Ti trovi in: Parrocchia > Dove siamo


Cava de' Tirreni

panorama cava de' tirreni

L'appellativo "de' Tirreni" dato alla città di Cava si deve all'identificazione, ancora oggi molto discussa, del territorio con l'etrusca Marcina citata da Strabone.
I primi abitanti furono infatti i Tirreni, tribù nomade Etrusca, la cui presenza é documentata da reperti di archeologia custoditi nel Museo della Badia Benedettina e nell'Antiquarium civico.
La valle cavese fu certo abitata in epoca romana: resti di templi e di ville di epoca romana, appartenenti probabilmente alla Gens Mitilia furono ritrovati negli antichi villaggi di Vetranto e S. Cesareo.

badia cava de' tirreni

Agli inizi dell'XI secolo alle falde del Monte Finestra si riunì un primo nucleo di monaci, attirati in quel luogo dalla fama di santità di un nobile longobardo, Alferio Pappacarbone, che vi si era ritirato per vivere in contemplazione e in preghiera.
Ebbe così origine l'Abbazia benedettina della SS. Trinità, che divenne uno dei centri religiosi e culturali più vivi dell'Italia meridionale. Nel 1394 il papa Bonifacio IX eresse Cava a Città.




portici cava de' tirreni

Gradualmente, il centro amministrativo della città si spostò dal Corpo di Cava, villaggio fortificato nelle immediate vicinanze della Badia, al Borgo Scacciaventi, detto anche lo commerzio : i pilastri ottagonali che vediamo ancor oggi risalgono al principio del '400.

Anticamente conosciuta come La Città della Cava, fu teatro di un evento storico assai importante per l'epoca. Era intorno all'anno 1460, quando il re Ferdinando D' Aragona, che all'epoca regnava sui territori di Napoli, cadde vittima di un imboscata ad opera degli Angioini nei pressi dei monti di Sarno.
Gli abitanti di Cava, saputa la notizia e capeggiati dai Capitani Giosuè e Marino Longo, si armarono in fretta e furia alla meglio, con forconi, altri oggetti di fortuna e armi vere e proprie e attaccarono gli Angioini, concedendo a re Ferdinando D'Aragona la possibilità di aprirsi una via di fuga verso Napoli.
Riconoscente per il coraggio dimostrato ed il servizio reso, il re inviò al sindaco Onofrio Scannapieco una Pergamena Bianca, su cui la città avrebbe potuto indicare ogni sorta di richiesta. La Pergamena fu lasciata bianca, ed il re insignì l'intera città del titolo di "Fedelissima". Essa è tuttora conservata, intatta e vergine come nel lontano 1460, nel Palazzo di Città, ed è l'ambito premio della manifestazione folkloristica denominata Disfida dei Trombonieri.

Maggiori informazioni:
Comune di Cava de' Tirreni
Azienda Soggiorno e Turismo

 
Mappa del sito - Contatti