Cenno artistico

La costruzione della chiesa di S. Maria del Soccorso fu iniziata nel 1575, in prossimità del tabernacolo dov'era dipinta l'immagine mariana che cinque anni prima aveva attratto la devozione popolare con prodigiose manifestazioni. Nel 1578 l'edificio era terminato ed al suo interno venne trasferito il tabernacolo.

Era un edificio semplice, un'aula rettangolare coronata all'esterno da una cornice in mattoni di gusto tradizionale (sistemata però in modo non consueto, staccando i due spioventi della facciata dalle cornici sui lati); all'interno, soffitto a capriate di legno. In prossimità dell'altare maggiore le pareti laterali presentavano una grande nicchia, quasi un accenno di cappella per gli altari minori.

A questa sobria struttura l'architetto Alfonso di Santi Parigi, originario di Prato e capostipite di una famiglia di famosi architetti e scenografi, aggiunse nel 1585 un portico ad archi e colonne che circondava la chiesa su tre lati ed era ovviamente destinato ad accogliere i pellegrini, essendo allora la chiesa isolata nella campagna. Tale soluzione architettonica, adottata per la prima volta al Soccorso, ebbe rapida fortuna per le sue qualità pratiche ed estetiche: fu infatti ripresa in numerosissimi santuari mariani ó suburbani o rurali ó costruiti in Toscana fra '6 e '700.

Santa Maria del Soccorso conserva ancora in gran parte l'aspetto cinquecentesco. Spicca l'altar maggiore a edicola, intagliato in pietra nel 1578 da Piero di Andrea, che reca un bel dipinto su tavola eseguito nel 1585 da Santi di Tito; il quadro contorna l'affresco tardo-gotico con la miracolosa immagine. Le due nicchie laterali hanno decorazioni settecentesche con stucchi e pitture.

Il campanile a torre, di corrette linee neoclassiche. fu innalzato nel 1826 su progetto di Giovan Battista Bacci.
 
 

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