Il convento di S. Antonio (già di S. Francesco)

Il Convento di S. Antonio

Brevi cenni storici

Il complesso conventuale di S. Antonio in Nocera Inferiore. rappresenta uno dei maggiori centri culturali dell'agro nocerino-sarnese per la conservazione e la fruizione al pubblico del patrimonio artistico che accoglie.

L'intero insieme costruito, d'altra parte, costituisce una delle più interessanti espressioni dell'architettura gotica nell'Italia meridionale, con aggiunte in epoca rinascimentale e neoclassica.

La chiesa, originariamente dedicata a S. Francesco, è stata costruita sul finire del XIII secolo per volere della Famiglia Filangieri, giunta nelle nostre terre fin dal secolo XI; eretta ai piedi del piccolo colle di S. Francesco, la costruzione era libera intorno e priva del portico rinascimentale anteriore.

L'interno era illuminato da tre aperture verticali su ogni lato della navata e dal rosone con le due monofore in tufo grigio aperte sul prospetto.

Sul finire del XVI secolo, ad opera della Famiglia Carrafa-Castriota Scandeberg, si operò un importante restauro del complesso religioso, in ampliamento della dimora minoritica e della chiesa.

Infatti, oltre che provvedere alla edificazione del convento e del chiostro nella sua attuale consistenza, si intervenne modificando il prospetto anteriore della chiesa, alla quale fu aggiunto il portico in tufo grigio con arco a tutto sesto sorretto da pilastri quadrangolari terminanti con capitelli fogliati.

Durante tale intervento furono anche aggiunte, in estensione ai bracci del transetto, le due cappelle dedicate a S. Antonio e alla Immacolata Concezione.

Al 1500 risale l'edificazione del campanile, in rimaneggiamento o in sostituzione dell'antico in quanto la campana grande, del peso di 935 Kg, reca come data di prima fusione l'anno 1368.

Altri restauri furono compiuti nel XVII e nel XVIII secolo, ad opera dell'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione in S. Antonio, fino alla soppressione del complesso religioso avvenuta il 28 gennaio 1808: la chiesa fu riaperta al culto per indefesso interessamento dell'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione mentre il convento, destinato prima a caserma per i soldati e poi a dimora dei senzatetto, fu nuovamente occupato dai frati solo nel 1951.

A partire dal 1829 e fino al 1831, la chiesa fu interessata da importanti lavori di restauro, ad opera dell'arch. Giovanni Rosalba, che trasformarono completamente l'invaso spaziale interno: al cassettonato ligneo del '600 fu sostituita una volta a botte in muratura, sorretta da quattro pilastri binati aggiunti alle murature perimetrali, e coprente il rosone e le due monofore laterali sul prospetto anteriore. 

Durante tale intervento, il pavimento della chiesa fu sopraelevato di 79 centimetri con il portone in legno del 1546 che attualmente si trova più alto rispetto all'imposta dell'arco gotico di ingresso alla chiesa.

Nella stessa prima metà del secolo scorso, per volere dell'Arciconfraternita dell'Immacolata in S. Antonio, insieme al Genio Militare ed al Comune, fu costruita la monumentale scala in pietra bianca di accesso alla chiesa dalla piazza antistante.

Al ritorno dei frati in convento, avvenuto nel 1951, la struttura si presentava degradata ed alterata nella sua pristina configurazione da un'occupazione indebita ed invasiva, che aveva arrecato gravi danni e spoliazioni alla dimora minoritica.

A partire da tale data i frati si adoperarono per il restauro della chiesa e del convento, creando all'interno del complesso attività culturali per la conservazione del patrimonio artistico mobile e per la fruizione dei beni al pubblico. All'interno del convento ha sede la biblioteca "S. Antonio Dottore" con un patrimonio librario di oltre quindicimila volumi oltre ad antichi, quanto rari, testi manoscritti. Ad opera dell'Ente Provinciale di Salerno, nel 1965, il Convento di S. Antonio fu scelto quale sede del Museo Archeologico dell'Agro Nocerino per accogliere parte dei materiali provenienti dagli scavi condotti dal 1957 in poi nel sito dell'antica Nuceria e delle due necropoli.

Durante il restauro del 1992, all'interno dei locali della "Scuola di Noviziato", furono ricavate due ampie sale per la esposizione al pubblico del patrimonio artistico mobile conservato: la pinacoteca, inaugurata dalla Soprintendenza ai Beni A.A.A.S. di Salerno ed Avellino nel 1995, accoglie importanti opere pittoriche, scultoree e pergamenacee, soprattutto cinquecentesche, periodo di maggiore sviluppo artistico e culturale del complesso.

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