|
|
|
S. Nicolò: nascita di una Parrocchia Villa di Villa, una delle maggiori frazioni del Comune di Mel (BL), ha origini molto antiche. Nel corso dei secoli le sue vicende furono strettamente legate a quelle di Tiago, borgata ancor più ricca di storia, e soprattutto al vicino castello di Zumelle. Da un punto di vista ecclesiastico Villa di Villa e Tiago, rispettivamente curazia e cappellania, prima del 1634 afferirono alla parrocchia di Lentiai. Non è stato possibile desumere la data precisa e la ragione di tale aggregazione, ma è certo che per gli abitanti dei due paesi non fosse così agevole nei secoli scorsi percorrere gli oltre cinque chilometri e raggiungere la chiesa di Santa Maria Assunta di Lentiai per assistere alle funzioni religiose. Nel corso del XVI secolo le difficoltà indussero più volte i parrochiani, sotto la guida del reverendo don Giovanni Vittore Barbuio, ad appellarsi al Vescovo per ottenere la separazione da Lentiai; questa fu a lungo negata dal parroco di Lentiai e dai conti di Cesana. Solo il 15 novembre 1633 il Vescovo Marc’Antonio Bragadino, con approvazione del doge veneziano Francesco Erizzo, decretò:
Il Vescovo concesse inoltre alla popolazione il privilegio di potersi scegliere un parroco, proposto dalla curia. Non si trattava di una particolare elargizione, quanto di un riconoscimento alla generosità dei fedeli: autotassandosi con una serie di livelli insistenti sui loro stessi terreni, questi avevano infatti dato vita a un beneficio parrocchiale di consistenza ragguardevole. Il decreto imponeva anche
che tutti gli uomini, maschi e femmine, siano obbligati ad andare in processione con il curato, due volte l’anno, a Lentiai, per fare un’offerta di due zecchini all’anno al reverendissimo pievano…
Non pago, il parroco di Lentiai pretese di raddoppiare il tributo aureo e il versamento di un bozzetto di frumento da parte di ogni famiglia. La popolazione, circa mille anime, si ribellò e per un certo periodo fu persino privata delle celebrazioni liturgiche e della somministrazione dei sacramenti. Solo nel 1637 accettò di recarsi ogni anno a Lentiai in processione coi quattro zecchini d’oro: due il dì dell’Assunta e due l’ultima domenica di ottobre. La diatriba si trascinò sino al 1646, quando il Vescovo, Sebastiano Pisani, tornò a fissare il censo in due zecchini. Per 230 anni i fedeli, con in testa il parroco e i gonfaloni delle confraternite, portarono a Lentiai il tributo in un bacile d’argento. Nel 1876 si arrivò all’epilogo: dopo l’ennesimo rifiuto degli abitanti di versare il censo, si raggiunse l’accordo di istituire un capitale, la cui rendita spettasse al solo parroco di Lentiai. Villa di Villa era finalmente una parrocchia affrancata, come ricorda una lapide visibile ancor oggi nella navata sinistra. ________________________________________________ Bibliografia: - S. Francescon e N. Sartori, Mel. Storia e leggende, arte e usanze, tip. Piave, Belluno 1991. - P. Brunello, Mel nel Settecento, aspetti sociali e movimento demografico nella parrocchia di Santa Maria Annunziata, ed. Castaldi, Feltre (BL) 1991. - AA. VV., Belluno, viaggio intorno a una provincia, ed. Pilotto, Feltre (BL) 1989. |