Chiesa della schirannetta
Madonna del latte
 
MARIA ELENA GRISOSTOLO
Liceo Classico di Varese - II C
20.09.2003

 

 

na geseta par tuta la gent bona,

posta in Casben, viva da lus pièna,

tant mé na gema in mezz a na courona,

con tucc i nost collin ca ta fan scèna

 

(Edoardo Speroni, Poeta Bosino)


LA CHIESA DELLA SCHIRANNETTA

La piccola chiesa romanica della Schirannetta, dedicata alla purificazione della Vergine, un tempo era isolata nel verde, ma oggi è a malapena avvertibile perché inglobata da giardini e ville.

È un edificio di modeste dimensioni, ad unica navata, d'impianto romanico, come si può dedurre dalle due finestre aperte a sud, che danno più luce all'interno e riscaldano meglio.

Il prospetto è affrescato da un artista di qualità non elevata, che eseguì l'opera nel 1408, lasciando la data sull'orlo del campanello legato al pastorale di S. Antonio.

 

All'interno, sulla parete di fondo del presbiterio, risalta un bell'altare in stucco del secolo XVIII(3); sulla parete destra, nella fascia superiore una serie di affreschi: una MADONNA DEL LATTE; una Madonna con S. Giovanni Battista e altri Santi.

 

Nel registro inferiore una bella immagine di Dio Padre, che accoglie il Cristo crocifisso tra le braccia.

 

 

 

 

 

Si tratta di opere databili tra il secolo XIV e XV.


 

BREVE STORIA DEL SANTUARIO DELLA SCHIRANNETTA

 

A. 1200 circa

La prima costruzione della chiesetta della Schirannetta risale al 1200 circa e comprendeva solo l'attuale superficie dell'altare.

È dedicata alla purificazione della Vergine.


A.1300-1400

Venne aggiunta la seconda parte, la navata.


A.1500

All'inizio di tale secolo la chiesetta divenne proprietà delle Suore Romite del Sacro Monte, che però non mostrarono troppa cura per tale luogo devozionale alla Madonna, dove, ogni anno, il 2 Febbraio, festa della Candelora,i Varesini si recavano per ritirare la Candela Benedetta da accendere durante la malattia di qualche familiare.


A.1798

Vennero soppressi gli Ordini Religiosida parte dell'Imperatore Napoleone; la chiesetta venne incamerata dalla prima Repubblica Italiana. Si racconta che l'Imperatore profanò il tempio entrandovi a cavallo e la proprietà fu ceduta a un certo sarto Talamona in cambio di 25 giubbe rosse confezionate per gli ufficiali della guardia. (v. anche Sogno Del Sarto)


A.1802

La chiesetta e il piccolo piazzale antistante vennero annesse alla Parrocchia di Casbeno.

La chiesa servì per tutto il 1800 come luogo sacro.


A.1944

Il piccolo tempio, nonostante le bombe cadute tutte intorno con diversi morti, rimase miracolosamente indenne.


A.1953

Il parroco don Ubaldo Mosca scoprì sotto l'intonaco della parete destra strane tinte, che fecero pensare a degli affreschi.


A.1960

L'intero complesso venne restaurato grazie all'impegno economico del Casbenese Giovanni Macchi.

 

A.2003

Il parroco don Peppino reintroduce l'antica cerimonia della benedizione delle mamme in dolce attesa, durante la festa della Candelora.


..IL SOGNO DEL SARTO..


NEL 1789, a Casbeno di Varese, la chiesa della Schirannetta si trovava in uno stato di quasi totale abbandono perché il parroco non se ne curava dati gli scarsi proventi. Un sabato il garzone di un sarto si recò dal sacerdote per portarlo dal suo padrone, il quale lo informò che suo figlio era molto malato e che la notte aveva fatto un sogno: la Madonna avrebbe fatto guarire il bimbo a condizione che la chiesa della Schirannetta venisse restaurata.

Il parroco promise al sarto il suo interessamento, ma continuò imperterrito a non curarsi della piccola chiesetta.

Trascorsero il Natale e la festa dell'Epifania: la chiesa era sempre malandata ed il sarto quasi alla miseria per i costi dei medicinali e delle cure prestate al figlio.

Un giorno arrivarono i soldati di Napoleone che saccheggiarono la cappella; il sarto, preoccupato per le sorti del figlio, offrì una giacca nuova ad un caporale francese, a patto che questo restituisse tutte le ricchezze sottratte alla chiesa.

Il sarto lavorò giorno e notte, riuscendo a consegnare la giacca al caporale. Da quel momento il figlio riprese la salute e con lui la chiesetta. Le offerte aumentarono, poichè i fedeli erano più invogliati a pregare e ad offrire denaro ad una chiesa divenuta più bella ed accogliente.



SCHEDA TECNICA

OGGETTO

Affresco raffigurante la Madonna con il bambino in braccio,mentre lo allatta.

 

AUTORE

Sconosciuto. Si pensa possa essere un pittore locale abbastanza inesperto, come dimostra l'insolita e poco naturale posizione del bambino.

 

EPOCA

La costruzione della chiesa è avvenuta nel 1200. Nel XIII sec. é stata aggiunta una seconda parte, la navata. Tutti gli affreschi presenti nell'interno della chiesetta risalgono al 1300.

Questi sono stati scoperti nel 1953 dal parroco don Ubaldo Mosca poiché celati da un restauro aggressivo avvenuto nel '700.

 

MATERIALE e TECNICA

Affresco. Pittura murale composta da pigmenti colorati impastati o diluiti con acqua e poi distesi sull'intonaco.

 

DIMENSIONI

H 1,20 m e 70 cm

 

STATO DI CONSERVAZIONE

Mal conservato. Il corpo della Madonna è quasi del tutto mancante, è presente solo il busto.

L'unica parte ben visibile e ben conservata, eccetto qualche piccola crepa ed il colore un po' sbiadito, è la figura del bambino -Gesù- tenuto in braccio dalla Madonna. Questo affresco è parzialmente distrutto a causa degli interventi edilizi avvenuti nel '700.

 

PROVENIENZA e COLLLOCAZIONE

Castellanza di Casbeno a Varese.

Chiesa di S. Maria della Purificazione o della Schirannetta.

 

DESTINAZIONE

Affresco probabilmente di carattere votivo,con lo scopo di esaltare la Madonna, alla quale è dedicata tutta la chiesa.

 

COMMISSIONE

Non si conosce il nome del committente.

Si pensa che tutti gi affreschi presenti nella chiesa, compresa quella della 'Madonna del latte', siano stati dipinti da artisti o maestri che visitavano chiese e oratori per affrescare liberamente senza alcuna richiesta da parte di alcuno.

 



SCHEDA ICONOGRAFICA

LIVELLO PREICONOGRAFICO

clicca per ingrandireEntrando dalla piccola porticina, sulla parete destra in fondo, quasi ad 1 m dal soffitto, si trova l'affresco della Madonna del latte .

Questo affresco rappresenta la Madonna nell'atto di allattare Gesù, tenendolo sulle proprie ginocchia e sorreggendogli la schiena con il braccio destro.

La Madonna, acefala, è seduta ed indossa una veste rosso chiaro (1), quasi rosa, ed un mantello blu notte, che le copre le spalle e chiuso con un bottone dorato alla base del collo (2). La mano sinistra della Madonna si trova all'altezza del petto ed il palmo è rivolto verso il Bambino, tenendo tra due dita (pollice e indice) un fiore bianco (3); con la destra sorregge invece la schiena del Bambino (4).

Gesù è seduto con le gambe accavallate (posizione innaturale per un bimbo), nudo, e beve il latte, tenendo con la piccola mano destra il seno scoperto della Madre (5). la testa è ricoperta da tanti boccoli biondi, circondati da una luminosa aureola dorata (6).


LIVELLO ICONOGRAFICO

L'immagine della madonna che allatta Gesù è molto frequente nell'iconografia delle chiese.

In questo caso, nonostante la figura femminile rappresentata sia acefala, si può dire con certezza che si tratta della Madonna, principalmente per due motivi:

Spesso nelle chiese si possono trovare opere col medesimo soggetto ma con diversa iconografia, per esempio statue. Per esempio sia nella chiesa di S. Vittore Martire (Casbeno) che in quella di S. Michele Arcangelo (Bosto) si può ammirare la statua della Madonna che allatta Gesù.


LIVELLO ICONOLOGICO

Ciò che appare dall'affresco della Madonna del latte è la maternità, la dolcezza e la delicatezza con cui la Madre allatta il suo Bambino. La Madre porge al suo Bambino delicatamente un piccolo fiore, ciò probabilmente sta ad indicare la purezza del Pargoletto, teneramente stretto al seno della Madre.

A mio parere l'affresco espone la maternità della Madonna, dolce e tenera, Madre di tutti gli uomini. Inoltre secondo me è molto espressivo; il gesto della mano della Madre e della piccola mano del Bambino, tenuta sul seno materno, fanno trasparire la dolcezza ed il loro grande legame d'amore.



OSSERVAZIONI STILISTICHE

STRUTTURA DELLA COMPOSIZIONE

(Non è possibile analizzare con precisione la struttura dell'opera a causa del cattivo stato di conservazione, che ne impedisce la visione completa.)

Questo affresco, insieme ad alcuni altri rappresentanti la figura ieratica di Dio 'Eterno Padre' che regge il crocifisso, la Vergine con il Bambino, S. Stefano ed altri Santi non identificabili,decora la parete interna di destra della chiesa; la Madonna del latte occupa un piccolo spazio in alto rispetto a tutta la parete e sembra essere isolata dal resto delle figure.

I colori sono freddi: il mantello rosso della Madonna non basta a 'riscaldare' la scena, incupita dallo sfondo blu scuro, dal mantello blu e dal colore della pelle grigiastra del Bambino.

I riccioli biondi di Gesù risaltano e vivacizzano un poco l'affresco.

Il pittore non avrebbe potuto usare diversi colori in quanto costretto a seguire criteri decorativi precisi: mantello blu notte,tipico delle rappresentazioni mariane, pelle chiara, aureola e riccioli gialli.

La linea è male definita poiché mancano evidenti parti dell'opera; c'è comunque predominanza di linee curve.

Le proporzioni non sono realistiche; le parti del corpo del Bambino non sono proporzionate;le gambe sono diverse tra loro e il braccio è troppo grande. In più, come già detto, la posizione è innaturale. L'unica parte realistica può essere la mano della Madonna, che regge il fiore; si distinguono con chiarezza le cinque dita affusolate, proporzionate e ben articolate.


BIBLIOGRAFIA:
Daniele Carozzi , Leggende e storie del Varesotto.
Ed. Biblioteca Lombarda Meravigli 1996 (pag.113-114)
Siti Internet: Varesegallery.com VareseNews.it
(FOTO e TESTI DI Maria Elena Grisostolo)