Parrocchia Santi Pietro e Paolo

 Rovello Porro


LA VECCHIA CHIESA PARROCCHIALE

 

 

La precedente Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santissimi Apostoli Pietro e Paolo fu costruita tra 1775 e il 1785, su pianta a forma di croce greca seguendo il progetto dell'architetto Pizzagalli di Viggiù.

Essa svolse in pieno le sue funzioni per tutta la cittadinanza fino al 1934 quando fu ritenuta troppo piccola per la crescente comunità di Rovello.

 

La vecchia Chiesa Parrocchiale

 

Un primo tentativo di ampliamento della Chiesa Parrocchiale avvenne tramite l’aggiunta laterale di una nuova chiesetta, (l’odierna “capeleta” nell’oratorio maschile), costruita nel 1910 che, se da un lato dava la possibilità di contenere un maggior numero di fedeli, dall’altro toglieva estetica alla Chiesa.

Inoltre, quella parte della Chiesa era destinata ad accogliere i ragazzi e le ragazze, ma anziché invitare al raccoglimento era causa di distrazione in quanto le colonne e i muri che la separavano dalla Chiesa impedivano a molti di vedere e di udire il sacerdote.

 

La vecchia Chiesa Parrocchiale con l’aggiunta della “capeleta”

 

Nonostante i disagi sembrava impossibile porvi rimedio in quanto erano in corso i lavori di rifinitura del Santuario della B. V. del Carmine e la Chiesa Parrocchiale era ancora gravata da un forte debito dovuta alla sua costruzione.

 

       Veduta del Santuario della B. V. del Carmine

 

I lavori vennero iniziati su iniziativa dell'allora parroco Don Arturo Ballabio, il quale affidò il progetto all’architetto Mezzanotte che lo presentò ai cittadini di Rovello nel Novembre 1934.

Sul Bollettino Parrocchiale del 21 luglio 1935 il progetto veniva così descritto:

“La bella chiesina attuale di Rovello Porro dalla ingegnosa planimetria a croce coperta da  volte reali, viene conservata nelle sue parti essenziali e viene quasi a formare vestibolo od atrio al nuovo tempio a forma di croce latina, di ben maggiori dimensioni e di atteggiamenti classici” (come si può notare dalla sua  planimetria).

 

Progetto di ampliamento dell'architetto Paolo Mezzanotte 

 

Il 3 febbraio 1935 arrivò la prima delle 10 colonne che avrebbero ornato la Chiesa. Si tratta di colonne monolitiche in granito di Montorfano acquistate dalla demolizione dell’atrio dall’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.

 

L’arrivo della prima colonna

 

 

Seguì l’arrivo delle altre colonne che furono temporaneamente collocate nel cortile dell’oratorio.

 

Una colonna adagiata sul terreno dell’oratorio

 

Il 14 marzo 1935, ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra per mano del Cardinal Schuster.

 

 

Posa della prima pietra per mano del Cardinal Schuster

 

 

Il 12 settembre 1935 si diede inizio agli scavi delle fondazioni ad opera dell’impresa locale Cattaneo Romeo, a cui vennero affidati i lavori di costruzione.

L’obbiettivo era di arrivare nel più breve tempo possibile allo zoccolo, al piano delle colonne, perché queste, che erano collocate nel loro piano planimetrico, non avessero a soffrire deterioramenti a causa della posizione orizzontale  sul terreno umido.

 

Scavo delle fondamenta

 

Molti uomini offrirono il loro aiuto; il 1 dicembre 1935 si videro allineati in Piazza Porro 70 muli con i conducenti pronti per recarsi a Cogliate a ritirare i primi 32.000 mattoni occorrenti per formare la base delle colonne.

A causa del tempo i lavori furono sospesi ma finalmente, il 17 maggio 1936 tutta la popolazione assistette all’erezione della prima colonna.

 

Erezione delle colonne

 

I lavori quindi furono interrotti a causa di problemi di natura economica e furono ripresi soltanto a settembre 1937, dopo aver appaltato i lavori per la copertura e le rifiniture all’Impresa Moretti di Busto Arsizio.

L’intenzione era di costruire il prima possibile il tetto affinché le intemperie dell’inverno non arrecassero danni ai muri già esistenti.

 

Stato dei lavori nel 1937

 

Nell’estate del 1938 i lavori sembravano conclusi.

Ora restava da realizzare la parte più difficile: abbattere la parte absidale della vecchia Chiesa che sarebbe stata occupata dalla nuova.

Il 12 settembre 1938, dopo una funzione religiosa di addio, si iniziò l’abbattimento della parte absidale della vecchia chiesa per congiungerla alla nuova.

 

Stato di avanzamento dei lavori

 

Il 28-29 settembre 1938 il Cardinale Schuster li stabilì come giorni in cui sarebbe avvenuta la consacrazione.

Ma fino all’ultimo si corse il rischio di dover rimandare tale data perché, a causa dei continui richiami degli uomini e dei giovani al servizio militare, la ditta Moretti all’inizio di settembre, si ritirava dai lavori  per mancanza di personale.

Ancora parecchi lavori restavano da compiere: l’altare, le balaustre, le porte laterali, l’impianto elettrico, i gradini, i pulpiti, ecc….

Si ricorse perciò all’aiuto di vecchi operai con i quali si potè in qualche modo sistemare e finire tutto per la data stabilita dal cardinale.

 

 

La nuova chiesa parrocchiale preceduta dalla vecchia

 

Alle ore 15.00 del 29 settembre 1938 tutta la popolazione era radunata sul piazzale della Chiesa ad attendere l’arrivo del cardinale per la consacrazione.

Il cardinale depose nelle mani del parroco le reliquie di SS. Nazaro, Celso e Simpliciano da tumulare nel sepolcreto dell’altare della nuova chiesa. Ripartì quindi per Milano.

 

Il Cardinale Schuster consacra la nuova chiesa parrocchiale

 

Durante la notte i fedeli vegliarono le reliquie.

Alle ore 5.00 del 30 settembre 1938 il cardinale arrivò e diede inizio alla consacrazione della nuova chiesa parrocchiale

 

Documento che ricorda la consacrazione

 

Per tutti gli anni della guerra si procedette gradatamente ai lavori di finitura; nel dicembre 1942 venne definitivamente saldata la Ditta Moretti di Busto Arsizio.

 

Nel giugno 1948 iniziarono i preparativi per la costruzione del nuovo campanile progettato sempre dall’arch. Mezzanotte.

I lavori, affidati sempre alla ditta Moretti iniziarono il 2 agosto e terminarono nella primavera del 1949.

1948-49 costruzione del nuovo campanile

 

Il 16 giugno 1949, festa del Corpus Domini, venne benedetta e portata in trionfo per le vie del paese la nuova croce che venne posta sulla sommità del campanile il 20 giugno 1949.

 

Arrivo della croce posta sopra il campanile

 

Il 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo, vennero benedette nella Piazza del paese le statue dei 4 angeli, dello scultore Cibau, collocate ai piedi della cuspide.

Statue degli angeli collocate ai piedi del campanile

 

Il 19 novembre 1949 vennero fuse dalla Ditta Ottolina di Seregno le 8 campane.

L’8 dicembre vennero trasportate sui carri addobbati di fiori e accolti dal parroco e dalla banda musicale del paese,  da Seregno a Rovello.

 

Arrivo delle nuove campane

 

Le 8 splendide campane che formano un concerto in si bemolle grave sono collocate nel cortile dell’oratorio.

 

Le campane vengono collocate nell’oratorio

 

La benedizione e la consacrazione, per mano di mons. Domenico Bernaggi, Vicario generale della Diocesi di Milano, avvenne l’11 dicembre.

 

Benedizione delle campane

 

 

La notte del 24 dicembre 1949, vennero inaugurate durante la Messa di mezzanotte.

 

 

Il 23 gennaio 1953 si pone il problema di trovare una soluzione per la vecchia chiesa in quanto si ruppero 2 chiavi di volta e si aprirono delle larghe crepe nel muro prospiacente l’oratorio maschile.

 

Crepe nella vecchia Chiesa

Bisognava intervenire velocemente per salvaguardare l’incolumità dei fedeli. Inoltre c’era ancora da saldare il debito sostenuto per la costruzione della Chiesa Parrocchiale.

Dopo circa 6 mesi di confronti e discussioni, la vecchia chiesa venne abbattuta.

Demolizione della vecchia Chiesa

 

Al suo posto fu approntato un sagrato rialzato che venne adornato da una Via Crucis in cemento bronzato, eseguita a Torino, oggi non più esistente perché rovinata.

 

Sagrato adornato da una Via Crucis

La chiesa fu dotata di un nuovo organo che venne benedetto nella notte di natale del 1955.

 

Nel 1972 furono commissionate al pittore Giampiero Perini che ne disegnò i bozzetti e alla Ditta Grassi di Milano che le eseguì, 3 vetrate rappresentanti una Cristo Redentore (principio e fine del cosmo della storia attorniato dai simboli dei 4 evengelisti) e le altre 2 laterali che  illustrano storie della vita dei santi Pietro e Paolo.

 

Nel 1989 fu sostituita la porta d’ingresso in legno con il portale di bronzo scolpito dallo scultore Giorgio Galletti, che rappresenta nella parte destra alcune scene della vita di San Pietro e nella parte sinistra alcuni episodi della vita di San Paolo; Nella parte superiore sono rappresentanti i simboli dell’Eucarestia, di Cristo Salvatore e dei due apostoli.

 

Nel 1990 furono commissionate altre 2 vetrate  rappresentanti l’una San Giacomo il maggiore e Sant’Andrea (sopra il Crocifisso), l’altra San Bartolomeo con San Tommaso (sopra l’altare della Madonna del Rosario).

 

 

 

 Testi a cura di: Francesca Di Bello