Lettera ai giovani - Chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri

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Lettera ai giovani

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Ai giovani:  Lettera a cuore aperto


Caro/a Giovane,

qualcuno ha scritto che la vita è fatta di “grandi sogni e piccole realtà”. Tu sai bene quanto i sogni aiutino a vivere meglio ed accendino di speranza il futuro. Occorre però non dimenticare che la vita è come l’acqua del mare. Può adagiarsi dolcemente in riva oppure scagliarsi con tutta la sua forza sugli scogli, con il rischio che i nostri desideri si frantumino in un’amara delusione: contemplare le ferite grondanti di sangue. E’ a questo punto che il cammino dell’uomo può subire una brusca frenata!
Sai, sono stanco di vedere molti tuoi coetanei tirare i remi in barca nel fiore della loro giovinezza: per questo motivo ho deciso di scriverti una lettera nella speranza che non ti annoierai e che avrai la pazienza di ascoltare. Non è mia intenzione suggerirti delle istruzioni dall’alto, dandoti l’impressione di essere un “padre padrone”: perciò utilizzerò un tono pacato e cordiale come due amici, uno dei quali (cioè io), più grande di te solo di qualche anno, desidera aiutarti nel percorso della vita. Il tragitto che tu compi oggi, io l’ho attraversato solo qualche anno prima di te!
Innanzitutto desidero farti una premessa: non credere in coloro che ti raccontano le favole o ti promettono facili guadagni. Il più delle volte profitti facili celano grossi tranelli, letali per i ragazzi che ne restano vittime, ma non per chi ha fatto di questo meccanismo – “giocare sporco per guadagnare facile” – uno stile di vita.
Ti è mai capitato di entrare nel negozio di un fioraio? Quasi sempre, quando compriamo dei fiori per una persona a noi cara, ordiniamo delle rose rosse; tutti sappiamo che le rose sono belle e nessuno oserebbe affermare il contrario. Pochi però ricordano che questi fiori presentano nello stelo le spine: fin dal primo momento focalizziamo la nostra attenzione sulla bellezza dei boccioli e sul soave odore che emanano e solo quando veniamo punti ci si accorge di queste.
Una cosa simile accade anche nella vita. Tanti raccontano che la vita è bella e che deve essere vissuta fino in fondo facendo ogni genere di esperienza: non molti però rammentano che alcune di queste esperienze  possono, come le spine delle rose, generare grosse e profonde ferite difficilmente rimarginabili. Impara fin da ora ad odorare la bellezza della vita ed allontanati da quelle esperienze che, se non possono essere evitate, per lo meno possono essere limitate con un minimo di prudenza, ascoltando i consigli degli adulti!
Non sono qui per negarti di fare esperienze – me ne guarderei bene! – ma per ricordarti che io e i tuoi genitori ti vogliamo bene e l’amore che proviamo per te ci spinge ad aiutarti, affinché, aprendo gli occhi sul mondo, non abbia ad accadere che un domani, una volta collezionati i tuoi insuccessi, tu attribuisca alla nostra negligenza educativa i tuoi fallimenti. Non cadere nell’ingenuità di credere che solo tu conosci la realtà mentre gli altri non sanno nulla!
Ama la vita, rincorrila ed impara a diventare protagonista della quotidianità! Spesse volte mi sono ritrovato ad accompagnare al cimitero giovani che volevano diventare eroi, alla fine però sono diventati vittime nelle stragi del sabato sera.
Caro/a giovane, voglio darti alcuni consigli:
- Sii vigile, ascolta quanto hanno da dire i tuoi genitori: dissenti pure dalle loro richieste se ti sembrano assurde, ma non dimenticare mai di rispettarli perché sono coloro che ti hanno donato la vita e per il bene della tua esistenza sono disposti a mettere a repentaglio la loro;
- torna a stringere tra le mani la tua adolescenza e discerni la vera realtà da quella virtuale; con chiunque tu dialogherai, fai tesoro della sua esperienza; considerala perla preziosa e custodiscila gelosamente, ricordandoti, però, di tirarla fuori all’occorrenza;
- ama la tua famiglia. Spesso tu, ed i tuoi amici, avete un concetto mediocre della famiglia che invece è speciale: vuoi sapere il perché? Perché tuo padre e tua madre, come in tutte le famiglie del mondo, vivono di grandi sogni, ma sanno affrontare le piccole realtà: è questo che li rende speciali. Non dimenticarlo mai! Ho visto sogni infranti e mai realizzati anche nelle famiglie aristocratiche: perciò non deprimerti per quello che non possiedi o per ciò che vorresti avere, in quanto ciò che oggi è impossibile, domani potrebbe non esserlo;
- non andare a caccia di felicità ingannevoli, abbandonandoti all’alcool, al sesso o, ancora peggio, all’uso di sostanze stupefacenti, perché l’ebbrezza di un momento potrebbe cambiarti la vita per sempre in negativo;
- se ti senti smarrito e non sai cosa fare, non disperare, impara ad aspettare: la fretta non è mai stata una virtù. Attendi il momento opportuno e segui i sogni che possono concretizzarsi;
- non pensare che la tua strada sia sempre in salita: questa tentazione potrebbe arrestare in te l’entusiasmo del cammino. Perciò vinci l’accidia con un atto di coraggio e ricorda sempre che tante volte il sentiero si spiana percorrendolo;
- educati ad essere responsabile delle tue azioni perché la vigliaccheria è una cosa che tu, come i tuoi coetanei detesti. Il termine “vigliacco” è sinonimo di codardo e vile. Il codardo, in genere, non ha il coraggio e dinanzi agli sbagli trema e fugge; il vile, dinanzi ad una azione irresponsabile, oltre a non avere coraggio, non ha neppure onore; il vigliacco, infine, è una persona che oltre ad essere vile e codarda, non ha nemmeno pudore. Sarebbe deludente se qualcuno un giorno potesse pensare di te che sei un “vigliacco”.
Accogli questa mia lettera, scritta con il cuore, come un invito a guardare il futuro con ottimismo pure lì dove ci sono ragionevoli dubbi per non farlo, in modo che anche tu, crescendo, possa lasciare il tuo contributo in questo mondo.
Nel mio cuore ho un grande desidero: parlarti di un Amico che ho incontrato tanti anni fa. Inizialmente mi appariva noioso ed antipatico, poi ho capito che teneva molto a me. Mi chiese di ascoltarlo e così, dopo che mi raccontò la sua storia, nacque un amicizia che continua tutt’oggi.
Sai, pensavo si trattasse di un ciarlatano che volesse prendersi burla di me, poi nel tempo ho capito di essermi sbagliato. Lui si chiama Gesù! Ne hai mai sentito parlare? Non m’importa cosa tu abbia sentito sul suo conto, m’interessa che tu sappia cosa ha rappresentato la sua amicizia per me! E’ di Lui che desidero parlarti, nel frattempo se ti lasci incuriosire come le folle di Gerusalemme, non ti resta che andargli incontro nelle diverse celebrazioni liturgiche della Settimana Santa.
Aprigli il cuore, e Lui cambierà la tua vita, come ha già fatto con tanti prima di me e di te.
Ti abbraccio con affetto, e se hai bisogno, sai dove trovarmi.
Roma, 19 Marzo 2013.
Tuo Don Cristian.

 
 
 
 
 
 
 
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