vuoi collaborare al Regno di Dio? c'é bisogno di te !!!

Per la Chiesa Universale

 

OFFERTE PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO

IL TUO AIUTO ALLA TUA CHIESA

 

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, né con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. (2 Cor. 9,7) 

Vorrei con la presente rinnovare il nostro dialogo sul tema del sostegno economico alla missione della Chiesa Cattolica.

Tutto ciò di cui la Chiesa dispone ha un unico fine: l’annuncio del Vangelo agli uomini. Perciò, pur essendo la sua missione di natura spirituale, essa ha bisogno di utilizzare beni materiali, compreso il denaro. I fondi dell’otto per mille e le offerte per i sacerdoti servono proprio a questo scopo.

Grazie alle offerte, ad esempio, i sacerdoti possono vivere per il Vangelo ed essere maggiormente a disposizione delle comunità e dei singoli fedeli: più vicini, insomma, a chiunque chieda il loro tempo. La raccolta delle offerte per il 1998 è stata di 40 miliardi e 900 milioni, un miliardo e 257 milioni in meno rispetto al 1997. Questo bilancio é deludente, anche perché è il quarto anno consecutivo che le offerte diminuiscono, mentre aumentano le richieste di aiuto.

Qualcuno potrebbe dire: "ma tanto c’è l’otto per mille". E in effetti i fondi ricevuti nel 1998 sono stati impiegati per realizzare molte opere: 261 miliardi per la carità in Italia e nel Terzo Mondo, 392 per le esigenze pastorali in Italia, 193 per le chiese da costruire e restaurare e la tutela del patrimonio artistico in Italia, 482 per il sostentamento dei sacerdoti delle nostre parrocchie. Grazie a questi fondi è stato anche possibile intervenire in tante emergenze, come ad esempio in Umbria e nelle Marche in occasione del terremoto, per l'alluvione di Sarno, per i Paesi del Terzo Mondo sofferenti a causa di guerre e carestie, per l’America centrale colpita dall’uragano e per il terremoto in Colombia. Tanto è stato fatto, ma tanto resta ancora da fare.

Perciò è necessario continuare a contribuire sia con le offerte per i sacerdoti, sia firmando per destinare l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica. E perché queste scelte siano sempre più il frutto di una partecipazione convinta e consapevole alla vita della comunità ecclesiale, abbiamo pensato di scrivere questo opuscolo con una guida alla firma otto per mille che spero aiutino a fare trasparenza, come è giusto che sia nella grande famiglia della Chiesa. 


OTTO PER MILLE:

ISTRUZIONI PER L’USO

 

P R E M E S S A

 

Torna, il periodo della dichiarazione dei redditi. E naturalmente anche quello dell’otto per mille. E’ il motivo per cui abbiamo deciso di dedicare questo spazio alle modalità che permettono ai contribuenti, tramite la firma negli appositi spazi dei vari modelli, di destinare alla Chiesa cattolica questa piccola percentuale dell’intero gettito dell’Irpef. L’attenzione, dunque, deve essere duplice: da un lato a non lasciarsi sfuggire l’occasione per dimostrare la propria appartenenza alla comunità ecclesiale (o anche semplicemente il proprio apprezzamento per quanto essa fa); dall’altro a informarsi bene sulle novità fiscali (in verità molto poche) che caratterizzano le modalità di scelta. Dopo dieci anni non dovrebbero esserci più timori del tipo "ma l’otto per mille è una tassa in più?" a frenare chi vuole firmare. Sappiamo tutti, infatti, che la famosa firma non costa nulla al singolo contribuente. Può accadere, invece, che andando dal proprio commercialista o al Centro di assistenza (Caf) più vicino, ci si dimentichi di firmare o che non si venga sollecitati a farlo. In questi casi, dunque, è bene essere informati. Tra l’altro scegliere a chi destinare l’otto per mille costituisce anche un esercizio di democrazia fiscale.

C’è poi tutta la categoria di coloro che non sono più tenuti a presentare le proprie certificazioni, cioè gli ex modelli 101 e 201 (soprattutto pensionati e lavoratori dipendenti senza altri redditi). Anche costoro possono firmare a favore della Chiesa cattolica, ma devono compiere alcune operazioni che, pur nella loro semplicità, spesso risultano scomode, specie per chi è anziano e vive (magari da solo) nelle grandi città.

Per tale scopo in Parrocchia, presso il Centro di Ascolto sotto il porticato sul frontale della Basilica nei giorni di mercoledì e sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 fino al 30 giugno sono a disposizione alcuni volontari per raccogliere le certificazioni di quei pensionati e lavoratori dipendenti senza altri redditi, che in caso contrario rimarrebbero nel cassetto. Come l’esperienza di questi anni ha ampiamente dimostrato, non si tratta solo di far crescere la partecipazione alla scelta dell’otto per mille e aumentare così la quota a favore della Chiesa cattolica. Questo, anzi, potrebbe diventare anche un primo approccio a persone sole e lontane delle comunità ecclesiale, che così troverebbero un’occasione per essere aiutate, per ritornare e reinserirsi.

 

COSA SI INTENDE PER OTTO PER MILLE?

 

Lo Stato mette a diposizione dei contribuenti una quota del gettito complessivo dell’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) per scopi "sociali o umanitari" oppure "religiosi o caritativi". E chiede ai contribuenti di indicare a chi e per quali scopi deve essere destinata. Questa quota è pari all’otto per mille dell’intero gettito.

Sulla sua destinazione sono chiamati a pronunciarsi i contribuenti, che esprimono la propria preferenza firmando in una delle caselle sui modelli Unico ’98 (ex mod. 740), 730 (nel mod. 730-1), Certificazione (ex modd. 101 e 201).

I soggetti destinatari possono variare ogni anno, perché il meccanismo è aperto: ogni confessione religiosa può infatti stipulare accordi con lo Stato italiano e chiedere di aderire al meccanismo dell’otto per mille.

 

ESPRIMERE LA PROPRIA SCELTA COMPORTA IL PAGAMENTO

DI UNA TASSA IN PIU’?

 

Assolutamente no. La firma non costa niente perché la scelta sulla destinazione si riferisce ad una quota dell’intero gettito dell’Irpef e non all’Irpef personale di ognuno.

In sede di ripartizione ogni firma vale allo stesso modo e non c’è differenza, ad esempio, tra la firma di un contribuente il cui reddito ammonta a 100 milioni annui e quella di un altro contribuente con un reddito di 25 milioni. Firmare, dunque, non comporta il pagamento di un’ulteriore imposta pari all’otto per mille dell’Irpef personale già versata. Inoltre anche chi non ha ritenute, firmando e consegnando il suo modello di dichiarazione, contribuisce alla ripartizione dell’intero gettito Irpef.

 

QUAL’E’ IL RAPPORTO CON LE OFFERTE PER IL CLERO?

 

Le due forme di sostegno economico alla Chiesa sono perfettamente distinte, anche se cumulabili. In pratica chi sceglie di destinare l’otto per mille alla Chiesa cattolica può anche fare un’offerta a favore del sostentamento clero e viceversa. E qui emerge anche il diverso valore ecclesiale dei due gesti. Proprio perché non costa nulla, l’otto per mille è per il credente un atto di coerenza con la propria fede e di partecipazione al sostegno economico delle tante attività svolte dalla Chiesa cattolica in Italia e nel Terzo Mondo. L’offerta per il clero ha un maggior valore di partecipazione ecclesiale poiché comporta un esborso personale, sia pure ripagato in parte dal vantaggio della deducibilità, come vedremo in seguito.

 

COME VIENE RIPARTITO TRA I DIVERSI "CONCORRENTI"

L’OTTO PER MILLE DEL GETTITO IRPEF?

 

La ripartizione avviene in proporzione alle scelte espresse e quindi senza tener conto degli "astenuti". Ad esempio, se il 60 per cento dei contribuenti esprime una scelta, si terrà conto solo delle preferenze di quel 60 per cento.

 

S C O P I   E   I M P I E G H I

 

L’otto per mille è l’offerta effettuata attraverso la dichiarazione dei redditi.

All’inizio qualcuno lo scambiava per il prodotto di una moltiplicazione o addirittura per una tassa in più. Altri invece ignoravano del tutto il problema. Oggi, invece, l’otto per mille è, tra le due forme di derivazione concordataria, quella che ha riscosso più interesse, dimostrando inoltre che gli italiani hanno fiducia nella Chiesa cattolica e nel suo operato. I fondi che arrivano dall’otto per mille vengono infatti impiegati per tre finalità: esigenze di culto della popolazione, opere di carità in Italia e nel Terzo mondo, sostentamento del clero; con quest’ultima voce la Chiesa mantiene i suoi 38.000 Sacerdoti impegnati nelle 227 Diocesi italiane.

Dal momento che una parte rilevante dell’8 per mille se ne va proprio per il sostentamento del clero, più offerte arrivano, maggiore sarà la quota di otto per mille da impiegare per le esigenze di culto della popolazione.

La possibilità di scegliere a chi destinare una piccola parte del gettito Irpef (pari, appunto, a 8 lire ogni 1000 da versare al fisco) è stata introdotta nel 1990. Non si tratta di un’offerta deducibile, ma di una semplice preferenza. Mancando la quale, lo Stato – che può anche essere il destinatario scelto – ingloba la cifra nel suo bilancio.

La CEI (Conferenza Episcopale Italiana), destinataria dell’8 per mille, è obbligata "a diffondere annualmente informazioni sugli scopi per i quali ha destinato le somme". Grazie a questa trasparenza, sappiamo che tra il ’90 e il ’96 alla Chiesa sono stati destinati 567 miliardi per la conservazione e il restauro del patrimonio artistico italiano, dal momento che oltre il 90% di esso è rappresentato da chiese e cattedrali.

Con questi miliardi sono stati avviati anche Centri per i giovani, le famiglie e gli anziani. Per opere di carità sono stati spesi 352 miliardi che hanno sostenuto strutture di accoglienza per barboni, comunità di recupero per ex-tossicodipendenti, corsi di avviamento al lavoro per handicappati, centri per giovani in difficoltà e consultori familiari. Sono 514 i miliardi destinati alla costruzione di 1.346 nuove chiese. Con 328 miliardi sono stati avviati 2.560 progetti per lo sviluppo e per la promozione umana nei Paesi del terzo mondo.

La Chiesa cattolica ogni anno utilizza con efficacia e trasparenza i fondi dell’Otto per mille per realizzare migliaia di opere religiose e caritative. Finora sono oltre 6.000 gli interventi di pastorale, culto e di carità fatti in Italia e nel Terzo Mondo. Per questo la Chiesa cattolica ringrazia tutti coloro che le hanno destinato l’Otto per mille contribuendo, così, a dare aiuto dove c’è bisogno d’aiuto.

Riportiamo il resoconto degli impieghi dei fondi dell’Otto per mille ricevuti dalla Chiesa cattolica negli ultimi cinque anni.

Nel 1996 e 1997, i fondi sono aumentati grazie al versamento dei conguagli relativi al periodo 1993 – 1994. Infatti lo Stato, dal 1990, ha versato ogni anno alla Chiesa cattolica solo un acconto dell’Otto per mille, non conoscendo esattamente la percentuale delle scelte espresse. A partire dal 1996, una volta note le scelte dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica dal 1990 al 1994, lo Stato ha potuto integrare i versamenti inferiori fatti negli anni precedenti con i relativi conguagli.

Informazioni più dettagliate si possono richiedere direttamente a C.E.I. – Conferenza Episcopale Italiana, Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, Circonvallazione Aurelia – 00165 Roma. Oppure, consultare il sito Internet: http://www.chiesacattolica.it/cci/cei/uffici/spsec/index.html 

Ripartizione Otto per mille (L.222/85)

1993

in milioni

1994

in milioni

1995

in milioni

1996

in milioni

1997

in milioni

Interventi unamitari e caritativi

Diocesi italia-ne (per la carità)

 

40.000

 

40.000

 

60.000

 

132.615

 

132.600

Finalità di rilievo nazionale

 

5.600

 

10.000

 

10.000

 

10.000

 

10.000

Terzo mondo

59.000

76.000

125.108

140.000

140.000

Totale

104.600

126.000

195.108

282.615

282.600

Opere di culto e pastorale

Beni artistici e culturali

     

100.000

100.000

Nuova edilizia di culto

59.000

73.000

125.108

120.000

120.000

Diocesi italiane (per culto e pastorale)

 

60.000

 

63.000

 

90.000

 

229.102

 

229.100

Assistenza domestica clero

     

10.000

9.300

Case canoniche Sud Italia

     

22.859

30.000

Fondazione catechesi e cultura

     

 

90.000

 

100.000

Finalità di interesse nazionale

 

20.000

 

30.000

 

70.000

 

45.000

 

45.000

Totale

139.000

166.000

285.108

616.961

633.400

Sostentamento per l’attività dei sacerdoti

Totale

343.000

410.000

390.000

555.000

467.000

Tot. Generale

586.600

702.000

870.216

1.454.576

1.383.000

 

INTERVENTI UMANITARI E CARITATIVI

IN ITALIA E NEL TERZO MONDO

 

Sono migliaia le opere realizzate con l’Otto per mille in Italia e nel Terzo Mondo per dare aiuto a chi ha bisogno d’aiuto.

In Italia, attraverso le diocesi, i fondi sono stati destinati alle Caritas, ai Centri di accoglienza, alle persone senza fissa dimora, ai centri di ascolto per ragazzi in difficoltà, alle case per anziani, alle comunità di recupero per ex-tossicodipendenti ed ai centri di assistenza per malati di AIDS. Inoltre sono stati istituiti corsi di avviamento al lavoro per ex-detenuti ed handicappati, fondi antiusura e fondi per la creazione di posti di lavoro, sono stati sostenuti consultori familiari e realizzate tante altre strutture ed iniziative capaci di realizzare il bene che ognuno di noi vorrebbe realizzare. E tra le altre iniziative a livello nazionale, la C.E.I. ha destinato 4 miliardi dell’otto per mille per le necessità delle popolazioni colpite dal terremoto in Umbria e nelle Marche.

Nel Terzo Mondo, oltre a fronteggiare situazioni di emergenza dovute a guerre e carestie, la Chiesa cattolica ha avviato oltre 3.000 progetti di cooperazione per la valorizzazione della persona, per lo sviluppo culturale ed il sostegno sociale delle popolazioni locali. Ad esempio sono state finanziate università (Haiti, Mozambico e Cambogia), cooperative (contadini in Ecuador), centri di avviamento lavoro per disoccupati (Brasile), centri di educazione e alfabetizzazione per bambini audiolesi (Sri Lanka), scuole di formazione tecnica all’agricoltura e pastorizia (Bolivia), corsi di formazione degli insegnanti di base e per l’alfabetizzazione (Salvador, Mali e Burkina), corsi di formazione professionali in diversi ambiti (Eritrea, Brasile e Bangladesh), interventi per la costruzione di ospedali (Albania, Cuba). E’ nato anche un importante centro di epidemiologia e di medicina tropicale ad Esmeraldo (Ecuador). Inoltre sono state sostenute strutture di accoglienza per i ragazzi di strada e molte altre analoghe iniziative.

 

OPERE DI CULTO E DI PASTORALE PER LA POPOLAZIONE

Con l’Otto per mille sono stati realizzati importanti interventi per le esigenze pastorali, culturali artistiche della popolazione italiana.

Una prima importante esigenza riguarda le nuove chiese. In molte periferie e nuovi quartieri di piccole e grandi città è viva la necessità di avere una parrocchia. Per giovani e anziani, per famiglie e bisognosi essa rappresenta spesso l’unico punto di aggregazione sociale capace di far vivere momenti di amicizia e fraternità e di offrire valori veri e profondi. La presenza di una struttura parrocchiale dà garanzia che chi cerca un aiuto, materiale o spirituale, lo trovi. Negli ultimi cinque anni in Italia sono stati approvati oltre 800 progetti relativi alla costruzione di nuove chiese e strutture parrocchiali (case canoniche locali di ministero pastorale).

Un’altra importante finalità riguarda la conservazione e tutela del patrimonio artistico italiano che, per il 70% è religioso. Infatti, su circa 95.000 chiese esistenti, ben 85.000 sono ritenute un bene culturale così come 1.535 monasteri, 3.000 complessi monumentali, 5.500 biblioteche, 26.000 archivi, 7.000 musei ecclesiastici e migliaia di opere pittoriche e scultoree. Nel 1997, tra i 150 edifici monumentali finanziati per il restaro ricordiamo il Tempio Malatestiano di Rimini, il seicentesco seminario vescovile di Nola, la basilica dei SS. Ambrogio e Carlo al Corso a Roma, la chiesa di S. Andrea De Zirada a Venezia. Inoltre, altre iniziative per la tutela del patrimonio artistico sono rappresentate dalla realizzazione degli inventari informatizzati delle opere d’arte, degli impianti di sicurezza nelle chiese, dalla formazione del personale, dal sostegno agli archivi, alle biblioteche e ai musei diocesani.

Inoltre, con l’Otto per mille le diocesi italiane hanno potuto dare risposta a tanti altri bisogni pastorali dei nostri quartieri, città e paesi. Esigenze relative, ad esempio, alle problematiche familiari, sociali del lavoro, alla realizzazione di strutture educative e sportive per ragazzi e per iniziative culturali; anche per la formazione dei sacerdoti, per le scuole di formazione teologica per laici, catechisti ed insegnanti di religione, per sostenere i mezzi di comunicazione sociale e per aiutare le parrocchie e monasteri di clausura in condizione di straordinaria necessità.

 

SOSTENTAMENTO PER L’ATTIVITA’ DEI SACERDOTI

I fondi dell’otto per mille contribuiscono anche al sostentamento delle attività dei 38.000 sacerdoti che operano nelle nostre diocesi. Li aiutano a diffondere i valori del Vangelo, a dedicarsi interamente agli altri, a portare a tutti carità, conforto e speranza, ad essere sempre al fianco di chi ha bisogno.

Promovendo pace, amore e fratellanza, i sacerdoti educano i ragazzi, offrono assistenza spirituale concreta alle famiglie in difficoltà, agli ammalati, agli anziani soli, ai poveri e agli emarginati.

I sacerdoti diocesani dispongono mediamente di un milione e cinquecentomila lire lorde provenienti in primo luogo dalle remunerazioni delle parrocchie e delle diocesi, in taluni casi stipendi e pensioni, dalle rendite dei beni ex-beneficiali e dalle Offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti raccolte dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (42,1 miliardi nel 1997). Qualora queste fonti non fossero sufficienti, esse vengono integrate da una parte dei fondi dell’Otto per mille.

 

TUTTO QUESTO CON UNA SEMPLICE FIRMA

 

MODALITA’:

 

DOVE FIRMARE

Certificazione Mod. Cud (ex mod. 101 o 201)

 

Mod. Unico 2000 (ex Mod. 740)

 

Oppure

 

 

Modello 730

Firmando sull’apposita scheda 730/1 (se il CAF non ve la presenta, richiedetela espressamente) nella casella "Chiesa Cattolica" facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.

Chiudere la scheda nell’apposita busta predisposta dal Ministero delle Finanze e controfirmare sui lembi di chiusura.

ATTENZIONE

Anche se sulla busta prestampata c’è scritto: "Mod. 730/1 e Scheda per la destinazione del quattro per mille dell’Irpef", questa va utilizzata per la destinazione dell’Otto per mille.

I contribuenti esonerati dall’obbligo della dichiarazione in quanto nel 1999 hanno posseduto solo redditi diversi da quelli derivanti dall’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, per i quali:

possono presentare la scheda di destinazione dell’8 per mille utilizzando una normale busta di corrispondenza chiusa e contrassegnata sui lembi di chiusura. La busta deve recare l’indicazione "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO PER MILLE DELL’IRPEF" e il codice fiscale, il cognome e il nome.

 

DOVE CONSEGNARE

Il modello CUD o il Modello Unico 2000 o la busta per la scelta vanno consegnati dal 3 maggio al 31 maggio, presso qualsiasi ufficio postale o sportello bancario convenzionato i quali rilasceranno un’apposita ricevuta. E’ importante ricordarsi di compilare prima il modulo di ricevuta così da non correre il rischio di fare più volte la fila allo sportello. In alternativa possono essere consegnati al Centro di Ascolto come sopra specificato, che provvederà alla consegna agli uffici competenti e ne darà poi ricevuta apposita.

Il mod. 730 e la busta con il mod. 730/1 vanno consegnati al datore di lavoro entro il 30 aprile (qualora il sostituto d’imposta fosse l’Inps la data è stata spostata al 18 maggio) e al centro CAF entro il 31 maggio.

Il datore di lavoro non è più obbligato a fare assistenza ai dipendenti ma può dare la possibilità ai CAF di intervenire direttamente sui luoghi di lavoro per effettuare la propria consulenza.


 

FARE BENEFICENZA

E PAGARE MENO TASSE

 

(Alcune offerte sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi. Ecco cosa bisogna sapere per fare del bene agli altri e stare meglio di fronte al fisco)

Forse non tutti lo sanno, ma tra le diverse opportunità che lo Stato riconosce come deducibili dalla dichiarazione dei redditi, figurano le offerte e la beneficenza elargite ad alcuni Enti e Associazioni. "Dedurre" significa abbassare la base imponibile su cui viene calcolata l’Irpef che annualmente paghiamo allo Stato. C’è, di conseguenza, un risparmio sull’imposta da pagare, tanto maggiore qualora l’offerta dedotta faccia scendere la base imponibile allo scaglione inferiore. Il risparmio fiscale magari non è enorme, ma visto che è possibile conseguirlo facendo del bene a chi ha più bisogno di noi, vale forse la pena saperne di più.

La legge disciplina con un elenco rigoroso gli organismi a favore dei quali si può fare beneficenza deducibile dalle tasse, nonché il tetto massimo di deduzione consentito.

 

COSA SONO

"Offerte deducibili per il sostentamento del clero" è un’espressione che circola nella Chiesa italiana dal 1989, cioè da quando questa nuova possibilità di sostegno economico è entrata in vigore. La sua finalità è duplice: sostenere l’attività dei 38 mila sacerdoti impegnati sulle 227 diocesi italiane ed educare i fedeli ad andare un po’ oltre il ristretto orizzonte ecclesiale locale. Le offerte, infatti, non sono dirette solo al proprio sacerdote, ma a tutti i preti diocesani italiani. E hanno anche un notevole effetto sull’otto per mille. Poiché una parte di quest’ultimo deve essere comunque impegnata per il sostentamento del clero, più offerte arrivano, minore sarà la quota di otto per mille da impiegare. E di conseguenza maggiori diventeranno le disponibilità finanziarie per esigenze di culto della popolazione e opere di carità in Italia e nel Terzo mondo (che insieme al sostentamento del clero sono le altre due finalità dell’otto per mille).

 

MODALITA’

Vediamo adesso come funziona il meccanismo delle offerte. L’art. 46 della Legge n. 222 del 20 maggio 1985 ricorda che le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito imponibile complessivo le erogazioni liberali in denaro, fino a due milioni annui, a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC) della Chiesa cattolica italiana. Esistono tre modi per fare un’offerta per il clero: 1) mediante un versamento sul c/c postale n. 57803009 intestato all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. I relativi bollettini prestampati (e contrassegnati con il simbolo del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa) sono in distribuzione nelle parrocchie e negli uffici postali; 2) tramite bonifico bancario su uno dei conti correnti bancari appositamente predisposti dall’ICSC presso tutti i maggiori Istituti di credito del nostro Paese, le cui coordinate bancarie ed indirizzi sono consultabili nella pagine WEB "Indirizzi utili"; 3) recandosi direttamente in uno degli Istituti diocesani sostentamento clero presenti in tutte le diocesi italiane.

Vediamo ora chi sono i destinatari di queste offerte deducibili per il clero. Innanzitutto i sacerdoti in servizio diocesano, ma, proprio per come sono strutturate le offerte, esse liberano fondi dell’Otto per mille anche a favore dei poveri, in Italia e nel Terzo Mondo, e delle esigenze di culto delle diocesi. Quando si può effettuare l’offerta? Ogni giorno è valido: dal 1 gennaio al 31 dicembre. E naturalmente ogni persona può versare più offerte nel corso dell’anno (per esemplificare, invece di un unico versamento da 600 mila lire, si possono fare 3 versamenti da 200 mila lire ciascuno). Sarebbe auspicabile che ciascuna famiglia prevedesse nel proprio bilancio una certa somma da destinare annualmente alla Chiesa attraverso il canale delle offerte per il clero.

 

LA DEDUCIBILITA’

Cosa significa dedurre dalla base imponibile? L’Irpef che annualmente versiamo allo Stato viene calcolata su una cifra che, di solito, è il nostro reddito conseguito in quell’anno. Ammettiamo si tratti di 25 milioni. E’ questa la cosiddetta "base imponibile". Dedurre dalla base imponibile significa, dunque, farla abbassare. Se quel contribuente, che ha un reddito di 25 milioni, versa un’offerta di mezzo milione all’ICSC, la sua base imponibile scende a 24 milioni e mezzo. Quali vantaggi offre la deducibilità? Facendo abbassare la base imponibile, la deducibilità produce un risparmio sull’imposta da pagare. Guardando la tabella riportata sotto, vediamo il fedele con un reddito di 25 milioni, che faccia un’offerta di mezzo milione. La sua base imponibile si riduce dunque a 24 milioni e mezzo, che si colloca nella seconda fascia di reddito, quella con aliquota 26%. Il contribuente quindi pagherà 130 mila lire in meno di Irpef (il 26% di 500 mila lire). Naturalmente il risparmio è maggiore se l’offerta fa diminuire la base imponibile fino a portarla allo scaglione inferiore. Come si ottiene la deduzione dall’imponibile Irpef? Occorre compilare l’Unico 2000 (ex mod. 740), o per chi si avvale dell’assistenza fiscale, il 730. Sull’Unico 2000 va cercato il quadro P nella sezione II. Tra gli oneri deducibili, compare anche la dicitura "erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose". E’ questo il rigo che il contribuente deve compilare indicando l’importo da dedurre. Per chi compila il modello 730, l’importo dell’offerta per il clero va indicato nel quadro E (oneri) alla sezione II nella riga "erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose". Da qualche anno il contribuente non deve più allegare alla dichiarazione dei redditi la ricevuta della offerta per il clero. Egli è tenuto però a conservare la ricevuta nei cinque anni successivi a quello in cui ha presentato la dichiarazione dei redditi (ad esempio la ricevuta dell’offerta deducibile effettuata nel 1999 va conservata fino al 2004). Le offerte effettuate nel 1999 saranno portate in deduzione con la dichiarazione dei redditi del 2000.

Qual è l’importo massimo che si può dedurre? Il massimo è fissato in 2 milioni di lire annui. Chi ha offerto di più (ad esempio 3 milioni e mezzo) potrà dedurre solo 2 milioni; chi invece ha offerto di meno (ad esempio 1 milione e 800 mila lire) potrà dedurre l’intera somma versata. Una precisazione: la legge dice che le offerte sono deducibili "fino ad un massimo di due milioni". Ciò non significa che bisogna versare per forza tale cifra. Si possono offrire anche somme inferiori, ad esempio 10 mila o 100 mila o 200 mila lire. E occorre ricordare che non ci sono limiti alla generosità: si può versare anche più di 2 milioni. Ma in questo caso, come già ricordato, la deducibilità avrà effetto solo per 2 milioni. Cinque possibilità in più. Vi sono anche altre forme di deducibilità a fini ecclesiali. Le ricordiamo brevemente nella tabella successiva che spiega come cumularle tra loro.

 

VANTAGGI

Ecco in sintesi, su una offerta di L. 500.000, i vantaggi economici immediati (risparmio di tasse da pagare):

Per redditi oltre L. 135.000.000 Risparmio aliquota 46% L. 230.000

Per redditi fino a L. 135.000.000 Risparmio aliquota 40% L. 200.000

Per redditi fino a L. 60.000.000 Risparmio aliquota 34% L. 170.000

Per redditi fino a L. 30.000.000 Risparmio aliquota 27% L. 135.000

Per redditi fino a L. 15.000.000 Risparmio aliquota 19% L. 95.000

 

 

 

SPECCHIETTO RIASSUNTIVO

 

 

I CONTRIBUTI DEDUCIBILI

IRPEF (Persone fisiche non imprenditori o lavoratori autonomi)

IRPEF (Persone fisiche con reddito d’impresa)

IRPEG (Società, Enti e Imprese)

Erogazioni ad organizzazioni non governative a favore dei Paesi in via di sviluppo (art. 30 L. 49/87)

SI

Max. 2%

del reddito complessivo

SI

Max. 2%

Del reddito d’impresa

SI
Max. 2%
del reddito complessivo
o d’impresa

Erogazioni a favore di persone giuridiche che perseguono finalità di culto (art. 65 T.U.I.R.) compresa la nostra Parrocchia o lo Scaip di Brescia e per il progetto "Santuario della Madonna del Carmine" (1)

 

 

 

NO

 

 

 

SI
Max. 2%
Del reddito d’impresa

 

 

 

SI
Max. 2%
Del reddito d’impresa

Spese relative a opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti sostenute per specifiche finalità di culto (art. 65 T.U.I.R.)

NO

SI

Max. 5 per mille
delle spese per prestazioni
di lavoro dipendente

SI
Max 5 per mille
Delle spese per prestazioni
di lavoro dipendente

Erogazioni a favore di concessionari provati per la radiodiffusione a carattere comunitario (art. 23 L. 223/90)

NO

SI

Max. 1%

Del reddito imponibile

SI

Max 1%
Del reddito imponibile

Erogazioni liberali a favore dell’arte e dei beni culturali in genere (art. 13 bis T.U.I.R.)

SI
Detrazione d’imposta pari
Al 19% della spesa

SI
Detrazione d’imposta pari
al 19% della spesa

SI

Erogazione a favore dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero (art. 10 T.U.I.R.)

SI

Max 2 milioni

SI

Max 2 milioni

NO

(1) Nel caso di offerte fatte alla nostra Parrocchia, la ricevuta che rilascerà il Parroco è documento probante e detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Nel caso di offerte per il progetto Santurario della Madonna del Carmine, che andremo a realizzare in Madagascar:

  1. Versa il 2% delle tue tasse sul Conto Corrente Postale n. 14479372 intestandolo a Missioni Provincia Veneta dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Vicolo Scalzi, 13 – 37122 Verona e specificando la causale: "Per il Santuario della Madonna del Carmine".

  2. Versa il 2% delle tue tasse sul Conto Corrente Postale n. 14479372 o sul Conto Corrente Bancario n. 18510-81  presso il Banco Ambrosiano Veneto di Verona, CAB 11704, intestandoli a SCAIP, Via E. Ferri, 91 – 25123 Brescia, con causale: "Movimento Ecclesiale Carmelitano – Opere Missionarie – Santuario della Madonna del Carmine".

Per ogni offerta ricevuta lo SCAIP rilascerà regolare quietanza, da allegare in originale alla denuncia dei redditi presentata nell’anno successivo.

N.B. Ai versamenti effettuati senza l’indicazione del numero di Codice Fiscale o Partita Iva del versante non potrà essere rilasciata la sopracitata quietanza.


Altri siti interessanti