La grande pala di Santi di Tito

Nell'ottobre del 1579 fu commissionata a Santi di Tito la grande pala per l'altare maggiore, consegnata nell'aprile del 1582, trasportata da Firenze con due muli.

Giovanbattista Ronchini realizzò la cornice della tavola e quella che circonda l'immagine mariana. Entrambi furono dorate da don Raffaello Chiari, cappellano dello Spedale della Misericordia. Egli aveva pure dipinto cinque quadretti raffiguranti cinque misteri mariani, ben presto perduti.

Secondo il Borghini (Il riposo, Giorgio Marescotti, Firenze, 1584, p. 621) essa raffigura i sette doni dello Spirito Santo ed altri misteri della Vergine sulla base delle Litanie scritturali. Il dipinto veicola alcuni contenuti della riforma cattolica, di cui Santi di Tito fu interprete devoto, sempre tendendo a un certa semplificazione.

Siamo negli anni della riforma cattolica (o controriforma che dir si voglia). I riformatori si erano levati contro il culto cattolico della Madonna (e dei Santi), ritenendolo una forma di idolatria contraffatta. In risposta, i cattolici ne fecero oggetto di più ardente devozione, e in questo contesto nascono e fioriscono numerosi santuari mariani, tra cui quello del Soccorso a Prato.

Si trattava di commentare l’immagine di una Madonna col bambino. In quale quadro inserirla? Probabilmente proprio in risposta all’accusa protestantica di idolatria nei confronti della Vergine, vista come una divinità a sé stante, non inserita organicamente nel mistero di Cristo, fu scelto di inserire Maria nel contesto trinitario. Il Padre è raffigurato - in verità in modo alquanto convenzionale e insignificante - come l’antico di giorni di Dan 7,9. Lo Spirito Santo in forma di colomba irradiante, secondo un simbolismo già neotestamentario (Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22). Dall’alto in basso: dal Padre attraverso lo Spirito Santo il Figlio si fa uomo in Maria. Ella viene dunque a trovarsi rispetto allo Spirito in una posizione particolare, che la tradizione cristiana esprime parlando di lei come della "sposa" dello Spirito Santo; l’elemento sponsale è sottolineato proprio dai simboli mariani tratti dal Cantico. Lo Spirito scende su di lei rendendola pura dal peccato e rendendola madre del Figlio; riempie il suo cuore e il suo grembo, la sua anima e il suo corpo. Madre per opera dello Spirito, la Madonna è gratificata dei suoi sette doni.
 
 

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