Potessimo davanti al silenzio del Golgota, che la storia sempre più va dilatando, fare nostra la preghiera del centurione: "Davvero costui era Figlio di Dio!". Potessimo riconoscere che sulla Croce è inchiodato il Figlio di Dio.
E un vero atto di fede, che ci fa superare lo scandalo della croce.
Perché essere figli e non essere schiodati dalla Croce, questo è il vero scandalo del venerdì santo.
Ecco il messaggio: imparare che si può essere figli e non essere tolti dalla croce; confidare in Dio e non essere liberati dalla morte.
Certo, se Gesù fosse sceso dalla croce sarebbe stato più vicino al nostro modo di ragionare, quando ragioniamo così: se ci sei, fa un miracolo.
E invece, Dio non si fa sentire, anzi le uniche parole che Matteo ci riporta sono parole drammatiche: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
E poi un grido senza parole: "Emesso un alto grido, spirò".
Eppure quella Croce, quel Crocifisso diventa e rivela il segno più alto dellamore di Dio: il suo amore per noi sta proprio nel non scendere dalla croce.
E infatti potremmo chiederci: se Gesù fosse sceso dalla Croce, che cosa avrebbe potuto dire a tutti i crocifissi della storia, a tutti coloro che gridano e non hanno risposta, a tutti coloro che confidano in Dio e non vengono liberati.
Gesù è rimasto il crocifisso.
E così lui può sempre entrare nel cuore di ogni uomo e di ogni donna. E nello stesso tempo, quel crocifisso ci insegna a confidare, nonostante tutto, in Dio. Anche quando si ha limpressione di essere soli e abbandonati.
Del resto, colpisce quella sfida degli scribi e degli anziani posta a Gesù in croce: "Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora!", quasi che li avesse colpiti, durante il suo ministero, il suo confidare in Dio.
E questa confidenza Gesù la esprime in tutta la sua forza di sconfitto, di perdente proprio con quel "Dio mio, Dio mio, perché mi ha abbandonato?".
In quel grido, cè tutta la passione di Gesù crocifisso.
Noi siamo soliti parlare di passione e di morte. Ma la passione non significa solo patire; dentro quel patire di Gesù cè una grande passione: rivelare la passione del cuore di Dio per lumanità.
Ma terminando, ritorniamo a quella sfida: se è figlio di Dio, "lo liberi lui ora!" Ecco la differenza: imporre a Dio lora della liberazione o affidarla a Dio.
I capi: lo liberi ora, Gesù invece lascia a Dio lora della liberazione diventando così modello per tutti i giusti sconfitti: lasciare davvero a Dio lora della liberazione: "Padre, nelle tue mani, consegno il mio spirito!".