Il principio di sussidiarietà.
Il principio di sussidiarietà rappresenta un capitolo molto importante della dottrina sociale della Chiesa: già a partire dall'enciclica "Quadragesimo anno" di Pio XI nel 1931; e poi ancora nel "Centesimus annus" l'attuale pontefice scriveva:
"deve essere rispettato il principio di sussidiarietà: una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità ed aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune". Tale principio verte sulla persona umana: ad essa va riconosciuta la più ampia possibilità di esplicarsi, e di conseguenza, di assumersi ogni
responsabilità nei confronti delle decisioni che la toccano più da vicino. il principio di sussidiarietà non opera più da solo, ma in sinergia con quello di solidarietà.
In questa breve analisi tratteremo prima la nozione del principio per poi delinearne il meccanismo di azione.
1. Nozioni fondamentali
Il il principio di sussidiarietà consiste essenzialmente in una norma che mira a disciplinare una serie di rapporti che si intrecciano tra loro e che, proprio per questo, necessitano di una regola che li ordini gerarchicamente e istituisca la priorità dell'uno sull'altro. Vi è innanzitutto il rapporto tra un bisogno ed un soggetto cui imputare questo bisogno (occorre anche considerare che l'ordinamento ritenga che questo bisogno si meritevole di tutela per poterne conseguenzialmente configurare un vero e proprio interesse giuridico. Bene, distinguiamo ora i soggetti in gioco: essi sono: il soggetto titolare del bisogno, il soggetto responsabile del suo soddisfacimento e il soggetto incaricato di provvedere direttamente. Si pensi ad es. al problema della malattia di una bambino: questi è il titolare del bisogno di salute, il genitore è il responsabile sul quale poggia l'obbligo di farsene carico e il medico è l'incaricato di agire medicalmente.
In relazione a un medesimo bisogno si possono individuare più titolarità: la titolarità del bisogno in quanto tale, la titolarità dell'obbligo di provvedere adeguatamente alla soddisfazione del bisogno, la titolarità dell'idoneità di fatto o di diritto a intervenire direttamente. Questi rapporti li abbiamo identificati a partire dal bisogno, ma il fondamento della relazione non poggia tanto sul bisogno quanto sull'altro soggetto: ossia il padre del bambino è responsabile a provvedere non tanto per la sua relazione con la situazione di malattia del bambino, ma in quanto quel bambino è suo figlio; così pure il medico che deve curare il bambino, è stato precedentemente investito del compito in questione. Perciò risulta riduttiva un'impostazione di separazione tra sussidiarietà verticale e orizzontale (indicando con la prima, quella che si riferisce alla ripartizione di competenze tra lo stato e gli enti locali, regioni, province e comuni, e con la seconda, quella che si applica nei rapporti tra lo stato e la società civile) perchè non tiene conto dei rapporti tra soggetti.
2. Il meccanismo
il principio di sussidiarietà assume la forma di un meccanismo che identifica soggetti, titolarità e competenze e stabilisce priorità d'intervento. L'impostazione tradizionale è procedurale: alcuni soggetti sono chiamati in causa per primi e poi a certe condizioni verrà chiamato in causa un secondo soggetto e poi, eventualmente un terzo. Ebbene proviamo a immaginare, non uno schema lineare di intervento, ma tridimensionale: esiste un fulcro comprensivo di soggetto interessato direttamente e corrispondente alla problematica sociale, intorno al quale ruotano altri soggetti variamente rapportati. Una specie di sistema solare con tanto di sole, pianeti e satelliti. In genere la priorità è data ai livelli più bassi della scala sociale, all'individuo sulla collettività, al cittadino sulle pubbliche istituzioni. Abbandoniamo dunque un'impostazione che preveda unicamente una gerarchia di soggetti e ricostruiamo il sistema a partire da un centro (realtà dotata di senso e in sè sufficientemente completa, in modo da avere in sè il carattere della partecipazione alla situazione dell'altro e il carattere della corresponsabilità). Or bene, di fronte a un determinato problema il primo soggetto a doversi attivare sarà quello appunto responsabile, e secondo l'impostazione tradizionale, vi sarà alle sue spalle un secondo, pronto a intervenire nel caso in cui il primo risulti insufficiente. Se l'impostazione è invece tridimensionale il secondo soggetto non tarda ad apparire sulla scena, solamente nella seconda fase, ma deve considerarsi già presente e con un suo ruolo nella prima fase; come pure il primo soggetto non sparisce dalla scena quando si passa al secondo quadro. In altre parole, riteniamo che un completo, corretto e coerente il principio di sussidiarietà debba prevedere per ogni fase i differenti ruoli dei differenti soggetti. Ma ci chiediamo cosa determina il mutamento dei ruoli. Poichè il il principio di sussidiarietà trova sua espressione nel rendere operativo il subsidium, il problema diventa allora "quando e a quali condizioni" debba subentrare tale aiuto. I criteri avanzati sono i più diversi, ma in genere si rifanno alla adeguatezza ed efficienza del'intervento. Vi possono essere da parte di alcuni soggetti tenuti a intervenire delle inadempienze colpevoli e a queste dovranno fare seguito delle sanzioni, necessarie, insieme a controlli e verifiche a proteggere l'interesse in gioco. Alcune osservazioni conclusive il principio di sussidiarietà orizzontale non può ridursi al rapporto pubblico-privato: non possono essere messi sullo stesso piano il cittadino singolo, un'associaizone culturale e un'impresa che opera sul mercato. In genere è bene tenere distinti i due aspetti (quello verticale e quello orizzontale) ma è altrettanto evidente che essi sono interdipendenti. Inoltre risulta estremamente rilevante il problema delle risorse fiscali di cui dev'essere necessariamente fornito il sistema per poter funzionare: la fiscalità statale e locale dovrà ripensarsi a partire dal principio di sussidiarietà. Ancora, poichè ogni settore della vita sociale attinge la vita della persona umana con modalità più o meno penetranti, il il principio di sussidiarietà deve altresì applicarsi senza escludere a priori nessun ambito. E dare applicazione ed attuazione ad un principio così complesso vale la pena provarci seriamente perché da esso dipende gran parte della vita democratica di un Paese!
s.C.