Lettera alle famiglie - Chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri

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Lettera alle famiglie

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Lettera alle famiglie


Carissimi,

so che siete molto impegnati e che state tornando dal lavoro stanchi e sfiniti dopo una giornata fuori casa, e vi starete pure chiedendo: “ci si mette pure la chiesa, ora, a scrivere”? Ma credetemi, desidero rubarvi soltanto alcuni dei vostri preziosi minuti per comunicarvi alcune cose che mi stanno a cuore, che vorrei condivideste con me.
Dopo quasi otto anni, sono ritornato a Roma, come parroco di Fidene, e non vi nascondo di aver trovato una realtà assai differente rispetto alla mia prima esperienza di Vice parroco: ricordo un garage che funzionava da Chiesa, ed una Parrocchia, che veniva su dal fango di un immenso cantiere sempre aperto.
Le precarietà ed i sacrifici furono tanti, ma la forza di andare avanti veniva dall’amore che provavo per quei giovani che rendevano “viva” una Chiesa che ancora non esisteva. Di tutti loro, oggi, non vedo più traccia. Credetemi: non riesco a capire come sia possibile che, quando si viveva privi di mezzi, eravamo stracolmi di ragazzi che pullulavano in ogni angolo, oggi, invece, che abbiamo una struttura  così immensa, i giovani sono fuggiti. Mi domando e vi chiedo: dove sono andati?
La risposta non la conosco ancora, so per certo che c’è da ricominciare tutto da capo! E’ questo il motivo per cui ho deciso di scrivervi: perché ho bisogno del vostro aiuto!
Nella vostra famiglia ci sarà sicuramente un giovane al quale vorrei che voi faceste pervenire questa mia lettera con il programma quaresimale che vi ho allegato: è mia intenzione, infatti, privilegiare i giovani e le famiglie con una serie di catechesi adatte a tutti.
I dettagli li troverete nel programma, a me interessa che ne parliate ai vostri figli, e se loro vi diranno: “Io sono ateo”, voi risponderete loro che potranno usare questa espressione solo se hanno conosciuto Dio, hanno fatto esperienza di Lui; … ne sono rimasti delusi, … dunque, meglio la scelta dell’ ateismo. Cari genitori, come potete vivere sereni e tranquilli accettando che i vostri figli si professino atei senza mai essersi messi alla ricerca di Dio? Credete davvero che l’alternativa alla fede proposta da chi ha “ucciso Dio” in cuor suo, attraverso una cultura secolarizzata che si infiltra sempre più, sia migliore?
Recentemente, qualche cantante, nostalgico della sua notorietà, per farsi un po’ di pubblicità, ha utilizzato uno degli argomenti più in voga del momento: la fede. Ed ha accusato la Chiesa di non parlare mai di Dio.
Sarà vero o falso? Non sarò io a dirvi quale delle due risposte è giusta. So per certo, però, che se la Parola di Cristo non trova un cuore aperto, pronto ad infiammarsi d’amore per l’Altissimo, quello che diceva il vecchio cantante è tristemente vero! Il problema non consiste tanto nel “parlare o meno di Dio”, ma nel riflettere sulla Sua presenza, e quanto siamo disposti ad accoglierlo nella nostra vita? E’ sempre di grande attualità il detto popolare che dice: “non c’è più sordo di chi non vuol sentire”!
Attraverso queste riflessioni desidero ricordarvi che anche voi potete sentire la voce prorompente di Dio che, nonostante le nostre mancanze, non cessa mai di chiamarci. Non siate sordi, in queste settimane di Quaresima, al suo invito. Ascoltatelo, conoscetelo e arrabbiatevi pure con Lui, se avete la sensazione che non vi abbia ascoltato nel bisogno, ma non dite, a priori, Dio non mi interessa!
L’immagine della locandina è un dipinto, ma si riferisce alla vera storia di un giovane che, con il suo peccato, continuava a crocifiggere Cristo. Fino a quando i suoi occhi si sono incrociati con quelli del Risorto e da quel momento la sua vita ne è rimasta folgorata.
Vi invito a partecipare alle catechesi quaresimali che si terranno ogni mercoledì sera alle ore 21, 00. Il tema sarà: “LASCIATI TRAFIGGERE DALLO SGUARDO DI GESU”.  … E non abbiate paura o vergogna di mostrarvi così come siete. Assicuratevi solo di poter incrociare il suo sguardo!
E ricordate che ogni Domenica alle ore 18, 00 celebrerò la Santa Messa per i giovani. Conto molto sulla vostra presenza e sulla loro, ma soprattutto, conto di poter rincontrare i loro volti, quelli che io ricordo bambini.
Vi aspetto tutti, non per vedere la Chiesa gremita, ma per incrociare i vostri cuori ed i vostri occhi trafitti dall’amore di Dio.
Mercoledì 22 Febbraio 2012.

  Con affetto il vostro parroco
                 Don Cristian   

 
 
 
 
 
 
 
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