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Foglio di Collegamento
Il dono di Dio
Siete mai entrati nella Basilica di San Pietro ? Spero ovviamente di sì. Quando si entra, magari attorniati da una folla di turisti, la prima cosa che attira la nostra attenzione è la Pietà del Michelangelo; poi, ci si muove a piacere per la grande chiesa. Dalla parte dell’uscita, in un’ urna trasparente avvolta nella penombra, riposa il corpo del papa S. Pio decimo. La tomba del pontefice rimane un po’ fuori dell’allegro movimento multicolore dei pellegrini. I numerosi ragazzi che visitano la basilica ignorano che fu lui a volere che i fanciulli ricevessero quanto prima possibile la Prima Comunione, per essere fortificati dalla Grazia di Gesù nell’affrontare il cammino dell’adolescenza. Nella parrocchia facciamo continuamente esperienza di questa grande verità: quanto i ragazzi hanno bisogno di Gesù! Una volta Gesù, parlando con la Samaritana, si lasciò sfuggire dal cuore un desiderio: ‘Se tu conoscessi il dono di Dio ...!’ (Gv 4, 10). ‘Si scires donum Dei...!’: forse questo avrà pensato Pio decimo sentendo la necessità di far conoscere ai fanciulli questo dono. Certo tale desiderio è presente nel pensiero di Cristo ogni volta che si china a osservare tanti bambini e ragazzi che frequentano la parrocchia, e si sentono familiarmente coinvolti in tante iniziative di gioco e di festa, ma ancora non hanno scoperto il dono di Dio, la gioia che viene da Dio solo, il segreto della vera allegria. Un giorno Domenico Savio spiegò così il segreto educativo di don Bosco: ‘Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri’. E’ possibile descrivere così il percorso catechistico ? Certo, perché non è altro che un cammino verso la santità. I catechisti, che possono osservare il progredire dell’interiorità dei ragazzi lungo i mesi e gli anni, e i sacerdoti, ministri della Confessione, possono testimoniarlo: Gesù ancor oggi opera miracoli nel cuore dei suoi amici, liberando il cuore e aprendolo alla gioia e alla fiducia. Cosa ne segue ? Che il dono più bello che i genitori e i familiari possono fare ai piccoli è di aiutarli fin da subito ad avere il cuore nella Grazia di Dio. E’ pericolosa la scelta di lasciar crescere i bambini senza preghiera e senza un invito alla fede, lasciando ogni scelta a loro stessi; un po’ come se si lasciasse a loro la scelta di vaccinarsi o no dalle malattie. I ragazzi sono di chi li prende per primo: se non li aiutiamo ad aprire alla Grazia il loro cuore pronto a ricevere, saranno la televisione e la strada a porre in loro la bandiera del vizio, o dell’egoismo, o della superficialità.
Don Fabio