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IL MONTE E L'ISOLA

Storia di una famiglia favignanese e del suo legame con Erice, terra d’origine

Siamo ad Erice, durante i moti del '48. 
Dall'avvocato Antonio Poma, che poi diventerà Assessore alle Poste del primo governo ericino post-rivoluzionario, e da Giuseppina Rizzo, proprietaria terriera, nasce Filippo Poma-Rizzo. 

  

   

Avv. Antonio Poma (Erice)

  
Questo giovane, sebbene preso dai gravosi studi di medicina, respirando, in famiglia, l'aria reattiva al dominio borbonico, aderisce ben presto alla Carboneria. 
Partecipa, per questo, ad incontri segreti ed entra a far parte di una delle congreghe del tempo, quella dei musicanti. 
Questo, infatti, era l'unico sistema per poter giustificare alle forze dell'ordine la riunione di più persone. 
Nel caso particolare, con la scusa della musica (Filippo portava con se un clarinetto ligneo, ma sconosceva le note), i cospiratori parlavano di politica e preparavano movimenti contrari all'oppressore. 
Come spesso accadeva ed anche in questo caso, il gruppo fu scoperto, i componenti arrestati, tranne qualcuno che riuscì a fuggire. 
Filippo, appena laureato in medicina, non schedato, partì da Erice e dopo un po' di vita girovaga giunse a Favignana dove diventò medico condotto. Qui esercitò la professione con grande dedizione, adoperandosi su tutti i fronti, visto che, allora, il medico era chirurgo, ostetrico, dentista, veterinario e confidente dei malanni fisici e spirituali della gente. 
Ben presto, si meritò la stima di tutti e, ironia della sorte, sposò Rosa Canino, cognata della figlia del capoposto borbonico dell'isola. Mise su casa e la fece in maniera degna perché alla sposa offrì una abitazione spaziosa, arricchita, oltretutto, da mobili ed oggetti preziosi provenienti dall'antica casa paterna di Erice. 

  

      

Rais Michele Casubolo (Favignana) 

 

Questa nuova famiglia crea il momento magico d'incontro fisico e sentimentale fra Erice e Favignana, perché Filippo ama l'isola ma non ha dimenticato il Monte e ne è testimonianza la sentita corrispondenza con Antonio Ugo Amico, illustre sacerdote e storico ericino.

  

Cominciano così i racconti su Erice, fatti al figlio e ai nipoti, e l'inevitabile trasferimento in essi dell'amore per quella terra e per la casa d'origine. 
L'unico figlio, Antonio, favignanese di nascita, porta nel cuore Erice, anche perché ha la fortuna di vedere di persona ed ereditare quanto immaginato da piccolo; così la storica abitazione di via Guarrasi, i possedimenti di Castelluzzo (Biro), di Tangi ed altri ancora diventano suoi. 
Si laurea in Farmacia ed è ancora vivo nel ricordo di molti vecchi favignanesi "U FARMACISTA PUMA", come persona dalle grandi doti umani e professionali. 

  

   

Dott. Filippo Poma Rizzo (Erice)

  
Sposa Leonarda Casubolo, figlia del Rais Michele, carismatico capo storico delle tonnare Florio di Favignana e Formica. 
I racconti "SUPRA U MUNTI", continuano ad affascinare anche i figli Rosa e Filippo,e, dopo di loro, i nipoti Amedeo, Antonio e Leonarda, i quali, a causa della morte prematura del padre, Umberto Rizza, ufficiale del Regio Esercito, allevati da questo nonno buono, lo chiamano addirittura "Papa Totò". 

  

  

Giuseppina Rizzo (Erice)

    
Egli, sempre con spirito di servizio, ma forse privo del carattere duro, che ci vuole per fare politica, viene eletto per ben cinque volte sindaco (podestà) di Favignana e, proprio "grazie" alla politica, perde nel dopo fascismo, buona parte del patrimonio di famiglia, preda di loschi figuri, gente in odor di mafia e di individui senza scrupoli, addirittura parenti strozzini. 
La famiglia Poma attraversa un momento molto delicato della sua storia, ma, per fortuna i nipoti, con carattere diverso da quello degli antenati (da questo punto di vista i Rizza non sono i Poma), riescono a rientrare in possesso del loro destino.
Amedeo, forse il più sensibile dei fratelli, raccoglie e conserva, con la pazienza certosina dell'archeologo, i reperti storici di pregevole fattura che mantengono il legame con Erice. Antonio è la mente organizzativa che fa quadrare i conti e Leonarda lo spirito eletto, il quale impedisce che anche la farmacia vada in mani estranea. 

Affascinati noi tutti da questa aria mitica che aleggia sulla famiglia Poma-Rizza, arriviamo ai giorni nostri. 

  

   

Dr. Antonio Poma (Favignana)

 
Amedeo ed Antonio muoiono prematuramente; Leonarda, memoria storica vivente dei Poma, sollecitata ci parla ogni tanto ancora "du Munti" con orgoglio e con velo di tristezza per i ricordi mai sopiti. In questa atmosfera il sottoscritto non poteva non essere legato a Erice e, pur amando Favignana di un amore struggente, sente forte il filo che unisce a doppia trama questi due irripetibili luoghi. Quando mi capita di salire il monte San Giuliano, io avverto prepotente un sentimento di appartenenza a questa terra; entrando nella cittadella sento come se una forza soprannaturale si appropriasse di me e mi fondesse con i muri delle antiche case, con le pietre del selciato delle strade e con il verde degli odorosi giardini: è come se io stesso diventassi Erice. 
Penso che in tutto ciò non ci sia nulla di esoterico; questo è l'effetto evidente dei racconti ascoltati fin da piccolo, dell'amore per queste figure care rimaste a metà strada fra il reale ed il mitico e della doverosa voglia di conoscere ed appropriarsi delle proprie radici. 
Io sostengo che Favignana ed Erice appartengono alla stessa anima, perché mai posti così diversi, nell'immaginario collettivo, sono invece così simili nella sostanza. 
Che cosa è un'Isola? Una terra, magari una montagna, separata dal resto, che si deve raggiungere. 
Che cosa è un Monte? Un territorio, che si stacca dal circostante, anch'esso quindi, da raggiungere, cioè: un'isola.

Erice e Favignana, il monte e l'isola: due entità diverse apparentemente, che fondono la loro essenza e diventano sicuramente un tutt'uno nel mio spirito. 

 

Rizza Dr. Umberto

    

   

Rosa Canino (Favignana)