Carissimi fratelli e sorelle
Gioia e fiducia
I - Mentre la normale cadenza quinquennale, secondo un'antica tradizione sempre attuale, degli incontri speciali unitariamente programmati dal vescovo con l'intero popolo affidato alle sue cure nell'articolazione delle parrocchie, realtà e altre istituzioni locali, sollecita i miei pensieri e i miei passi verso voi tutti là dove vivete e testimoniate la vostra fede, mi sento animato da profonda gioia e forte speranza suscitate e alimentate dallo Spirito del Signore, unico Buon Pastore del Suo gregge.
Non dimentico certo le gravi e diffuse difficoltà che soffre oggi la Chiesa per mantenere integra la fede pasquale e diffonderla attraverso l'annuncio evangelico da incarnare con testimonianza pertinente nell'odierno mondo secolarizzato, estraneo e in continuo cambiamento; e non posso ignorare le peculiari carenze o i ritardi di cultura e di prassi delle nostre comunità nella regione e nella diocesi. Ma vivendo ormai da decenni insieme a voi presbiteri, consacrati e fedeli laici, e avendo condiviso il percorso di rinnovamento ecclesiale promosso dal Concilio Vaticano II, proseguito costantemente dai pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, assunto e tradotto a livello diocesano (Sinodo) e regionale (Concilio Plenario) al di là dei limiti umani e delle deludenti iniziative pur generose, ho accolto come sorprendente dono di incoraggiamento apostolico l'eco fedele delle parole rivolte da Gesù a Pietro e riproposte dal S. Padre nella recente Lettera Apostolica sul nuovo millennio a tutti noi: "Duc in altum"! (lc 3, 4), riprendete il largo per la pesca!
Come non sentirsi rianimati e rilanciati nella formidabile e mai compiuta missione della Chiesa di gettare le reti evangeliche nel vasto e agitato mare del mondo?
Dopo l'esperienza positiva e promettente del Grande Giubileo, preparato da un triennio di programmazione catechistica, liturgica e missionaria universale e locale era prevedibile e temuta una caduta dell'impegno pastorale, ma il pronto, sostanzioso, articolato e ineludibile intervento del Santo Padre ci ha subito stupiti e decisamente orientati a ripartire da Cristo senza indugi per vivere e comunicare il Suo Vangelo.
Gli orientamenti CEI per le Chiese in Italia traducono felicemente per il prossimo decennio le indicazioni generali ma precise del Santo Padre ed offrono anche esse motivo di gioia e fiduciosa speranza a noi tutti in questa vigilia della mia quarta Visita pastorale alla Chiesa turritana.
Per me si aggiunge un'ulteriore conferma alla dedizione ministeriale dal tema dell'imminente Sinodo episcopale al quale è interessato l'intero popolo di Dio: "Il Vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo".
Il programma di sempre
II - Senza altri preamboli o complementari introduzioni peraltro ampiamente condensate dalla Traccia di riflessione da premettere alla Visita data alle parrocchie, mi preme ribadire che il nostro cammino ecclesiale di comunione missionaria più volte focalizzato dopo il Vaticano II non può interrompersi né modificarsi nella sostanza ma deve piuttosto continuare con rinnovato slancio e coerente fedeltà alla "bussola del Concilio", cioè - come sintetizza efficacemente il Papa - "al programma di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in Lui la vita trinitaria e trasformare con Lui la storia sino al suo compimento nella Gerusalemme celeste...Questo programma di sempre è il nostro per il terzo millennio... da tradurre nella pastorale ordinaria di ogni comunità" (N.M.I., n. 29).
Di questo fondamentale e aggiornato progetto di lavoro su cui incentrare la nostra consapevole e comunitaria adesione alla Parola, alla grazia sacramentale e al precetto della carità di Cristo Signore oggi noi terremo conto come famiglia turritana visitata prossimamente dal suo Pastore. E poiché questo ministero episcopale si colloca all'inizio del primo decennio del secolo, opportunamente costituirà nella nostra diocesi quel "preludio" all'evento del Congresso Eucaristico (15 - 22 Giugno 2003) che favorisca largamente il coinvolgimento delle nostre comunità nei propositi espressi dalla Lettera N.M.I. e dagli Orientamenti pastorali dei Vescovi italiani (cfr. Documento CEI, Appendice ultimo capoverso).
Centralità dell'Eucaristia
III - A riguardo della polarizzazione catechistica, liturgica e vitale che emergerà nella Visita pastorale sul Mistero Eucaristico, fonte e culmine della vita e dell'attività ecclesiale (S.C., n.10), tenendo conto del suo valore primario e permanente sia per la formazione come per l'apostolato dei fedeli, nessun equivoco di significato strumentale (l'organizzazione del Congresso sarà a parte) potrà sorgere mentre in realtà lo svolgimento della Visita del Vescovo costituirà una preziosa premessa alla corale preparazione dello stesso Congresso Eucaristico.
Nell'armonica e interdipendente visione unitaria del programma della Visita e degli Orientamenti pastorali dovranno essere privilegiati con attenzione evidenziata i due ambiti della famiglia e dei giovani insieme all'impegno di formazione e valorizzazione del laicato secondo un'esigenza da tempo avvertita e non ancora abbastanza accolta nella concreta esperienza delle nostre comunità neppure per quanto riguarda l'Azione Cattolica (cfr. Documento CEI, nn. 51 e 52; 54 e 61).
Precipue tematiche della Visita
IV - Alla luce di quanto è stato detto finora desidero almeno accennare agli esenziali temi specifici che saranno focalizzati nella prossima Visita, senza ovviamente nulla togliere o trascurare delle tradizionali e tuttora utili modalità legate a questo straordinario ministero del Vescovo nella sua diocesi.
- Sono tre istanze strettamente collegate -
1. Vogliamo ripartire da Cristo: Parola di Verità e di Vita da ascoltare con fede; Volto da contemplare con stupore grato anche riflesso sulla Chiesa, sacramento di Cristo; Modello da imitare nell'itinerario universale e personale della santità (Se uno vuol venire dietro di me...prenda la sua croce", Mt 16, 24) rivivendo l'emblematica esperienza dei discepoli di Emmaus (Lc 24).
2. Vogliamo ripartire da Cristo, riscoprendo e meglio vivendo l'Eucaristia, perenne, unico Memoriale della Sua Pasqua (cfr. I Co 11, 23-25), sacramento dei sacramenti, cuore della vita della Chiesa e dei cristiani, da celebrare e condividere con vera partecipazione soprattutto nel Giorno del Signore, Pasqua settimanale. Essa è l'insostituibile fonte di fede, speranza e carità nella comunione con Gesù Cristo e tra di noi, per la salvezza del mondo (cfr. Eucharisticum Mysterium di Paolo VI - Dies Domini di Giovanni Paolo II).
3. Vogliamo ripartire da Cristo che abbiamo conosciuto dall'ascolto della Sua Parola e contemplato nell'esperienza del Suo mistero celebrato nella liturgia, specialmente nell'Eucaristia, per annunziare con instancabile iniziativa e coerente testimonianza il Suo Vangelo di salvezza al mondo che cambia ma ha bisogno della Sua Verità che dà senso all'uomo e alla storia, mediante l'"inculturazione" della fede, e una nuova "fantasia della carità" perché da tutti sia conosciuto e accolto nella "libertà liberata" (S. Agostino) il disegno del Padre di fare di Cristo il cuore del mondo (antifona del Cantico Ef 1, 3-10 nella Liturgia delle Ore).
Calendario generale della Visita
V - Il calendario particolare della Visita nelle sue fasi successive sarà definito d'intesa con i parroci interessati. Basta ora per l'ovvia utilità comune darne un'indicazione generale.
L'itinerario della quarta Visita pastorale inizierà dalla culla e matrice storica della Chiesa turritana che è la Basilica-parrocchia dei SS. Gavino, Proto e Gianuario a Porto Torres il prossimo 25 ottobre, solennità dei nostri Patroni martiri.
Ripartire da Cristo comporta necessariamente anche recuperare le radici della nostra prima evangelizzazione e incorporazione al Signore che è il Capo della Chiesa universale e particolare. Seguiranno le parrocchie della zona del Golfo che durante l'Avvento completeranno la prima tappa della Visita.
Dopo l'Epifania e sino alla Quaresima compresa la Visita raggiungerà le diverse parrocchie della zona di Ploaghe che ne sarà la seconda tappa nel 2002.
La terza e la quarta tappa della Visita interesseranno le parrocchie urbane di Monterosello - Latte Dolce e di Cappuccini-Monserrato occupando i tre mesi da aprile a giugno.
Dopo l'estate la quinta tappa si svolgerà nelle comunità del Meilogu - S. Pietro di Sorres tra settembre e novembre.
La sesta e ultima tappa della Visita è riservata al Centro urbano per concludersi nella cattedrale di S. Nicola la solennità dell'Epifania del 2003. Dal tempio cuore della diocesi deve giungere in quel giorno significativo un forte richiamo alla nostra Chiesa particolare come scuola di comunione, quale ce la presentano il Santo Padre (N.M.I., nn. 43-45) e i Vescovi italiani (Doc. CEI, nn. 63-65) per poter essere Chiesa missionaria e vivaio fiorente di vocazioni ministeriali e di speciale consacrazione, esemplato dal Seminario diocesano.
E' un calendario - come si vede - non solo funzionale alla distribuzione dei tempi opportuni ma di richiamo ai valori storico-culturali della nostra Chiesa diocesana.
Resteranno dedicati alla preparazione immediata del Congresso Eucaristico i mesi da gennaio a giugno del 2003 per sé sufficienti dopo l'esperienza della Visita a coinvolgere le parrocchie e le zone in forma di convergente partecipazione all'evento congressuale.
Sono certo che accoglierete il mio caldo invito ad accompagnare con costante preghiera e ogni possibile collaborazione lo svolgimento di questo lungo e faticoso itinerario della Visita. A noi spetta seminare e coltivare ma chi dà l'incremento è solo il Signore (San Paolo). E sarà sempre doveroso riconoscere "dopo aver fatto quanto dovevamo che siamo servi inutili" (Lc 17, 10), dei quali però il Signore non ha voluto fare a meno.
Conclusione
VI - Miei cari fratelli e sorelle,
concludendo oso fare mie senza alcuna presunzione e certo della vostra benevola riconoscenza le schiette ed umanissime parole dell'Apostolo Paolo ai cristiani esigenti di Corinto (ricordando che non sono le uniche della sua esemplare autodifesa): "Ecco è la terza (per me la quarta) volta che sto per venire a voi e non vi sarò di peso perché cerco voi...Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime. Se io vi amo più intensamente, dovrei essere riamato di meno?...Noi parliamo davanti a Dio, in Cristo, e tutto, carissimi, per la vostra edificazione" (II Co. 12, 14-19). Ogni commento è superfluo.
Questo mio semplice, essenziale e affettuoso messaggio a voi rivolto sulla imminente Visita pastorale porta la data della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce non tanto per doverosa precisione cronologica quanto per una scelta che ne richiami il valore fontale, centrale e finale.
Mi conforta anche l'attaccamento forte e diffuso nella pietà popolare dei nostri fedeli all'icona della Santa Croce.
Cristo Crocifisso e Risorto è l'unico Redentore dell'uomo, ieri, oggi e sempre (Eb 13, 8); ce lo attesta la Verità rivelata che è fondamento della nostra fede salvifica, lo manifestano l'identità sacramentale e l'annunzio missionario della Chiesa che vive per evangelizzare, celebrare specialmente nell'Eucaristia e testimoniare Colui che il Padre ha mandato per dimostrare il Suo immenso amore misericordioso affinché credendo in Lui abbiamo la vita eterna (cfr. Gv 3, 17).
Tutto inizia, si riassume e permane per la vita e la missione della Chiesa, la salvezza umana, l'avvento definitivo del Regno, preparato dall'azione dello Spirito di Cristo nel mondo, dal mistero pasquale del Signore Gesù racchiuso nella Croce gloriosa.
Lo ha affermato Egli stesso come profezia di un evento conclusivo: "Quando sarò innalzato tra cielo e terra...attirerò tutti a me" (Gv 12, 32).
La B.V. Maria, affidata a noi come Madre da Gesù morente sulla Croce (Gv 19, 26) imprima nel nostro cuore memore, come in ogni realtà umana e cristiana, l'immagine umiliata ed esaltata del Verbo fatto carne perché ricevessimo da Lui "grazia su grazia" (Gv 1, 18). Ed i Santi Patroni martiri turritani per i quali si avvicinano i 1700 anni dal glorioso dies natalis, intercedano per noi.
In attesa di incontrarvi invio a tutti e a ciascuno la mia benedizione.
Sassari, 14 settembre 2001.