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Foto di Antonio Cardosi.
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Breve Storia della Chiesa di Santa Maria della Misericordia
La chiesa risale al XVI secolo. Un' antica annotazione sul registro dei morti riporta un'iscrizione: "VNIVERSITAS PACENTRI PATRONA EREXIT HOC TEMPLUM ANNO DOMINI MDXXVI", ad indicare che probabilmente la cappella originaria, intitolata a Santa Maria Maggiore, esisteva già nel 1526.
Nel 1576 iniziarono i lavori di costruzione della nuova e più grande chiesa che terminarono nel 1603, anno in cui vi si tenne il Sinodo dell'Episcopato Valvense per iniziarla al culto.
I lavori per la realizzazione del campanile iniziarono nel 1578. Alla chiesa apparteneva anche parte del Palazzo Rossi, contiguo ad essa, di cui si notano, infatti, le finestre decorate con sculture in pietra su cui si legge "A.M.M.M. 1634".
La semplice facciata di stile ancora quattrocentesco si fa ammirare, però, per l'imponenza, la cura dei fregi che incorniciano i pilastri della porta d'ingresso e la graziosa meridiana recentemente restaurata.
La porta originaria è attualmente custodita all'interno della chiesa, nella navata sinistra: è uno splendido portale, realizzato da un artista locale, interamente intagliato nel legno e ornato di figure, purtroppo molto rovinate, rappresentanti scene religiose e confraternite del paese.
All'interno la chiesa si divide in tre navate. La volta è retta da sei colonne ottagonali in stile toscano e da quattro colonne rettangolari; è coperta di stucchi realizzata da Bernardino Feneziani e dal pacentrano Attilio De Chellis. Gli ultimissimi lavori di abbellimento furono terminati nel 1902 per volere dell'Arciprete Giuseppe Silvestri, come si evince dall'epigrafe posta sull'entrata ("LACVNAR COLLATO AERE ANACLYPTIS ORNATIVM IOSEPHO SILVESTRI ARCHIP. CVRIONE ANNO MCMII").
Nella navata sinistra si erge un pulpito intagliato nel legno di noce realizzato da artisti venuti al seguito degli Aragonesi. Sempre intagliato nel legno è il coro settecentesco adorno di sedili, alle spalle dell'altare maggiore.
Sull'altare centrale sono conservate, in un'urna di vetro, le ossa del patrono del paese:
San Crescenzo Martire, trasferito a Pacentro dalle Catacombe di Priscilla nel 1753. L'urna contenente la reliquia è incastrata tra bellissimi marmi della Majella.
Nel 1985 i lavori di ripavimentazione hanno riportato alla luce le antiche sepolture. Fino al 1837, infatti, i defunti erano sepolti all'interno della chiesa. In particolare nella navata centrale erano sistemate le fosse comuni e il clero, mentre nella navata destra c'era la fossa per i Confratelli e le Consorelle della Madonna del Rosario.
Ai piedi del presbiterio vi erano le sepolture di Orazio Rossi del 1623, del Principe e Padrone della terra Ottavio Orsini morto nel 1562 e della Famiglia Lozzi. Nel corso del 1700 il cimitero venne spostato a sinistra dietro l'altare del SS.Crocifisso, sotto la vecchia sacrestia, laddove è ancora visibile l'iscrizione CEMETERIUM. A seguito di una grave epidemia di colera, nel 1823 si decise di spostare definitivamente le sepolture fuori dal centro abitato.

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