S. Maria Maggiore

Il Battistero Paleocristiano di S. Maria Maggiore (VI sec. a.C. circa)

Interno del Battistero con la vasca battesimale

BREVI CENNI STORICI

La Diocesi di Nocera dal VI secolo ebbe la Cattedra vescovile presso il Tempio paleocristiano di S. Maria Maggiore, detto "La Rotonda" per la sua forma circolare, e ve la si mantenne fino a quando, nel secolo XIV, essa fu trasferita dov'è tuttora, nella frazione Vescovado, e precisamente in una chiesa che, fino a qualche tempo prima, era stata officiata dai Benedettini del Monastero di S. Prisco, trasformato poi in Palazzo vescovile. Della chiesa anteriore al secolo VI, considerato che la diocesi di Nocera esisteva già attorno al IV secolo, non si hanno notizie. Il Battistero di Santa Maria Maggiore è nella frazione S. Clemente di Nocera Superiore. E' questo un monumento fra i più caratteristici ed antichi tra i templi cristiani campani, datata certamente al secolo VI dell'E.V., alla fine, cioè, della guerra greco-gotica. L'importanza che ebbe l'antica Nuceria e l'epoca in cui il Battistero fu costruito, richiedono l'ubicazione dello stesso entro le mura della città, tale privilegio spettò generalmente alle città imperiali e a pochissime altre, tra le quali Nuceria. Infatti, soltanto in epoca successiva al secolo VI le cattedrali furono dislocate dentro le mura della città. Il Battistero fu Sede del vescovo, dal VI al secolo IX, successivamente nel IX secolo Nocera passò alle dipendenze della Diocesi di Salerno, essendone stata soppressa la diocesi. Nell'anno 1386, restituito il vescovado a Nocera, la cattedra fu posta nel luogo dove è attualmente, cioè al Vescovado di Nocera Inferiore; e Vescovo fu Fra' Francesco, dei frati conventuali del Convento di S. Francesco, oggi S. Antonio di Nocera. La vasca battesimale della «Rotonda», larga 7 metri e profonda mt. 1,30 rispetto al parapetto elevato di cm. 70 dal pavimento, è la più grande d'Italia dopo quella di S. Giovanni in Laterano a Roma. Sul parapetto rimangono cinque delle otto colonne del tugurium originario. La posizione della vasca al centro dell'edificio, ci dice chiaramente la destinazione dello stesso a Battistero, mentre le notevoli dimensioni della vasca nocerina ci fanno pensare che, nei secoli remoti, in essa tutti i catecumeni della Valle del Sarno, per immersione, vennero rigenerati alla Vita. Il rivestimento marmoreo della vasca è decorato con croci in stile greco e sono proprio le presenze delle croci greche e degli altri motivi decorativi, ricorrenti in essa, che fanno accreditare agli studiosi il Battistero al secolo VI, mancandovi del tutto tracce di epoca longobardica. La Rotonda è solitamente considerata come una derivazione di Santa Costanza in Roma, con la differenza che mentre a Nocera l'interruzione della continuità della botte anulare è in corrispondenza dell'abside, in Santa Costanza è di fronte all'entrata. E ancora, mentre in Santa Costanza la Cupola poggia su di un alto tamburo, quella della Rotonda gravita direttamente sugli archivolti. Di particolare importanza il bassorilievo raffigurante la Madonna sotto il titolo di S. Maria Maggiore o S. Maria. Il Tempio si arricchisce del meraviglioso carosello di 15 coppie di snelle colonne, con capitelli corinzi e arabeschi di fine bellezza e grandiosità, alla base di ordine ionico. Le colonne misurano mt. 4,9 di altezza media e mt. 0,60 di diametro medio. L'uso delle colonne binate, caratteristica sia del Battistero di Nocera sia di Santa Costanza in Roma, è tipico anche delle basiliche del Nord-Africa intorno al V e VI secolo. Questo interessante confronto ci richiama alla mente la presenza di nostri coloni in Africa all'epoca dell'impero, stanziatisi nella Numidia, dopo che il nocerino Publio Sittio, partigiano di Cesare, conquistò Cirta. Fu, forse, quella corrente artistica che rese il Battistero di Nocera una delle più importanti testimonianze dell'architettura cristiana dei primi secoli in Campania.

* Per gentile concessione del Vicario Generale della Diocesi Mons. Don Mario Vassalluzzo


Il 1 ottobre 2001, dopo lunghissimi anni di restauri e quindi con la inevitabile chiusura al pubblico,  il Battistero di S. Maria Maggiore finalmente è stato riaperto al fruizione dei visitatori, con una solenne manifestazione il Vescovo Sua Ecc. Re.ma Gioacchino Illiano lo l'ha consacrato al culto, ed oggi è ritornato, in tutta la sua magnificenza e splendore, ad essere la Chiesa Madre della Diocesi di Nocera-Sarno. 

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