Riflessioni

Fermati, uomo!

Viene spontaneo questo imperativo alla luce dell’ennesimo fatto, “mucca pazza”, che sta sconvolgendo l’opinione pubblica, così come viene altrettanto spontaneo chiedersi se è pazza la mucca o pazzo l’uomo.

La terra è la nostra abitazione, la nostra vita. L’esigenza di rispettare la natura è oggi sentita fortemente, ma sta di fatto che l’inquinamento ci sta avvelenando o meglio “ci stiamo ammazzando da soli”!

Ci riteniamo, a torto, i “padroni” delle cose e del tempo dimenticando il rispetto per la terra, per il ritmo naturale delle stagioni, presi dall’ansia frenetica del correre per avere sempre di più, scusandoci e perdonandoci se non abbiamo più il tempo per fermarci a riflettere.

Non ci accorgiamo che ci stiamo scavando la fossa, tant’è che siamo giunti al punto di non sapere più cosa mangiare!

L’unico obiettivo della nostra civiltà è ormai quello del profitto ad ogni costo e per raggiungerlo non si bada più a niente e nessuno. Forti del motto che ci martella: “si produce per consumare e si consuma per produrre”, siamo entrati in un circolo vizioso che non tiene più conto di come si produce, ma solamente di come fare per guadagnare di più spendendo di meno alla faccia della salute e dell’ambiente e perciò … di noi stessi.

Quanto ciò sia devastante per l’uomo non ci fa più caso nessuno, salvo poi piangerci addosso quando errati, sconsiderati o illegali modi di produrre o investire si risolvono in catastrofi: vedasi appunto “mucca pazza”.

È un problema di emergenza mondiale, dunque.

Infatti se ne parla… ma non si vede l’ombra di un progetto di misure concrete da adottare… Solo parole, poiché come sempre le “politiche del profitto” hanno la meglio e l’uomo tace, succube del vortice consumistico in cui è assorbito, ma di cui diventa complice nella speranza di poter comunque egoisticamente sopravvivere. Ma… i nostri figli e le generazioni che verranno?

Manca un’etica delle responsabilità individuale e sociale, che è stata immolata sull’altare del dio denaro ad ogni costo, anche a costo della nostra stessa vita.

Osservando le condizioni disastrate in cui abbiamo ridotto la terra è inevitabile rendersi conto che la natura si sta ribellando a tutti noi. Infatti essa sta innescando un effetto boomerang di cui non possiamo prevedere tutte le conseguenze, ma già alcune ci hanno toccato: aumento delle malattie da inquinamento, alluvioni, terremoti, ecc.

Ecco quindi il “fermati, uomo, prima che sia troppo tardi”!

È tempo di fermarsi per davvero prima di distruggere la terra che ci ospita e con essa tutti noi.

Abbiamo perduto la fede nella creazione della terra come opera di Dio consegnata a noi uomini perché la custodissimo con l’amore per la vita e per lasciarla migliore alle generazioni future.

Abbiamo dimenticato questa consegna primordiale, e, incuranti anche del comandamento “non ammazzare”, lo stiamo facendo insensatamente, etichettando le nostre colpe e responsabilità come catastrofi naturali.

No, la colpa non è della natura ma è nostra, solo nostra!

Tant’è che già Sofocle nel 400 circa a.C. diceva: “Molte sono le cose che fanno spavento, ma nessuna potrà mai essere più spaventevole dell’uomo”.

Sono passati 2400 anni ed è… proprio e ancora così?