Terzo Capitolo - Il racconto del Grande Mosaico

Le due pareti frontali e la grande abside costituiscono il compendio di tutta la storia della salveza: dalla creazione alla fine della storia, nella parusia del Cristo Giudice:
Sul catino dell'abside: Creazione firmamento, sistema solare cui appartengono luna e terra. La mano con le tre dita protese, significa Dio Creatore: Uno e Trino.
Sulle due pareti laterali, quasi quinte d'un palcoscenico, cui fa capo l'abside: a destra, Adamo ed Eva scacciati dall'Eden dopo il peccato. Sopra di loro, in una raggera splende il monogramma di Cristo sulla corolla di un gigli: Dio prometta l'Immacolata Madre dl Redentore. E' il cosiddetto protovangelo, cioè il primo grande annuncio della redenzione futura che troviamo all'inizio della Bibbia.
A sinistra:Noè è nell'atto di accogliere la colomba che gli reca il ramoscello d'ulivo mentre, sull'orizzonte, si stende l'arcobaleno. L'arca è simbolo della chiesa, della Madonna, del battesimo.
L'Annunciazione: ai lati della sommità del grande arco l'Arcangelo Gabriele nell'impeto del volo, reca il divino messaggio; la Vergine Santa, inginocchiata, assorta in preghiera, lo accoglie.

L'Agnello Immolato sta al centro dell'abside nel nimbo di una grande aureola circolare, la quale fa pensare all'Ostia eucaristica. In essa stanno scritte le parole: Veritas et Vita. Dal fianco squarciato dell'Agnello, fluisce in continuazione sangue. Raccolto dal calice trabocca originando i sette Sacramenti raffigurati da sette fiumi scorrenti: da una parte fino alla Basilica di S. Pietro, dall'altra fino al Duomo di Milano.

Gli Apostoli, dodici, più Paolo e Barnaba, in tondi intrecciati tra festoni di foglie e fiori, formano una larga fascia che orna il sott'arco. Cristo ha voluto costruire la sua Chiesa sugli Apostoli cui affidò predicazione e sacramenti.
La Pentecoste nel centro del sottarco, forza travolgente e santificante sugli Apostoli e sulla Chiesa: alla mistica colomba librata in volo fanno corona sette grosse fiamme a significare i doni dello Spirito Santo. Altre fiammelle intercalate da raggi, sciamano fin sopra l'altare. Come lo Spirito Santo plasma in Maria l'umanità di Cristo, così ancora Lui opera il mutamento del pane e del vino nell'Eucaristia al momento della Consacrazione.

Gli Apostoli sono morti, ma la Chiesa continua nel tempo fino alla fine sotto la guida dei loro successori: il Papa ed i Vescovi cui incombe di guidare i fedeli a Cristo Salvatore. Sullo sfondo della basilica di S. Pietro il papa Paolo VI e sullo sfondo del duomo l'Arcivescovo card. Colombo, indirizzano dodici pecore, sei per parte, verso l'Agnello Immolato. La strada sono i Sacramenti che danno la capacità di arrivare. All'antico Israele suddiviso in dodici tribù succede la Chiesa, nuovo definitivo popolo di Dio, occidentale ed orientale fondata sugli apostoli.
N.B.: Paolo VI ha inaugurato la nostra chiesa, il card. Colombo l'ha consacrata.

Quello che la Madonna e S. Giuseppe furono per il Cristo storico lo sono per la Chiesa che è il Cristo mistico.
Sullo sfondo a sinistra, domina San Giuseppe con il grembiule da falegname ed un cespuglio di gigli ai piedi. In braccio tiene il Bambino Gesù benedicente il modellino dell chiesa che S. Giuseppe sorregge sull'altra mano. Da un lato stanno un meccanico in tuta, il pittore prof. Trento Longaretti, l'ingegnere, in ginocchio l'architetto mons. Enrico Villa; dall'altro lato tre donne ed in ginocchio una mamma con il figlio in fasce: S. Giuseppe, patrono della chiesa, è anche patrono dei lavoratori e della famiglia.
Sullo sfondo a destra dell'abside abbiamo la Madonna Immacolata come è apparsa a Lourdes, con le mani giunte e la corona del rosario.
Assieme a S. Bernardetta le si stringe attorno la comunità parrocchiale, rappresentata dalla famiglia: papà, mamma, bambino; dall'anziana, dalla suora, dal sacerdote, dal chierichetto.
La Madonna è in mezzo a noi: con noi e per noi prega. Come già gli Apostoli e il nucleo dei primi credenti, perseveranti nella preghiera, anche noi, con la Madonna, invochiamo una rinnovata Pentecoste. Questo, anche per ricordare che la costruzione della chiesa ha avuto inizio l'11.2.1958 anno centenario della storia di Lourdes.

Fatto conclusivo è il grandioso Cristo Giudice, seduto in trono. Il volto è incorniciato dalla prima e dell'ultima lettera dell'alfabeto greco a dire che Egli è il primo e l'ultimo, il principio e la fine di ogni cosa. Il libro aperto nella mano sinistra, reca le parole: Venite benedetti nel Regno del Padre mio, mentre l'altra mano è tesa nell'invito.
A Lui fanno corona otto Angeli, quattro per parte, ognuno con una striscia recante il gruppo al quale appartiene. Sappiamo dalla Bibbia e dalla liturgia che la suddivisione del mondo angelico in nove cori. Il nono gruppo rappresenta gli arcangeli, raffigurati in facciata e precisamente: Michele, di fianco alla pala della Madonna, vittorioso sul terribile dragone; Gabriele, in volo per il grande annuncio; Raffaele, con il bastone, in viaggio, di fianco alla pala di S. Giuseppe. Essi sono gli ambasciatori e i rivelatori dell'Onnipotenza di Dio. Come Michele, anche la Madonna canterà piena vittoria sul demonio; come Raffaele, fedele custode di Tobiolo nell'avventuroso viaggio, anche S. Giuseppe lo sarà per il Signore Gesù.

 

 

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