STORIA DI GAVELLO

LE ORIGINI: Le origini di Gavello sono remote, preromane e probabilmente padano-etrusche, come testimoniano i vari reperti archeologici venuti alla luce in diversi scavi fatti in varie occasioni. Gavello fiorì comunque insieme ad Adria, nel periodo romano, come appare dall’indagine di Luigi Rossi che ha individuato nel territorio gavellese un’organizzata distribuzione insediativa nell’entroterra adriese, che si snodava sull’importante via che portava dalla città marina fino a Fratta e Trecenta, dove si biforcava per Verona e Mantova.

CONTEA DI GAVELLO Gabellum, Gavellum: il toponimo si legge nel "Liber Pontificalis" anno 757, negli atti di papa Stefano II. La prima testimonianza sicura risale al 775:Papa Adriano I in una lettera indirizzata a Carlo, re dei franchi, lamenta che Sergio, arcivescovo di Ravenna ha violentemente rimosso e imprigionato il conte Domenico, inviato papale nella piccola città (brevissimam civitatem Gabellensem). Altro documento probativo risale all’anno 863: papa Nicolò I conferma al Vescovo di Adria, Leone, terre, privilegi e diritti nella contea di Gavello.

 

DIOCESI DI GAVELLO?: L’ipotesi di un vescovado di Gavello che si ricava da un diploma di Carlo Magno non regge: il documento è spurio e vi si parla di una "plebs" gavellense. Pare più affidabile il documento di papa Nicolò I (863) in cui si notifica a Giovanni, Metropolita di Ravenna, che il Vescovo "Oleobertus Gabellensis" fu ucciso dai suoi stessi fedeli. Il Pontefice incarica il metropolita di scoprire e punire i colpevoli, pacificare i cittadini, il clero e il "dux" e di predisporre la nomina del successore.

 

ABBAZIA DI S. MARIA DI GAVELLO: Non ci sono dati sicuri per fissare la nascita dell’Abbazia: certamente era fiorente nel secolo IX. Alle soglie del primo millennio e precisamente il 15 agosto 992, il Vescovo di Adria Asolfo concede vari beni all’Abbazia di S. M. di Gavello. Esiste un documento del "Codex Adrianus" datato 1° aprile 1054. Il monastero decade all’epoca delle grandi alluvioni, conseguenti le rotte del Po: il silenzio dei documenti è assoluto per oltre 150 anni. F.A. Bocchi traccia un elenco degli Abati, ma non conosce le fonti e lascia la lettore il compito di approfondire le ricerche. Ricompare nel 1220 con la donazione di terreni, fatta dall’Arcivescovo Simeone di Ravenna, all’Abbazia. Importante è la sentenza arbitrale, emessa il 3 novembre 1281 dal Vescovo di Ferrara; in essa si dichiara che il Monastero di S. Maria di Gavello deve soggiacere alla giurisdizione del Vescovo di Adria Florio, cui spetta il diritto di visita e di correzione. Dalla prima metà del secolo XII i monaci con i loro superiori si trasferirono, a causa delle alluvioni, si trasferirono nelle grandi masserie di Canalnovo e Ceregnano, che ristrutturate nel tempo sono giunte fino a noi. L’ultimo Abate, con nomina 10 maggio 1410 fu Girolamo. Nel 1425 mons. Giacomo degli Obizzi, Vescovo di Adria sopprime l’Abbazia.

 

PARROCCHIA DI S. MARIA DI GAVELLO: Agli inizi del 1500, dell’antica Abbazia gavellese esisteva una chiesa, rabberciata alla meglio e molto meschina: che fosse l’antica chiesa abbaziale è difficile a pensarlo; dopo il dissesto idrogeologico, portato dalle rotte del Po, è più facile ammettere che la nuova chiesa sia stata ricostruita sui suoi ruderi.

Già dal 1508 il nobile ferrarese Giovanni Gilioli chiedeva all’Abate commendatario card. Francesco Borgia l’autorizzazione di costruire nella chiesa un altare a S. Pietro martire: il Gilioli si obbligava a provvedere a una dote beneficiaria, sufficiente al mantenimento di un prete, che svolgesse la cura d’anime tra i pochi abitanti spersi in quelle immense valli. Come contropartita egli chiedeva per sé e successori il diritto di presentare al Vescovo il cappellano-rettore. La nuova parrocchia mosse i primi passi il 10 agosto 1514, data di fondazione. I Gilioli e dopo di loro per successione ereditaria i Foscari e i Gradenigo fino al conte Nani Mocenigo Filippo, che fu l’ultimo (1901), godettero del loro privilegio.

 

LA CHIESA ATTUALE: Constatato che il precedente edificio era troppo piccolo per una popolazione cresciuta a 1200 abitanti e troppo disastrato per una armonica ristrutturazione, in accordo con la popolazione e il giurispatrono, si decise di costruire dalle fondamenta una nuova chiesa, capace e decorosa per il culto divino. La popolazione concorse con ammirevole generosità, un buon aiuto venne pure dalla famiglia Foscari. Il 12 luglio 1711 l’arciprete Giulianati, su licenza del Vescovo Del Torre, benedì solennemente la prima pietra. Dopo sei anni la chiesa era finita (1717). Fu consacrata da Mons. Arnaldo Speroni il 9 settembre 1787. Nel 1792 l’arciprete don GioBatta Salvagno la fornì di una decorosa facciata.

 

PARROCI E ARCIPRETI DELLA CHIESA DI GAVELLO

ERETTA PARROCCHIA SOTTO IL TITOLO DI S. PIETRO MARTIRE IL 10 AGOSTO 1514

CONSACRATA IL 21 GENNAIO 1515 E PER LA SECONDA VOLTA IL 9 SETTEMBRE 1787

 

1) DON DOMENICO     TENCAROLLA     PARROCO     NELL'ANNO         1514

2) DON DOMENICO BERTAZZOLI                 "                         "                      1515

3) DON GIACOMO VECCHI                               "                         "                     1521

4) DON ASCANIO DURANTI di Fano             "                         "                     1522

5) DON BENEDETTO PERINI                             "                         "                     1561

6) DON ANTONIO BANOZZI di Crespino       "                         "                     1568

7) FRATE LODOVICO BIASINI                          "                        "                     1577

8) DON MATTEO PALAZZI                               "                       "                      1579

9) DON GIOVANNI BATTISTA BARBIERI     "                         "                     1581

10) DON GIOVANNI BATTISTA VALENTINI "                         "                    1587

11) DON ALESSANDRO POZZATI                    "                         "                   1592

12) FRATE GIROLAMO ROSSI dei Minori Conventuali "          "                   1601

13) DON ANTONIO M. BOCCHI di Adria         "                         "                     1611

14) DON GIOVANNI BATTISTA PASETTI      "                         "                     1624

15) DON LUCA CAPPATO                                  "                         "                     1636

16) DON GIACOMO BOCCHI di Adria               "                         "                     1657

17) DON GIUSEPPE LIPPINI                     ARCIPRETE                  "                    1670

18) DON GIOVANNI GIULIANATI di GAVELLO "                      "                     1702

19) DON IPPOLITO RIMONDI di Adria                 "                       "                     1755

20) DOTT. DON GIOVANNI BATTISTA SALVAGNO di Loreo " "                 1782

21) DON GIOVANNI ANTONIO MOSCARDI di Villadose "         "                   1823

22) DON ANGELO BERTI di Crespino                    "                         "                   1851

23) DON ANTONIO PRANDO di Villafora di Badia "                     "                    1892

24) DON BELLINO BELLINAZZO di Lendinara     "                         "                   1903

25) DON ENRICO PUGINA di Rovigo                     "                         "                    1933

26) DON LUIGI TOSATTI di Salvaterra di Badia   "                         "                    1955

27) DON MICHELE ZANELLA di Raccano di Polesella "               "                    1972

28) DON GINO TOSI di Occhiobello                         "                         "                   1985

29) DON ADRIANO MONTORIO di Concadirame di Rovigo "      "                   1994