, parrocchia e
volontariato UNITALSI, nel suo ventiseiesimo anno di età, nel settembre
del 2000, è accolto nel Seminario Vescovile della diocesi di Noto, dal
vescovo mons. Giuseppe Malandrino. Attualmente frequenta il quarto anno
presso la Facoltà Teologica di Sicilia, istituto “San Paolo” di
Catania. Lo scorso anno ha ricevuto dal vescovo nella vigilia
dell’Assunzione di Maria Vergine, presso la basilica di Santa Maria
Maggiore in Ispica, l’ammissione agli ordini sacri del diaconato e del
presbiterato. La Chiesa di Dio che è in Noto così accoglie ufficialmente
il cammino intrapreso da Giorgio Parisi, ritenendolo idoneo per il
sacerdozio. Nella
foto, un momento commovente della celebrazione, il rito della cotta
(tunica bianca), abito che s’indossa sopra la veste chiamata talare
(tunica nera lunga), simbolo di rinunzia al mondo per vestirsi degli abiti
di Cristo. Il rito prevede che non sia il candidato a indossare la cotta,
ma un altro deve aiutare il candidato a vestirsi, per testimoniare
visibilmente la rinuncia alla propria volontà. Nella foto colui che si
accinge a vestire il
seminarista
Giorgio è il nostro diacono Salvatore Cagliola.
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