Guardare avanti - Chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri

Vai ai contenuti

Menu principale:

Guardare avanti

Il Parroco > Voce del Parroco
 

GUARDARE AVANTI

Carissimi,


quelli di Pasqua, sono stati giorni intensi e bellissimi. Desidero ringraziare di cuore tutti, soprattutto i giovani, che hanno partecipato attivamente alle celebrazioni della Settimana Santa, e quelli che, dopo tanto tempo, si sono accostati al sacramento della riconciliazione per ricevere il perdono di Dio.
Ora tocca guardare avanti, non con passiva rassegnazione, ma con la gioia tipica di chi sa di aver ricevuto un dono da Cristo con la sua passione, morte e resurrezione. Gesù è l’unica persona in grado di farci vedere il mondo di sempre, con occhi diversi. Perché ciò avvenga sono necessarie due cose: l’amore per la verità e la fede.

-Il mondo ci spinge verso una verità “globale”, in cui tutti devono vedere e credere le cose in una stessa maniera – dove “l’informazione” gioca un ruolo cruciale – per il cristiano, però, non è così. La verità si cerca imboccando la via dell’umiltà, tenendo uno sguardo vigile e limpido, su tutto ciò che lo circonda, e ricordando che questa è disseminata tanto nell’uomo, quanto nelle cose; quanto nel tempo, che nello spazio. Non esiste una verità unica: un tavolo, un paesaggio come pure una montagna possono essere visti da angolazioni diverse, tutte però ci daranno uno squarcio della realtà in modo differente. La verità non va a caccia di consensi qua e là. Essa sa attendere, anche quando inizialmente è posta sul banco degli imputati in una condizione di svantaggio; non la si può prendere, nè nascondere: è come un mare sconfinato in cui l’uomo può solamente tuffarsi.

-E’ necessario, inoltre, guardare avanti con gli occhi della fede. Una parola questa tante volte usata, abusata e perfino derisa. L’uomo non giunge alla conoscenza della verità solamente attraverso la scienza – che tra l’altro ha mostrato i suoi limiti – ma anche attraverso la poesia, l’amore, l’arte, la mistica e la teologia. La fede non s’indossa come un abito; non può adattarsi alla corporatura di un uomo o di una donna. Una fede intesa in maniera soggettiva è relativa, e corre il rischio di scivolare in un vago spiritualismo che a nulla serve, se non a giustificare le cose dal proprio punto di vista.

La fede autentica è quella che ritroviamo nei discepoli di Emmaus quando, lungo la via, discutevano tra loro su quanto accaduto in Gerusalemme. Gesù in persona si accostò a loro, ma non lo riconobbero. Iniziò un dialogo che terminò con Gesù che si fa riconoscere e i discepoli che gioiscono. “Resta con noi, Signore!” rispondono i due discepoli. I loro occhi si aprirono e la luce di Cristo entrò nei loro cuori. Facciamo nostro l’invito dei discepoli di Emmaus e diciamo: “Resta con noi, Signore!”, fai entrare la tua luce nelle nostre gelide esistenze, e non permettere che tramonti il sole della fede nelle nostre giornate.

       Don Cristian Prestianni sdv.

 
 
 
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu