I nostri confini parrocchiali racchiudono un territorio urbano che in questi ultimi anni è stato soggetto ad una notevole trasformazione sociale ed economica. Il carattere popolare del quartiere, il suo tessuto residenziale e le attività artigiane, segni di preesistenze culturali, sociali e abitative radicate nel tempo, hanno subito, e subiscono tutt’ora, una progressiva evoluzione per fare spazio a nuovi ruoli ed a nuove presenze. Si tratta di realtà quasi tutte di taglio commerciale, sia con caratteristiche culturali o pseudo tali (negozi di antiquariato, studi di pittori) sia con caratteristiche ricreativo / folcroristiche (birrerie, pub, ristoranti tipici), realtà ispirate spesso alla vecchia Milano dei Navigli. Queste attività sono vive e operative nelle ore serali e notturne e sono caratterizzate da una forte componente giovanile. Dal punto di vista residenziale, intorno ai primitivi nuclei delle case di ringhiera e delle case popolari sono nate, specialmente dagli anni ‘60, nuove strutture abitative (molte a gestione condominiale). Anche in questi ultimi mesi stanno sorgendo nuove costruzioni (in via Argelati e in via Magolfa) in parte con destinazione abitativa medio-alta in parte con destinazione artigianale e uffici. Si sta muovendo anche l’area dell’ex Sieroterapico Milanese di via Segantini e dintorni dove sono in corso ristrutturazioni agli edifici già esistenti per un riuso a carattere quasi tutto terziario.

In questo contesto il tessuto umano del quartiere si può fotografare nel modo di seguito esposto, tenendo presente che attualmente gravitano sul territorio parrocchiale circa 10.500 abitanti (nel 1996 erano oltre 11.000) con circa 5.500 nuclei familiari (nel 1996 erano 5.862). Dicevamo delle caratteristiche della popolazione attualmente esistente nel territorio parrocchiale: la presenza dei vecchi nuclei familiari, anche per motivi anagrafici, è ridotta ormai al 30 - 40 % del totale; si tratta di famiglie spesso costituite da un’unica persona anziana, famiglie sopravissute alle trasformazioni strutturali delle vecchie abitazioni ed alle speculazioni del mercato abitativo e costrette ora a relazioni di vicinato inusuali. Altri vecchi soggetti o famiglie, residenti fino a pochi anni fa in case private di ringhiera e non, sono stati costretti da “rampanti” e speculative vendite frazionate ad un esodo in periferia in case popolari dell’ALER o in altri alloggi privati, sempre ai margini o in aree deboli della città. Esigui sono i casi di famiglie che hanno abbandonato l’alloggio sociale o l’alloggio privato in affitto per accedere alla proprietà. La popolazione immigrata costituisce oggi nel nostro territorio parrocchiale quasi il 60% degli abitanti; e circa il 5% è rappresentato da presenze straniere extracomunitarie portatrici di propri costumi e di proprie fedi religiose, in gran parte di religione islamica.

 

Tratto dal “Progetto Pastorale Parrocchiale”