Domenica della Divina Misericordia - Parrocchia di San Marco Evangelista

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LA DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA
seconda domenica di Pasqua
Quella che un tempo era chiamata Domenica in albis, l'ottava (o II domenica) di Pasqua, ora è universalmente conosciuta nella Chiesa come la “Domenica della Divina Misericordia”, ufficialmente istituita da san Giovanni Paolo II nel 20001).

La Festa liturgica della Divina Misericordia scaturisce da una rivelazione privata – quella  di Gesù alla suora polacca Faustyna Kowalska negli anni Trenta del Novecento - che però si innesta nella Rivelazione biblica di un Dio che, nonostante il peccato dell'umanità, non ha mai smesso di amarla e di mostrare il Suo Amore Misericordioso in una molteplicità di modi, raggiungendo il culmine nella grande opera di Redenzione operata dal Figlio, Gesù Cristo.
La recente riflessione teologica della Chiesa, ma soprattutto il magistero degli ultimi tre Papi, insegna come la “Domenica della Divina Misericordia” abbia la finalità di vivificare nel popolo di Dio il Mistero pasquale, che è appunto il vertice della Rivelazione ed attuazione della Misericordia di Dio nei confronti dell'umanità.
  «Io, quando sarò elevato da terra,
attirerò tutti a me»
(Gv. 12, 32),
dice Gesù alla folla che lo sta ascoltando, intendendo quell'«elevato da terra» la sua morte in croce.

Lo stesso apostolo Giovanni, che aveva assistito alla terribile morte in croce di Cristo, e che aveva visto uscire «sangue ed acqua» dal cuore del Redentore, trafitto da una lancia, attesta:
«Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi:
Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo,
perché noi avessimo la vita per lui»
(1 Gv. 4, 8-9).

Poco prima di donare Sua Madre, Maria, che era ai piedi della croce, all'umanità intera  come Madre di Misericordia, Gesù aveva avuto parole di perdono e giustificazione per coloro che lo stavano crocifiggendo e che lo avevano torturato e ingiustamente condannato a morte:

«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»
(Lc 23, 34).
La giustificazione del peccatore non significa giustificazione del peccato, che è sempre di danno all'essere umano. La Chiesa ha sempre insegnato ciò e, nella Bibbia, Dio invita sempre al pentimento e alla conversione .  Infatti...
«[...]  se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo»,
 
mette in guarda Gesù, commentando un episodio di cronaca,
riferitogli da alcuni, in cui dei galilei erano stati fatti massacrare da Pilato.  
Il «perirete» di Gesù indica la morte eterna dell'anima,  
destinata a perire dopo la morte del corpo se non ci si pente del male commesso.
In tal senso va l'Indulgenza plenaria, concessa nel 2002 da Giovanni Paolo II, da ottenere nella "Domenica della Divina Misericordia".
Al pari di tutte le indulgenze plenarie devono esserci le seguenti condizioni: confessione sacramentale,  fatta anche qualche giorno prima, comunione eucaristica, fatta nel giorno della Divina Misericordia, e una preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice.
Vi si aggiunge la recita, davanti al tabernacolo o al Santissimo Sacramento esposto in una qualsiasi chiesa, del Padre Nostro, del Credo e di una pia invocazione al Signore Gesù, Dio di Misericordia, come ad esempio: «Gesù Misericordioso, confido in te!». Ma soprattutto – ed è questo l'aspetto imprescindibile – avere «l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale»2).

Aldilà dell'indulgenza, è un'occasione da non perdere quella di accostarsi al confessionale, con fiducia nella Misericordia infinita di Dio, in grado di risollevare e rigenerare qualsiasi anima, anche quella che si sente molto lontana e magari per questo non ha il coraggio di tornare alla “Casa del Padre”. Chi ha provato, ha sperimentato l'azione rappacificante di tale esperienza.

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Bibliografia

1) Il Decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti data 5 maggio 2000.

2) Informazioni prese da: “E' l'ora della Divina Misericordia”, testi di don Renato Tisot, presentazione di mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, editrice Shalom, Camerata Picena (An) 2006.
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