| Spigolando nel passato | |
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Presentazione ufficiale di “Montà e le sue chiese”
Sabato 3 febbraio, nel salone del Municipio ha avuto luogo la presentazione ufficiale di “Montà e le sue chiese” del nostro concittadino ing. G.Battista Visca, edito a cura del Comune di Montà e stampato da Comunecazione di Bra.
Nel salone gremito di pubblico erano presenti, oltre all’autore, S.E. mons. Sebastiano Dho, vescovo di Alba, l’assessore alla cultura della Provincia di Cuneo dott. Antonio Degiacomo, il prof. Baldassarre Molino, il prof. Walter Accigliaro, il sindaco di Montà dott. Domenico Almondo con il vicesindaco e assessore alla cultura Silvano Valsania, il parroco dell’Unità pastorale di Montà don Pino Donato.
Dopo mons. Dho, che nel suo intervento metteva in evidenza l’aspetto religioso della storia del nostro paese con le numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa che vi sono sbocciate, prendevano la parola il prof. Baldassarre Molino per sottolineare l’importanza della ricerca storica compiuta dall’autore e il prof. Walter Accigliaro per illustrare il patrimonio artistico custodito nei sacri edifici descritti nel libro. Interveniva infine l’ing. G.Battista Visca che si soffermava sulle varie parti del suo lavoro indicandone le linee guida.
Chiudeva la serata un delizioso rinfresco offerto dal Comune.
Come acquistare il libroIl libro, che consta di circa 250 pagine ed è arricchito di cartine topografiche e fotografie a colori, è in vendita al prezzo di 25.000 lire e può essere richiesto all’Ufficio parrocchiale o al Comune.
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Dal cap. 3.1 “Sui servizi del Municipio a supporto della Chiesa” “La consuetudine che regolava i rapporti tra il Sindaco e il Parroco aveva per oggetto una serie di prestazioni, che pesavano annualmente sul bilancio comunale. In un suo documento intitolato “Consuetudini 1920” l’ormai anziano parroco don Mosca elencava i seguenti contributi annuali che il Comune di Montà doveva versare alla parrocchia di S. Antonio Abate:
L’Amministrazione comunale copriva anche le spese di manutenzione dell’orologio pubblico e del campanile e contribuiva parzialmente per il restauro degli edifici di culto appartenenti alla “comunità”. Don Giberti precisava che in accordo a una disposizione del Diritto canonico (1186.20) e al Regolamento comunale (n. 136 del Conc. Reg. Piemontese) tutte le riparazioni della chiesa dovevano essere a carico del Comune. Il parroco interveniva, per quanto possibile, con i proventi delle elemosine e di altre offerte pubbliche”. |
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