Il profeta Aggeo

 

Il nome Aggeo proviene dall’ebraico e significa “solenne”. Aggeo visse durante il regno persiano, cioé, dopo l’editto di Ciro (538 a.C.) che permise ai progionieri ebrei di ritornare da Babilonia in patria. Alcuni studiosi sostengono che Aggeo, coetaneo del principe Zorobabele e del sacerdote Joshua, ha partecipato all’esecuzione dell’editto.

Il messaggio del profeta è orientato all’ottimismo, proprio come il significato del suo nome (festivo) e all’incoraggiamento per la ricostruzione del tempio, vero segno della festa del popolo d’Israele.

Il testo che va sotto il suo nome può essere diviso in 4 parti o messaggi:

- col primo messaggio Aggeo rimprovera i suoi concittadini per la loro inerzia; essi infatti non si curavano di rifabbricare il tempio;

col secondo messaggio il profeta conforta gli animi degli ebrei attraverso un vaticinio. Egli, infatti, annuncia che il nuovo tempio doveva essere superiore per la vera gloria;

- col terzo messaggio Aggeo rimprovera nuovamente gli ebrei e gli promette successivamente la benedizione di Jahvé per i lavori felicemente intrapresi;

- il quarto messaggio contiene la promessa della benedizione del Signore per la cura impiegata per la costruzione del tempio.