Carissimi presbiteri e diaconi, persone consacrate e fedeli
laici della Chiesa Ambrosiana, il 21 novembre, memoria della Presentazione
della Beata Vergine Maria, si celebra in tutta la Chiesa la Giornata
"Pro Orantibus ", ossia "per i monasteri di clausura
femminile ".
È una Giornata che merita di essere ben presente nella
mente e nel cuore di tutti noi, tanto più che la nostra
Diocesi ha la grazia di avere diciassette monasteri, con la presenza
di più di trecento monache
La separazione delle claustrali dal mondo dice la loro
radicale e totale appar-tenenza al Signore Gesù. È
un'appartenenza che, vissuta ogni giorno in modo autentico e coraggioso,
interroga la nostra paura di credere con pienezza di convinzione
e di decisione e che richiama a quelle condizioni di libertà
interio-re, di docile ascolto della Parola di Dio, di dialogo
orante con il Signore sempre indispensabili per la coerenza della
nostra testimonianza e ancora più necessarie nelle situazioni
più difficili sia della vita personale che dell'impegno
nella socie-tà e nel mondo.
L'esercizio spirituale - che ritma e accompagna ogni loro giornata
con la lectio divina, la celebrazione dei misteri di Cristo, la
liturgia di lode, e che, insieme, diventa lavoro su di sè,
vita secondo le beatitudini evangeliche, comunione fraterna -
è capace, in risposta alla grazia di Dio, di rendere queste
nostre Sorelle uno specchio luminoso e un profumo convincente
non solo del fascino, ma anche della reale possibilità
di una vita pienamente rinnovata e trasfigurata dal Vangelo. In
questo modo, il loro esempio può attrarre e dare forza
e slancio a quella radicale sequela di Cristo che è richiesta
a ogni battezzato, chiamato a santità.
Siamo di fronte ad un'efficacia di grazia che, in gran parte,
non può essere constatata, ma che costituisce certamente,
in forza del mistero della Comunione dei Santi, una ricchezza
spirituale per l'intera Chiesa.
Di questa grazia e di questa ricchezza, tuttavia, anche noi possiamo
sperimenta-re qualche frutto. Ad esempio con qualche colloquio
personale con l'una o l'altra di queste nostre Sorelle, un colloquio
desiderato o addirittura sentito come necessario soprattutto in
certi momenti di dubbio, di ricerca, di prova, di sofferenza.
O anche, quando e dove è possibile, usufruendo della loro
ospitalità, con la partecipazione alla loro Liturgia e
con la condivisione di periodi più o meno prolungati di
preghiera, di silenzio e di meditazione
Anche per questa strada nelle nostre comunità potranno
sorgere nuove vocazioni alla vita monacale e crescere forme di
comunione e di collaborazione con i monasteri, sempre più
sentiti come un grande dono del Signore alla sua Chiesa. E dunque
per tutti noi.
Su ciascuno di voi scenda la benedizione del Signore.
Con affetto.
Dionigi card. Tettamanzi - Arcivescovo di Milano
(Da "La presenza delle monache dl clausura: una ricchezza
spirituale
da riconoscere e da "condividere" - Messaggio di S.E.
il card. Dionigi Tettamanzi per la "Giornata Mondiale delle
Claustrali 2005")