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S. Giovanni Nepomuceno
La tela dipinta a olio anch’essa recentemente
restaurata raffigura S. Giovanni Nepomuceno, Boemo di Pomuk vissuto tra il
1340 e il 1393, quando fu fatto affogare nella Moldava per ordine di
Venceslao IV. Fu canonizzato il 1729 perché una tradizione, poi rivelatasi
non autentica, lo riteneva martire per non aver voluto rivelare al re i
peccati della moglie saputi in confessione. Nel cartiglio infatti v’è la
scritta “ Pro sigillo confessionis “. Oggi nei paesi nordici è spesso
invocato contro le inondazioni e collocato all’inizio dei ponti.
Il formato della tela: 130x 100 la caratterizza come destinata ad un
oratorio privato e infatti dietro reca la data 1753 e il nome del
proprietario che la benedisse Can.co Manuty forse canonico penitenziere
della Cattedrale. La tela non è firmata ma la data coincide con quella di
una tela detta della Madonna della Vita : Madonna in trono, S. Emidio e S.
Agata che si conserva nella Parrocchiale di S. Pietro vicina al Palazzo
dello stesso.
La somiglianza coloristica e degli stilemi ( volti adolescenti dei Santi…)
è tale che non lascia dubbio per una possibile attribuzione allo stesso
pittore Matteo Panaria o Pannerio.
Originario di Palermo lavora nel XVIII secolo, soprattutto a Roma. A Jesi
vi giunge per la mediazione del Vescovo Fonseca ed è presente con altre
due tele anche a S. Maria di Monsano.
La sua è una pittura elegante nella forma se pur superficiale nella
devozione. Assume le soluzioni del Maratta e le gira in forme più agili ma
con cromatismi più languidi e sentimentali.
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