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Cara A. ho ricevuto la tua lettera (a proposito quando lo trovi il tempo per scrivere?) e così sono stata aggiornata su tutte le cose che fai; certo che tu sai come passare il tempo! Tu dici che è il tempo a prendere te e forse hai ragione, ma questo vale anche per me! Mi mancano quelle chiacchierate intorno al tavolo della cucina, tu che rigiri la tazzina fra le mani e poi parti, sei come un fiume in piena! Ti guardo e sorrido ma penso anche ad A. come faccia a starti accanto... sai,con te a volte, è come stare su una giostra.. quando si scende? Come vedi sto girando intorno al palo per non scrivere ciò che mi chiedi; una riflessione sulla famiglia da inserire poi nel sito della tua parrocchia. Ho pensato e ripensato a cosa scrivere poi ho deciso ..... Non è facile parlare di famiglia oggi, i confini non sono così certi e sicuri come prima. Spesso la famiglia non è più il porto sicuro dove approdare ma il terreno di contesa, il ring dove scaricare le tensioni accumulate durante il giorno, ciascuno vorrebbe il proprio angolo ma di condividere non se ne parla!Noi madri arriviamo stanche alla sera, a volte dico che questa storia dell'emancipazione ( ha ragione D.) è una grande bufala e sai perchè? Perchè la dignità è la dignità, non si misura sull'essere femmina o maschio ... quello che ci abbiamo guadagnato è un lavoro forsennato dentro e fuori in un mondo costruito dai maschi, sui loro ritmi! Ecco che cosa non funziona: la costruzione del sistema ed è qui che le donne non hanno avuto voce! Torniamo a casa e dobbiamo essere madri, mogli, consigliere ... e la casa, e lo stiro, e il lavare, e la spesa, e la cena, è un lavorio continuo di mani e di testa! Siamo nervose, a buon diritto, eppure tanti uomini si chiedono il perchè! Come dice T. gli uomini hanno una visione semplificata, più realistica forse del mondo .. noi siamo l'altra metà del cielo, e che cielo! E questi figli, ma vogliamo parlare davvero dei figli? Certamente sono un dono di Dio ed il segno che lui non è ancora stanco di noi, sicuramente sono il segno e il desiderio dell'infinito ma restano tanto complicati o come dici tu complessi (tu e la tua mania di ricercare le parole!) Un pò pigri, indolenti ed approfittatori pronti a chiedere e pretendere ma lenti a restituite il dono che sempre ricevono, non si accorgono mai dei tuoi bisogni, delle tue stanchezze, del tuo desiderio anche di piangere per dare sfogo alle ansie, alle paure, alle tante cose che non diciamo! Ma poi sono loro che ti fanno sorridere e ringraziare il Buon Dio del dono della maternità, sono loro che ti fanno sentire ancora giovane, capace di sorprenderti e stupirti. Io dico che sono un bellissimo regalo complicato forse perchè Lui ha scommesso anche sulla nostra intelligenza oltre che sul nostro desiderio di infinito! A volte penso che basterebbe davvero poco: sorridere prima di cominciare a parlare! Ci pensi? E' semplicissimo invece prima di parlare abbiamo già segnato i confini ed alzato muri per difendere non si sa neppure cosa! E' un'idea sbagliata del privato che abbiamo, ha ragione ancora una volta T. tutto è privatizzato, mancano gli spazi condivisi ma questo ha a che fare con una logica del dono che abbiamo perso. Mi chiedi, cara A., che cosa mi aspetto per questo Natale......... la pace per il mondo e gli uomini e la capacità di potermi riprendere il tempo. Mi chiederai per fare cosa? Per tenermelo, per guardarmi dentro e non scoprirmi diversa, per parlare un pò più con Dio, ho voglia di fare un lungo discorso con Lui ma sono io che devo andare incontro a Lui perchè, come dici tu, Lui è li sul monte a scrutare la strada, a vedere quando arrivo. Vorrei ritrovare lo stupore della contemplazione davanti alla capanna, perchè solo il ritrovare lo stupore ci farà essere diversi, capaci di accogliere e donare...... Buon Natale a tutti! Ciao alla prossima. F.
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