La Chiesa di Lariano

 

Alla già tanto bella piazza di S. Eurosia, che da una parte sembra risalire i monti e dall'altra discendere tra i boschi e i vigneti fin giù verso il mare, la chiesa, che vi sorge nuova da un lato, vi aggiunge un'altra nota di armonia e un tocco di graziosità tutto particolare.

Foto della Parrocchia vista dalla via Ariana


È una costruzione, che raggiunge le giuste proporzioni nella sobrietà delle sue linee e ricca di movimenti nei vari spazi delle pareti esterne e dei tetti, posti in ripiani diversi, che si sovrappongono orizzontali e verticali.
La facciata si apre in basso col piccolo portico; è il nartece delle chiese paleocristiane, dove sostavano i penitenti; è qui l'atrio che, dai rumori e la vita profana della piazza, per tre grandi archi nella parte davanti e due passaggi a forma di rettangoli ai lati, immette nella chiesa.
Al di sopra dei tre archi, incurvati a tutto sesto in cima ai rispettivi pilastri, continua la facciata, dove sotto il frontone si aprono, a guisa di finestre, altri sette archi che in dimensioni più piccole, ripetono la forma sottile e snella degli altri.
Il senso dello slancio verso l'alto viene dato dall'altezza dei pilastri e dei pilastrini, maggiore alle proporzioni degli archi, i quali spezzano la continuità del piano, che con questi sembra quasi scattare verso il timpano, dove si apre l'òculo come un piccolo rosone vuoto.
Lo sfondo bianco del portico con la zoccolatura in peperino, il rivestimento in mattoni con bordi e fasce in rilievo, ugualmente in mattoni, e così le due piccole pareti laterali più indietro, danno alla facciata, da dove sporgono i davanzali di travertino bianco delle finestre ad archi, una certa diversità di colori, dì luci e di ombre, che la ravvivano, spezzando, con rotture equilibrate, la monotonia del marrone chiaro della cortina di rivestimento.
Le dimensioni vengono ancor più ingrandite dall'affiancato prospetto della casa parrocchiale, tanto che la costruzione dei due edifici acquista, nell'unità, una profondità laterale, che fa apparire la chiesa nell'atto di proiettarsi in avanti nel gioco, anche qui, delle luci e delle ombre delle pareti, che si susseguono ad angoli.
Il vuoto del giardino al lato della casa e quello della piazza, nell'altra parte, isolano bellamente tutto l'intero fabbricato, dando maggior risalto alle linee e agli archi della facciata, i cui elementi architettonici continuano fino a fondersi con quelli della casa, mentre il tutto si staglia nell'azzurro del cielo tra il verde degli alberi.
All'unica porta della facciata è unita la bussola d'ingresso, composta da grandi vetrate, disegnate ad intagli, con figure: volti degli Apostoli, simboli e l'immagine di Gesù nell'ultima Cena.

Porta in bronzo della Parrocchia: opera dello scultore G.Jagnocco (Foto D'Abbruzzi)

La chiesa nell'interno si presenta con una successione di tre diverse costruzioni; le navate, il transetto e l'abside, che ripetono la forma della croce latina, i cui bracci laterali sono però la continuazione delle due piccole navate laterali, delle quali, tre
esili pilastri per ogni lato, terminanti in alto a forma di "L" capovolta, sorreggono il soffitto. Sui detti pilastri s'innalzano pure le due pareti laterali della navata centrale, dove stanno, per ogni parte, quattro finestre, con triplice apertura ciascuna, adorne di graziose vetrate colorate, che danno all'interno una chiara e mistica luce.
Le due pareti continuano al di sopra delle finestre, andando a sorreggere il soffitto, tutto in legno. Vi s'innestano perciò le tre capriate della travatura, che poggiano su beccatelli, o mensole, ugualmente di legno, stretti questi a quelle con grappe di ferro.
Il soffitto, in due colori diversi: marrone scuro le capriate e i listelli, più chiaro il tavolato, segna sulle pareti bianche una linea di termine, dalla quale prosegue il volume dello spazio interno, al di sopra spiovente, che raggiunge il massimo dell'altezza nel mezzo della navata centrale.
La prima parte della chiesa termina con due grandi pilastri, sui quali insistono oltre all'arco trionfale, che si sviluppa tra la navata principale e il transetto, anche i due archi più piccoli, aperti sulle navate laterali.
Un altro grande arco, ugualmente a tutto sesto, doppio, apre l'abside, la quale prosegue con la parete, che s'incurva in dentro, illuminata da due piccole finestre, con vetrate, raffiguranti in una S. Eurosia e nell'altra S. Giovanni Leonardi, fondatore dei Religiosi della Madre di Dio, che officiano la parrocchia. Nel mezzo c'è il quadro della Madonna dal titolo di "S. Maria Intemerata", a cui è dedicata la chiesa; esso è delimitato da uno sfondo di marmo bianco, che scende, allargandosi, a formare la zoccolatura dell'intera abside.
Il catino è ricoperto ugualmente, come tutto il soffitto, con travatura in vista di legno, che si raccorda con forma semisferica verso il punto medio della parete d'imposta, centralizzando così ancor più lo sfondo di tutta la chiesa, dove si trovano il tabernacolo, l'immagine della Madonna e l'altare.

Vetrata della Chiesa di Lariano


La zoccolatura marmorea dell'abside, che s'innalza verso il centro, è delimitata da una stretta fascia, a modo di bordo, di marmo marrone, che fa apparire tutto questo rivestimento come un manto, che scende dall'alto a racchiudere in sé il quadro, il tabernacolo e l'altare, in cui, nei due ultimi, i marmi colorati e le belle forme danno un'avvenenza sobria, che piace senza distrarre.
Dal soffitto scendono otto grandi lampadari artistici, che riempiono il vuoto, lasciando tuttavia spazio nel centro e in alto, quasi per dare adito agli animi dei fedeli, che, avvolti nella luce devota che piove dalle vetrate, si sentono rapiti verso il cielo.
Sopra l'ingresso principale si aprono altre cinque finestre continue, come fossero una, con l'immagine dell'apostolo S. Andrea in quella centrale; così, nella stessa guisa, se ne aprono tre per ogni parte, sulle pareti esterne del transetto.
A proposito delle dette artistiche vetrate, ricordiamo che esse vennero inaugurate il 5 novembre 1978.
Il prof. Luciano Vinardi, che le ideò e con grande perizia le realizzò, così ne scrisse: "Il criterio compositivo adottato, per tutte le vetrate della Chiesa, è quello di esprimere un unico soggetto su tre finestre, come su tre pannelli di una stessa vetrata. Questo per dare respiro ed accrescere la dinamica della composizione".
Il tema che le vetrate illustrano è quello dell'Alleanza di Dio con gli uomini; e vi si possono vedere l'immagine dell'arcobaleno e quelle del sacrificio di Isacco, del Decalogo, del Tempio, dell'Annunciazione, di Cristo con la Samaritana, della Eucarestia, della morte e Risurrezione, dello Spirito sulla Chiesa, dell'Angelo, alfa e omega, re dell'universo.
"1 dieci trittici -è ancora il prof. Vinardi che scrive - sono risolti con la tecnica del vetro resina. I cristalli "dalles" dallo spessore di cm. 2, con impiego di colori al selenio, sono lavorati a spacco e scalpellati per accrescerne la vibrazione luminosa. La preziosità della lavorazione dell'opera e stata particolarmente curata nei tagli, che sono stati concepiti in funzione del colore, della dinamica del procedere della composizione".

Ritornando ad ammirare la chiesa al di fuori, si vede bella da ogni parte. Qualche anno fa non era così: l'edificio scolastico, dove tanti larianesi hanno imparato a leggere e a scrivere, la copriva totalmente.
Il 6 luglio 1981 questo vecchio locale della scuola è stato abbattuto.
La chiesa, rimasta libera da quell'ingombro, è venuta ad essere, con il nuovo Comune e il Monumento ai Caduti vicino, l'ornamento più bello della piazza, che ne è risultata più spaziosa ed aperta ai monti e al mare.

I nuovi Confessionali


Da diverso tempo si sentiva la necessità di obbedire alle direttive della Chiesa in relazione al luogo del sacramento della Riconciliazione. I precedenti confessionali non erano in sintonia con i dettami della liturgia. Il progetto fu richiesto più di tre anni fa alla Archei.Domus, che già aveva lavorato in Chiesa progettando diverse cose tra cui il portone d'ingresso, le vetrate. L'architetto Franco Zurlo ha progettato e diretto i lavori.
Si sta pensando alla ristrutturazione della zona presbiterale e all'adeguamento delle statue dei Santi presenti lungo la navata della Chiesa.