OPERE
D’ARTE DENTRO LA CHIESA
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Molti gli oggetti artistici e di valore che custodisce il grandioso
Tempio. Grande e pregevole è il tabernacolo di legno intagliato e dorato, del
sec. XVIII, a tre piani sostenuti da colonnine corinzie. Nell’ordine inferiore
è collocata una statuetta raffigurante il Battista. Altre sono di Santi,
disposte nei vari lati, oggi mancanti perché spariti.
Nell’ordine medio: al centro è la statuetta dell’Immacolata. In
quello superiore vi sono gli angeli. Il ciborio è opera dello scultore
palermitano Nunzio Di Paulo che lo realizzò per incarico dell’allora Decano
del Capitolo, Don Paggino.
Sul primo altare, lato epistola, è collocata la statua lignea di Santa
Lucia, donata alla Chiesa nel 1630 dal Segretario del Card. Cosimo Torres,
pregevole opera di scuola siciliana. A sinistra, lato Vangelo, un’altra grande
statua in legno raffigurante San Castrense, Vescovo e Patrono di Monreale e
dell’Arcidiocesi. Essa veniva portata in processione l’11 febbraio, dopo
essere stata collocata sulla cima della facciata del Palazzo di Città.
Sulla parete del coro è stato collocato un grande dipinto ad olio su
tela, del sec. XVII, dello Stomer, raffigurante S. Domenico di Silos,
benedettino spagnolo, fra i pastori. Sulla parete di destra un altro grande
dipinto su tela, raffigurante la Sacra Famiglia (sec. XIX) circondata da S.
Filippo Neri, S. Ignazio di Lodola, S, Leoluca da Corleone e S. Bernardo da
Corleone. Autore e donatore dell’opera fu il Canonico Saverio Giordano. Dello
stesso Autore è l’altro grande dipinto su tela (sec. XIX) che raffigura S.
Rosalia.
Di pregevole fattura sono le quattro grandi tele collocate ai quattro
angoli della navata centrale, opera di Marco Benefial, allievo del Lamberti,
eseguite a Roma nel 1722 a spese del Card. Francesco Giudice. I temi biblici
raffigurati nelle tele sono: la Deposizione dalla Croce, la Risurrezione,
l’Apparizione a Maria di Magdala e l’Ascensione.
Molto bene espressi sono i movimenti dei vari personaggi e gli ampi
panneggi delle loro vesti. Pacati i colori e bene indicata la luce di ogni
quadro, come in quello dell’Apparizione alla Maddalena in cui la luce proviene
dal Sepolcro di Cristo.
Il presbiterio ospita il grande coro ligneo a due piani in noce
intagliato del sec. XVIII. Esso è composto da 36 stalli con spalliere più
quello del Decano del Capitolo. Oggi nelle grandi celebrazioni liturgiche funge
anche da soglio episcopale dopo la rimozione nel 1968 di quello in marmo che era
collocato accanto all’altare maggiore, lato Vangelo.
L’altare maggiore, del sec. XIX, costruito dalla ditta Geraci, è di
marmo bianco siciliano, sostenuto da sei colonnine di marmo in porfido.
Grandiose sono le due colonne con capitelli corinzi, che sorreggono il
timpano, in stile neoclassico, che incornicia il cappellone dove viene custodita
l’immagine del SS. Crocifisso.
Il pavimento è arricchito da otto lapidi di valore storico ed artistico,
in marmo bianco intarsiato con marmi policromi, che chiudono l’ingresso alle
gallerie sottostanti la Chiesa.
La volta della navata centrale è dell’800 fatta realizzare dal Canonico Gentile.
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