La Cattedrale di S. Prisco (già Abbazia Benedettina)

Facciata della Cattedrale. A sinistra l'Arciconfraternita del SS. Rosario

Il Campanile della Cattedrale 1737

 

S. Marco (Francesco Solimena 1712)

L'Organo monumentale (1793)

BREVI CENNI STORICI

Fu l'Ammirante, Vescovo dal 1871 al 1881, a darci (dopo la Lettera del Vescovo Lunadoro nel 1610) una storia compiuta sulla chiesa di Nocera de' Pagani. Il medesimo vescovo, poggiandosi su di un'antica e costante tradizione da tutti gli storici tenuta in luogo di testimonianza inappuntabile, vuole la cattedrale di Nocera, fino al sec. IX, nel tempio paleocristiano di S. Maria Maggiore (sec. VI), detta, per la sua forma, la Rotonda. Solo nell'anno 1386, dopo un lungo periodo di soppressione della diocesi, la sede episcopale fu trasferita dal tempio paleocristiano in quella attuale di S. Prisco (dedicata dal 1838 a S. Marco Evangelista) appartenuta, fino a quel momento, all'Ordine benedettino, ma né della Congregazione cassinese né di quella verginiana, come invece da più parti si è sostenuto. Molte volte la chiesa cattedrale fu rinnovata ed abbellita ed ebbero luogo restauri ed ricostruzioni dal XVI secolo ai nostri giorni. Un primo radicale intervento si ebbe nel 1528, ma con il Vescovo Lunadoro, tra 1600 ed il 1610, essa fu riedificata dalle fondamenta. Progettata a tre navate sullo stile della chiesa metropolitana di Siena, come si può leggere nell'epigrafe posta sulla lapide murata nella navata centrale, lato destro della Cattedrale, si presenta oggi non dissimile, almeno nella struttura essenziale, da quella descritta dal Lunadoro Vescovo della Città, nell'anno 1610. Nell'Apprezzo della Città di Nocera del 1660 si ha conferma di quanto scritto dal Primate nocerino, li dove si legge che, volgendo le spalle al coro, nella navata destra della Cattedrale era riposta l'urna contenente il corpo di Giona profeta, come dice la leggenda; mentre in fondo alla navata sinistra c'è un sarcofago contenente, come vuole la tradizione, il corpo di S. Prisco, primo vescovo della città. Più volte sconquassata dai terremoti (quello del 1688 e l'altro del 1694), la chiesa cattedrale fu riparata, a spese del Vescovo, dai danni del sisma del 1694. I terremoti dei 1688 e del 1694, come detto, ne avevano distrutto completamente l'atrio posto all'ingresso della stessa e pregiudicato la statica generale, per questo motivo, verso la fine del 1700, si dovette restaurare e in parte ricostruire gli irreparabili danni causati dal sisma. Nel 1715 fu ampliato il Cappellone del SS. Rosario nella cui cupola Angelo Solimena, nel 1671, aveva raffigurato la Gloria del Paradiso, e Francesco Solimena vi aveva lasciato, nel 1712, la sua impronta con una tela su cui si ritrae S. Marco, tondo che oggi si può ammirare sulla parete centrale del presbiterio. Nel 1724, si apportarono altre modifiche all'interno della Cattedrale: si restaurò e si decorò il tetto della Chiesa e, terminati i lavori, fu consacrata il 19 novembre di quello stesso anno, come ci tramanda anche la lapide murata sul pilastro dell'arco, a sinistra entrando nella Chiesa, negli stessi anni si iniziò anche la ricostruzione del campanile, su disegno del celebre architetto Francesco Solimena, torre campanaria che, già nel 1698, risultava incrinata e pericolante. Questa, ancora oggi in piedi nella sua massiccia architettura, è posta all'ingresso che immette nello spiazzo della Cattedrale e del palazzo vescovile. addossato all'Arciconfraternita per il lato est, il campanile è rivestito con blocchi di travertino e le balaustre, che lo cingono intorno, sono in tufo grigio. Tra il 1768 ed il 1806 si intrapresero ulteriori lavori al complesso che conferirono alla chiesa lo stile in cui noi oggi la vediamo. Fu in questi anni che la Cattedrale fu dotata dell'organo (1793) che tutt'ora possiamo ancora vedere, più altari laterali ed altri ornamenti. Successivi restauri e stratificazioni ha subito la cattedrale che però non hanno cambiato la planimetria e la struttura principale del progetto di Mons. Lunadoro, ma il sisma del 23 Novembre 1980, ripropose in termini tragici, la questione emergenza per la cattedrale ed opere annesse. molti di questi lavori, dopo oltre venti anni, sono stati ultimati e consegnati ed hanno riportato all'antico splendore la Cattedrale centro spirituale della nostra Diocesi.  

* Per gentile concessione del Vicario Generale della Diocesi Mons. Don Mario Vassalluzzo.

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