Il Castello del parco Fienga

Torre Pentagonale Duecentesca del Castello (Patrimonio dell'UNESCO)

Finestre bifore della "Sala dei Regnanti"

 

Il Castello

BREVI CENNI STORICI

Data la sua posizione e la sua mole esso è ben visibile da tutta la città, ed anche da città limitrofe, ci si arriva per un sentiero sul fianco della montagna, attraversando una fascia boschiva mediterranea, naturisticamente assai interessante, ci si immette sulla carrozzabile che porta alla vetta della collina e alle rovine del castello medievale, da cui si gode una bellissima vista sulla valle del Sarno, scorgendo fino il golfo di Napoli e l'imponente Vesuvio. Ricordato già prima del 1000 come uno dei capisaldi del principato longobardo di Salerno di fronte ai Bizantini di Napoli, mantenne a lungo l'originario carattere di fortezza, servendo anche contemporaneamente da residenza ai vari signori feudali a cominciare dai Filangieri in epoca Normanno - Sveva. Di questa fase traccia notevole, e pressoché unica, è la torre pentagonale duecentesca, dotata anche di finestre ogivali. Dagli Angioini il Castello fu ricompreso nel demanio regio, e utilizzato come carcere per Elena degli Angeli, vedova di Manfredi, che vi sarebbe morta e seppellita in un punto non identificato della collina. Dopo essere divenuto residenza regia, fu tenuto da Carlo Martello, l'amico di Dante, e dalla moglie Clemenza D'Asburgo. Secondo una tradizione molto antica, qui sarebbe anche nato il fratello maggiore di Carlo, San Ludovico di Tolosa. Intorno alla metà del '300 appartenne a Niccolò Acciaiuoli, il famoso finanziere fiorentino, che nel 1362 vi ospitò Giovanni Boccaccio. Tornato ai sovrani, nel 1385 subì un sanguinoso assedio da parte di Carlo di Durazzo, contro il Pontefice Urbano VI, lì rifugiato. Nei secoli successivi continuò ad essere la sede di Conti e poi Duchi di Nocera fin quando, ai primi del '600, i Carrafa non lo abbandonarono per trasferirsi nel nuovo palazzo ducale eretto ai piedi della collina dove ora sorge la Caserma Tofano. L'edificio andò via rovinando ed oggi restano solo poche strutture emergenti dal terreno e, nel sottosuolo, i sotterranei e le cucine. Ugualmente quasi scomparse sono le 3 cerchie di mura che sorgevano intorno alla collina e che nel '500 e nel '600 furono dai duchi utilizzate come recinzione per una ampia riserva di caccia. Sulle rovine dell'edificio alla metà dell'800 la famiglia Fienga, divenuta proprietaria della collina, fece costruire l'edificio che oggi corona la stessa, e che era fornito di bei giardini e ospitava una notevole collezione di reperti archeologici sia provenienti dall'antica Nocera che dal territorio di Pompei e Scafati. Dopo gli ultimi restauri, oggi il Castello è tornato quasi al suo antico splendore e ospita, durante tutto l'arco dell'anno, le più importanti manifestazioni e rassegne sia musicali che teatrali della città.

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