150° ANNIVERSARIO DEL CARMELO:

UNA STORIA TRA MODENA E SASSUOLO.

 

Una prima fondazione.

 

Quest’anno per la nostra comunità ricorre il 150° anniversario della ri-fondazione del monastero (dopo la soppressione napoleonica) ed il 50° del suo trasferimento a Sassuolo.

È un’occasione per far memoria e ringraziare il Signore, le consorelle, i confratelli e i Superiori che negli anni hanno contribuito con tanta dedizione a dare vita al nostro Carmelo. Un ringraziamento che si estende a tutti coloro che, in molti modi, ci sono stati vicini e ci hanno aiutato a dare continuità a questa piccola realtà ecclesiale.

La ri-consegniamo all’opera del Signore perché ne possa disporre secondo il suo volere per il bene di tutti.

           

La prima fondazione venne fatta il 19 marzo 1652, grazie alla marchesa Matilde Beatrice Bentivoglio - d’Este (1603 - 1682), dama di corte delle Duchesse Maria Farnese, Vittoria Farnese e Lucrezia Barberini, mogli del Duca Francesco I°. Donna Matilde, che amava gli scritti di S. Teresa di Gesù (d’Avila), volle portare il Carmelo a Modena. Fece arrivare prima i padri Carmelitani Scalzi che si stabilirono, in modo definitivo, nel convento e chiesa di S. Maria del Paradiso nel 1647.

Ottenuto il “Breve” per la fondazione del monastero, la marchesa comprò il terreno, ristrutturò gli edifici che vi esistevano – denominati “i Forni” – e, con i permessi del padre Provinciale, fece arrivare le due monache fondatrici: madre Caterina della Croce dal monastero di Cremona e madre Anna dell’Ascensione dal monastero di Parma.

Il nuovo monastero e la chiesa furono messi sotto il titolo di “S. Giuseppe e S. Teresa”.

Nel maggio 1674 entrò nel Carmelo  la Principessa Eleonora d’Este (1643 – 1722), figlia del Duca Francesco I° e di Maria Farnese. Sr Maria Francesca dello Spirito Santo (questo il suo nome al Carmelo) si dimostrò sempre molto umile, resa sicura nel suo cammino da una grande confidenza in Dio; eletta più volte priora, seppe guidare la comunità con vero amore di madre. Madre M. Francesca, con l’aiuto di una consorella e di due monache di Piacenza, fondò il monastero di Reggio Emilia il 12 giugno 1689. Rientrò a Modena nel 1693, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 24 febbraio 1722.

Nel corso degli anni alcune monache partirono da Modena per fondare i monasteri di Piacenza e Mantova.

Questo primo monastero di Modena venne soppresso il 19 giugno 1798 dalla Repubblica Cisalpina. La chiesa e l’abitazione delle monache furono venduti, abbattuti e, al loro posto, vennero costruite case private. Alcune monache riuscirono a trasferirsi in altri monasteri, altre tornarono in famiglia e altre, a gruppetti di 4 - 5, abitarono in appartamenti cittadini: tutte continuarono la loro vita di religiose.

 

Il ritorno delle Carmelitane Scalze a Modena.

 

            Dopo circa 60 anni le Carmelitane Scalze ritornarono a Modena grazie alla principessa Maria Beatrice d’Austria – Este, sorella del Duca Francesco V.

Maria Beatrice, nel 1851, in seguito alla lettura del  libro delle “Opere” di S. Teresa di Gesù, desiderò fondare un monastero di Carmelitane a Modena. L’idea fu condivisa da Mons. Cugini, Arcivescovo della città. Nel 1855 scoppiò il colera nel Ducato e, come ringraziamento per la fine dell’epidemia, furono raccolte in episcopio molte offerte per riaprire una delle tante chiese chiuse dal regime napoleonico da dedicare a Maria Immacolata, di cui era appena stato proclamato il dogma. Venne scelta la chiesa di S. Giovanni del Cantone. L’Arcivescovo riservò i locali annessi e l’orto per il monastero; le spese vennero sostenute dalla principessa M. Beatrice, che si preoccupò di ristrutturare gli ambienti adattandoli per una comunità di Carmelitane Scalze.

            Quando tutto fu pronto, con i permessi della Congregazione dei Religiosi e dei Superiori dell’Ordine Carmelitano, arrivarono dal monastero di Ferrara le due madri fondatrici: Madre Maria Crocifissa di S. Elia (1802 - 1884) e Madre Maria Teresa di S. Giuseppe (1820 - 1894). Giunsero a Modena ai primi di marzo e, nell’attesa di poter entrare nella loro nuova casa, furono ospitate nel monastero della Visitazione (allora vicino al Palazzo Ducale). Arrivarono, anche, tre monache da Parma per aiutare le fondatrici nell’avvio della nuova comunità, sarebbero rientrate nel loro monastero nel 1865.

 

8 marzo 1859.

 

Il monastero fu solennemente inaugurato l’8 marzo 1859 sotto il titolo “dell’Immacolata Concezione”. L’inaugurazione fu solenne, ma  molto riservata. Al mattino quando era ancora buio Mons. Cugini, con corteo di sacerdoti e seminaristi, benedisse la Cappella interna (quella esterna, cioè la chiesa di S. Giovanni del Cantone, non era ancora agibile, perché i lavori di restauro non erano ancora finiti) e i locali del monastero. Nel coro monastico, alla presenza delle monache, della Duchessa Aldegonda, della Principessa M. Beatrice e di alcune dame, l’Arcivescovo lesse il decreto di erezione.

Era l’anno 1859 e, a causa delle guerra d’indipendenza, i Duchi lasciarono Modena. Si stava formando il Regno d’Italia. Maria Beatrice seguirà sempre, attraverso la corrispondenza, le traversie e le gioie del “suo monasterino”.

La situazione politica era difficile per le comunità religiose, ma le nostre monache continuarono i lavori di ristrutturazione dell’edificio, ben consapevoli di poter essere cacciate da un giorno all’altro. Mons. Cugini riuscì ad impedire l’espulsione delle monache della Visitazione (avevano l’educandato), ma dovette cedere il Carmelo, i cui locali furono adibiti a caserma e la chiesa a magazzino militare. Le nostre monache, con le due novizie, furono ospitate in una parte del monastero della Visitazione dal 30 ottobre 1860 fino al 4 novembre 1865, giorno in cui poterono tornare a casa; la chiesa, però, rimaneva ancora magazzino militare.

 

La “legge di soppressione del 1866”.

 

            Il Demanio, in base alla “legge di soppressione del luglio 1866”, prese possesso del monastero il 9 dicembre dello stesso anno. Le monache ottennero di poter rimanere nella “loro” casa, pagando l’affitto al Demanio che, da parte sua, avrebbe pagato la pensione alle monache già professe, dato che il monastero non possedeva capitali.

Nel 1882 il Demanio s’impossessò definitivamente del monastero e bandì un’asta. La principessa M. Beatrice, che viveva come terziaria carmelitana nel monastero di Graz, inviò la somma di denaro necessario per riacquistare l’edificio. Si fece l’asta il 27 gennaio 1883 che fu vinta all’ultimo momento dall’avvocato delegato delle monache.

Le Carmelitane Scalze, dopo tante preghiere a S. Giuseppe, chiesero di porre il monastero anche sotto la protezione di questo grande santo all’Arcivescovo Mons. Giuseppe Maria Guidelli, che acconsentì. Nello stesso periodo il ministero diede il permesso di riaprire la chiesa di S. Giovanni del Cantone al culto pubblico.

            In questi anni, non mancarono le vocazioni, ma a causa dell’insicurezza, dovuta alla situazione politica, ci furono dei periodi difficili. Quando la comunità si trovava al monastero della Visitazione, entrarono diverse ragazze, ma l’Arcivescovo concedeva i permessi per vestizioni e professioni con molta cautela, per non creare ulteriori problemi con le autorità civili. Durante gli anni in cui il Demanio era “proprietario” del monastero, la comunità delle Carmelitane non poté ricevere nuove vocazioni. Si ottenne di riaprire il noviziato solo nel 1884.

A partire dalla fine del 1800 fino a poco prima della seconda guerra mondiale, alcune delle nostre consorelle furono inviate dai Superiori dell’Ordine Carmelitano o dalla Congregazione dei Religiosi in aiuto a diversi monasteri in difficoltà. In alcuni casi si trattava di un aiuto temporaneo (3 o 5 anni); in altri definitivo, (cioè le sorelle rimanevano in quella comunità).

 

1959: Sassuolo.

 

            Durante i primi anni della 2a  guerra mondiale, le Carmelitane Scalze rimasero a Modena, anche se il monastero non aveva sotterranei da poter utilizzare come rifugio ed era molto vicino all’Accademia Militare. Quando iniziarono i grandi bombardamenti sulla città, il Superiore dell’Ordine cercò un luogo che potesse ospitare la comunità. Venne trovata una casa a Medesano, nel parmense. Partirono tutte le monache, comprese alcune anziane bisognose di assistenza; non rimase nessuno a custodire il monastero. Le nostre sorelle furono ben accolte dagli abitanti di Medesano, dove rimasero fino alla fine della guerra.

            Tornarono a Modena il 26 maggio 1945. Al loro rientro trovarono parte del monastero occupato dai sinistrati che vi rimasero ben 7 anni. Le monache si adattarono alla meglio in una piccola parte, con disagio e senza clausura regolare.

Intanto la comunità si era ridotta di numero e le stesse vocazioni che si presentavano venivano dirottate altrove per l’ambiente non più adeguato e malsano. Le monache pregavano e confidavano in Dio. E la Provvidenza rispose in modo inaspettato: il 29 novembre 1953 il dottor Pietro Marazzi, dopo alcune visite al monastero, si rese conto delle condizioni in cui si trovava la comunità ed offrì un terreno a Sassuolo, ed altri validi contributi, per la costruzione di un nuovo monastero che volle erigere in onore di Maria SS Immacolata.

Il 19 marzo 1955 Mons. Beniamino Socche, Vescovo di Reggio Emilia, benediceva la prima pietra, alla presenza del Superiore dell’Ordine, del  Prefetto di Modena, di mons. Zelindo Pellati e altre autorità.

Ci volle del tempo prima di riuscire a vendere il vecchio edificio di Modena, per coprire  parte delle spese della nuova costruzione. Si concluse la vendita con l’INAM nell’ottobre 1956.

Il 29 novembre la comunità lasciava Modena traslocando provvisoriamente in una villa messa a disposizione dallo stesso Benefattore a Baggiovara. Qui entrarono le prime postulanti nel nuovo noviziato che presto rifiorì portando la comunità al numero completo. Verso la fine di maggio 1959 il nuovo monastero era pronto.

            Il 2 giugno 1959  ci fu l’inaugurazione da parte di mons. Zelindo Pellati. Durante il giorno fu possibile visitare l’edificio anche all’interno.

Il 3 giugno il Vescovo di reggio Emilia celebrò la S. Messa in cui diede il benvenuto alla comunità delle Carmelitane Scalze, giunte nella sua Diocesi.

            Negli anni 1983-84 si dovette risistemare la chiesa a causa d’infiltrazioni d’acqua. Fu l’occasione per adeguarla alle indicazioni del Concilio Vaticano II°. I lavori furono progettati e diretti dal francescano Padre Costantino Ruggeri, che diede luce all’ambiente con le sue bellissime vetrate policrome.

La divisione fra coro monastico e presbiterio fu realizzata in modo da permettere alle monache una più viva partecipazione alle celebrazioni liturgiche con i  fedeli. Il restauro risultò bello e armonioso nella sua semplicità. L’inaugurazione della chiesa rinnovata avvenne il 10 giugno 1984, solennità di Pentecoste, dall’allora Vescovo Camillo Ruini con una S. Messa solenne, che ricordava, inoltre, la presenza del Carmelo a Sassuolo nel suo 25° anniversario.

 

8 marzo 2009.

 

8 marzo 2009: vi invitiamo a ringraziare il Signore con noi, per la fedeltà, l’amicizia, l’amore con cui ha guidato e guida la nostra comunità, la nostra storia. Festeggiamo i 150 anni dalla rifondazione del Carmelo femminile a Modena e i 50 di presenza a Sassuolo. Con l’anno “giubilare”  dal marzo 2009 alla Pentecoste 2010.

Stiamo organizzando una serie di incontri, a partire dal mese di ottobre, per far conoscere la realtà monastica - carmelitana. Daremo notizia del programma degli appuntamenti più avanti.

Le Carmelitane Scalze di Sassuolo

 

Consulta qui le iniziative per celebrare i 150 anni di storia