L'Eucarestia forma il cristiano

La resurrezione di Cristo è il dato originario su cui poggia la fede cristiana ed è evento che si colloca al centro del tempo. Il Padre costituisce nel Verbo, incarnato, morto e risorto, la radice e la sostanza del mondo, la struttura e l'ordinamento dell'universo, il modello e la misura delle cose, il sigillo e la corona del creato. Tutto si compie in lui, per lui, in vista di lui: "È lui il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo, è lui che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita" 1.

È Gesù l'unico per il quale vivere e morire: "Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perchè se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita; per essere il Signore dei morti e dei vivi"2.

La domenica è il giorno del Risorto, è la "Pasqua settimanale" nella quale la comunità cristiana incontra e riconosce "Gesù il Signore", presente nella Parola e nell'Eucarestia, rafforza la speranza nella resurrezione e fa risuonare nel mondo la stessa acclamazione di gioia della comunità apostolica: "Il Signore è veramente risorto" 3.

Torna su | Vai al menu

Nella domenica riconosciamo che la resurrezione di Cristo, avvenuta "il primo giorno dopo il sabato", è il principio della nostra resurrezione, l'alba di un mondo nuovo, l'inizio di una nuova storia nella quale rifulge per sempre e per tutti "il giorno eterno della luce, che non si spegne più: la Pasqua del Messia". Cristo risorto è la "luce vera, che illumina ogni uomo", è il compimento della storia, il vertice della redenzione, l'anticipazione della gloria futura, la manifestazione dell'amore e della gloria della Trinità.

A questo fa riferimento l'inno: "Splende nel giorno ottavo l'era nuova del mondo, consacrata da Cristo, primizia dei risorti". Il giorno del Risorto è il giorno di pace in cui si rivela l'infinità del Padre, il giorno di gioia in cui si manifesta la signoria e la regalità di Cristo, il giorno del fuoco divino nella continua effusione dello Spirito Santo. Il giorno del Risorto è anche il giorno della Chiesa, cioè il giorno del raduno dei credenti in Cristo. L'assemblea eucaristica domenicale, convocata dal Risorto e riunita nel suo Spirito, è manifestazione della Chiesa, "Corpo di Cristo".

Negli Atti dei martiri si evidenzia che i cristiani si riuniscono per celebrare i santi misteri, ma il loro stare insieme è una celebrazione della presenza di Cristo nella parola e nel pane di vita. Il loro stare insieme viene chiamato "Assemblea del Signore" e la stessa casa doce si radunano è la "Casa del Signore". È il Signore che nella potenza del suo Spirito vivifica l'universo e continua a radunare un popolo che da un confine all'altro della terra offre al Padre il sacrificio perfetto a lui gradito.

Torna su | Vai al menu

Nei cristiani riuniti per celebrare la presenza sacramentale di Cristo morto e risorto si sente che si realizzano le parole di Gesù: "Quando sarò innalzato attirerò tutti a me" 4. Il sacrificio della croce è forza di attrazione e di irradiazione del suo amore nel mondo.

Quest'opera di riunificazione dei figli di Dio che sono dispersi è la "nuova creazione", manifestazione della bellezza divina che risplende in modo mirabile nelle realtà create e, in modo più mirabile, nella redenzione. Per i cristiani riuniti in assemblea domenicale si concretizzano le parole del salmo: "È bello che i fratelli stiano insieme" 5.

È bello, infatti, essere insieme nel giorno della santa convocazione: dopo la "dispersione" settimanale, si rincontrano i fratelli nella fede, ascoltano insieme la parola del Signore, celebrano i divini misteri, si scambiano il segno della pace, per poi andare per le strade del mondo ad annunciare il Vangelo.

Torna su | Vai al menu

Nel libro intitolato La Didaché o Insegnamenti degli apostoli, ai cristiani è rivolta questa esortazione: "Poichè siete membra di Cristo, non disperdetevi dalla Chiesa non riunendovi; infatti, poichè avete in Cristo il vostro capo, secondo la sua promessa, presente e in comunione con voi, non trascuratevi e non private il Salvatore delle sue membra, non lacerate e non disperdete il suo corpo, né vogliate anteporre alla parola di Dio i bisogni della vostra vita temporale, ma nel giorno di domenica, mettendo da parte ogni cosa, affrettatevi alla Chiesa".

Si vuole evidenziare che il cristiano che, per superficialità o negligenza e senza un grave motivo, non partecipa alla celebrazione eucaristica domenicale si priva della possibilità di essere illuminato dalla luce del Risorto. Radunata settimanalmente intorno all'altare del Signore, la comunità cristiana celebra il mistero della Pasqua di Cristo, è sostenuta dalla potenza del Risorto, che agisce attraverso il suo Spirito per la gloria del Padre, attinge alla grazia e alla vita nuova, e alimenta il desiderio di celebrare la Pasqua eterna.

La Chiesa, comunità del Risorto, nasce dall'Eucarestia, riceve la sua forma dall'Eucarestia e vive nell'Eucarestia. La comunità cristiana, infatti, ha come radice e cardine la celebrazione della sacra Eucarestia, dalla quale deve prendere le mosse qualsiasi iniziativa tendente a formare lo spirito di comunità.

Torna su | Vai al menu

Note al testo

1: San Paolo, Lettera ai Colossesi 1, 15-17;

2: San Paolo, Lettera ai Romani 14, 7-9;

3: Vangelo secondo San Luca 24,34;

4: Vangelo secondo San Giovanni 12,32;

5: Salmi 132,1.

Torna su | Vai al menu