RECUPERO PARZIALE DEGLI AFFRESCHI
di MATTEO BERTINI
6.7.1758 _ 17.12.1829

Chi volesse contribuire al restante recupero ci contatti.

Grazie 

"La Speranza"

"La Fede"

"Speranza e Fede" Ritrovate

Ciò che pareva perduto degli affreschi, lungo la parete destra della chiesa

dello "Spirito Santo"sta infine riemergendo, grazie ad una lunga, ragionata

percezione del parroco Don Enrico Bini: sono larghi frammenti e addirittura

immagini complete del ciclo condotto a buon fresco, e con tinte primaverili,

verso il 1822 da Matteo Bertini, copista non sempre accurato,

ma d'agile naturalezza, ed elegante quadraturista dell'estremo periodo

inventivo dei frescanti pratesi. Egli si pone in una via di mezzo tra

le visione del Settecento invischiate nell'Olimpo pagano, e le

accademie del disegno fiorentino e senese, che stavano tornando

all'epos della Bibbia più eroica, e che si dilateranno sino alla fine 

dell'Ottocento, soptrattutto con la trascendenza neorinascimentale di

Alessandro Franchi nella cappella del "Crocifisso" del duomo di Prato.

E' riapparsa dunque una estatica figura della "Speranza" cristiana

con il simbolo dell'ancora, e della "Carità", due virtù teologali ed 

una delle prove più sagaci del Bertini, 

proprio a fianco della funambolica e gioiosa cantoria dell'organo,

la prima e la seconda sopra il ottocentesco pulpito in legno di noce

appeso alla parete destra verso il presbiterio;

le loro vesti, di pomposa dignità, richiamano per la positura in prospetto aereo

le immagini di Stefano Catani, soprattutto quella di Polimnìa, musa degli

inni civili e religiosi, che il Catani ritrasse sul lato destro del 

boccascena nel teatro del Collegio Cicognini (1783); ma l'invenzione 

del Bertini ha un'enfasi spaziale più libera, anche se meno avveduta

nei rapporti dello scorcio. 

Carnalmente leggiadro è il braccio destro della Speranza,

 mentre coglie un segno dall'alto e

segno di preghiera le mani giunte della Carità .


Sopra questi ovali finti a bordi di stucco, dove sono campite le

virtù teologali, corre uno splendido cornicione, anch'esso simulato 

scultorealmente, che dipana corone d'alloro, una delle prove

più raffinate del mestiere del pittore, dove si vede un primo soffio

di quei pennelli che incideranno con sobria ritmicità, tra le colonne

del teatro "Metastasio", intorno al 1830: si tratterà ancora di bende

in stucco, appena venate da serti in oro, nella prima, ahimè perduta,

redazione decorativa dei parapetti. 

Prof. Sergio Nannicini    

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L'immagine della "Fede Cristana" nella decorazione 
murale della Parrocchia dello Spirito Santo in Prato

 

Il restauro degli affreschi venuti alla luce sulla parete destra all'interno della chiesa della nostra parrocchia sarà forse determinante al fine di una più chiara comprensione di quella dignità culturale, che, fin dai primi dell'ottocento, si diffuse dalle arti del disegno e dell'ornamento in tutta la società cittadina, nelle accademie e nel popolo. Anzi questo riaffiorare delle "Virtù Teologali" lungo lo stesso lato meridionale della chiesa, rivela già qual'era il proposito dell'autore, il pratese Matteo Bertini, di rendere attuale un insegnamento della teologia cristiana, e non solo di conferire un respiro armonico al recinto dell'unica navata. Invero, si trattava di un rinascimento della virtù civile e religiosa delle genti toscane, dopo la contrastata esperienza dell'occupazione napoleonica .

     Quanto all'aspetto leggiadro ed estatico di questi "personaggi", in fiammea veste, si può ancora godere nell'immagine della "Fede" quel pregio aristocratico sia nelle membra, che del sospeso atto delle mani che si sfiorano in preghiera, in quella sfumatura di solitudine (il paesaggio è quasi scomparso), Affiora non l'intensità devota, ma piuttosto la malinconia di un animo infermo che crede di ricevere una consolazione dall'Alto, ed a questa intende o desidera credere.

Buona Santa Pasqua 2010

     La parrocchia dello Spirito Santo, e il suo parroco in particolare, augura a tutti i suoi membri ogni bene nel Signore Gesù Cristo, morto e risorto,  speranza per ognuno di noi; e ricorda che la nostra famiglia parrocchiale si riunisce per la Celebrazione Eucaristica ogni domenica, in comunione con la Santa Chiesa Cattolica e con il nostro Santo Padre Benedetto XVI.

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