Le suore vincenziane svolgono un ruolo importante all'interno della parrocchia e di tutta la comunità di Maliseti. Conosciamo meglio queste donne che hanno consacrato la loro vita al prossimo.


Da destra: suor Fausta, suor Maria Teresa, suor Elisabetta, suor Anna e suor Carla.
Suor Fausta Tubaro, friulana di Varmo (UD) racconta: «Sono molto legata alla nostra frazione: sono suora da 63 anni, 26 dei quali passati qua. Mi ricordo che la nostra prima casa era in via Argonne, ci abitavo insieme a suor Caterina (da alcuni anni trasferitasi a Vaiano) e ad altre due consorelle. Gli inizi non sono stati facili, ma don Santino ha saputo farci sentire presto a nostro agio. In tutti questi anni vissuti a Maliseti ho avuto il modo di conoscere tante persone; questo è dovuto anche alle iniziative che negli anni ho portato avanti insieme a suor Caterina: in particolare, il doposcuola e l'oratorio estivo.

Attualmente mi occupo della cappella di via Senio ed, insieme ad altre volontarie, del servizio agli extracomunitari che si tiene ogni venerdì pomeriggio. Da poco, inoltre, abbiamo cominciato a ritrovarci il giovedì pomeriggio in casina con qualche donna per cucire, ricamare e lavorare a maglia, ma soprattutto per parlare di cucina!»

«Ho preso i voti nel 1949 - ricorda suor Maria Teresa Bussi Roncalini, nata a Mozzanica (BG) - e per circa 40 anni ho fatto l'infermiera, fino a quando non è stato aperto il carcere della Dogaia: è stato così che 17 anni fa sono arrivata a Maliseti. Mi ricordo ancora la prima volta che partecipai alla S. Messa celebrata da don Santino: non capii quasi niente da come parlava veloce... e meno male che è lombardo come me! Venire a Maliseti mi ha permesso di ritrovare l'aria del mio paese di campagna, le persone di città si comportano diversamente, qua ho trovato più fraternità. Devo dire, però, che i primi tempi sono stati molto difficili: nessuno voleva il carcere, mentre io ero arrivata per prendermi cura dei carcerati. Adesso, fortunatamente, molte persone aiutano me e don Leonardo per il "Centro Comunità Carcere". Attraverso questa associazione mi occupo della cappella, del catechismo, dell'organizzazione della casa accoglienza "Jacques Fesch" per le famiglie dei detenuti e della raccolta e distribuzione di indumenti per i detenuti senza famiglia o extracomunitari».

Suor Elisabetta Lucchin, anche lei di Rovigo (è nata a S. Martino di Venazze), confessa: «Quando sono arrivata a Maliseti sette anni fa mi ha colpito molto la chiesa, che mi sembrava… una fabbrica! Sono suora da 44 anni e non avevo mai visto niente di simile… Dopo il primo impatto, però, mi è piaciuta molto la vivacità della parrocchia, a cominciare dalle liturgie, con i canti del coro. Pur essendo nata al nord ho molti parenti a Prato e posso quindi dire di essere… per metà pratese; questo mi ha sicuramente aiutata ad inserirmi nella comunità. Mi occupo del catechismo, partecipo all'organizzazione della liturgia della S. Messa delle 10 e porto la Comunione ai malati; il sabato, inoltre, mi piace molto dire il rosario prima della S. Messa prefestiva con le altre "vecchiettine". Durante il resto della settimana, sono anche io pendolare con la scuola materna del Soccorso; mi occupo dell'accoglienza dei bambini, molti dei quali provengono dalla Cina, dalla Polonia, dalla Ucraina e dallo Sri-Lanka».

«Sono suora dal 1956 e sono arrivata a Maliseti nel 1996 - dice suor Anna (Vilma Domenica), l’unica toscana del gruppo, essendo nata a Montenero di Livorno - e per me è stata una sfida, perché questo mi ha obbligato a fare la pendolare verso il centro, dove anch’io mi occupo dell'accoglienza dei bambini in una scuola materna. Per questo motivo posso dire di conoscere a fondo solo pochi abitanti di Maliseti, anche se in un paese di vista ci si conosce tutti. Anche io avevo già incontrato don Santino, addirittura prima che diventasse sacerdote. Alla domenica vado sempre alla S. Messa delle 10 anche perché mi piace molto ascoltare i canti del coro dei bambini e le chitarre suonate dai ragazzi più grandi».

Suor Carla (Eda Montocel), nata a Badia Polesine di Rovigo, è un “nuovo acquisto”: «Sono diventata suora ormai 55 anni fa e solo da 5 vivo a Maliseti. Ma avevo conosciuto questa zona già 30 anni fa, ricordo che vi erano ancora ben poche case. Inoltre conoscevo già don Santino e questo mi ha aiutato ad integrarmi con la comunità di Maliseti, con la quale ho un buon rapporto anche se passo poco tempo in parrocchia. Il mio compito principale è infatti l'accoglienza dei bambini in scuola materna al Soccorso e l'insegnamento di religione. La mia vita da parrocchiana si svolge però in altri momenti, come le riunioni della CEB n.4 e del consiglio pastorale, il catechismo e l'organizzazione della liturgia della S. Messa delle ore 10, che rappresenta un momento molto vivace, con tutti i canti».

Anche suor Grazia Pedretti ha vissuto per tre anni nella casa delle suore a Maliseti, occupandosi a tempo pieno della casa di accoglienza per senzatetto “Sosta sulla strada”. Suor Grazia ci ha lasciati un anno fa. A lei rivolgiamo il nostro