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AMARE E' TUTTO

UNA COMUNITA' DI AMORE

L'amore è l'essenza della vita, la vocazione fondamentale di ogni uomo e di ogni battezzato, il comandamento "nuovo" lasciatoci da Gesù:
"Amatevi come io vi ho amato" (Gv 13,34).

Gesù, prima ancora di affidare a Pietro il mandato sulla Chiesa, lo interroga, per ben tre volte, sull'amore: "Pietro, mi ami tu?" (Gv 21,16). 

Solo l'amore ha il primato su ogni cosa e il potere di trasformare, sublimare e rendere feconda la vita.
"Solo l'amore è credibile" (H.U. Balthasar).
Purtroppo l'esperienza di tutti i giorni ci insegna che non si ama abbastanza; ovunque è sempre violenza, odio, omicidi, guerre, mafia... 

"Se non ci amiamo, ci odieremo - scriveva David M. Turoldo - E ci uccideremo con le nostre stesse mani. Il mondo muore per mancanza di amore".
"Non c'è che una sola disgrazia nel mondo: non amare abbastanza".

Anche noi, però, molto spesso, più che impegnarci ad incarnare il Vangelo, ci preoccupiamo delle "molte cose" da fare, ma che rischiano di lasciare il tempo che trovano se non c'è amore.  Dice S. Bernardo:
"Senza amore perdi tempo e ti consumi in un lavoro vano".

Nessuna iniziativa, nessun lavoro, nessun dono conta qualcosa se non è vissuto nell'amore e per l'amore. "Anche il morire martire - dice S. Giovanni della Croce - niente vale senza l'amore". 

"Gesù non ha bisogno delle nostre opere, ma del nostro amore" (S. Teresa di G.B.).
"Solo l'amore da' valore alle opere"  (S. Teresa d'Avila).

Allo scriba, che, per metterlo alla prova, chiese qual è il più grande comandamento della legge, Gesù rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 
Questo è il primo dei comandamenti. 
Il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22,36-39).
"L'amore del prossimo è la misura dell'amore di Dio" (S. Teresa d'Avila). 

Tu ami Dio se ami il fratello. Tu sei credibile solo se rendi visibile l'amore di Dio. 

Chi ama serve, come Cristo "che è venuto non per essere servito ma per servire" (Mc 10,45); 
Come Maria che si recò dalla cugina Elisabetta non per "cantare il Magnificat", ma per servirla. 

Chi ama perdona, come Cristo che dall'alto della croce ci ha insegnato una logica e uno stile nuovi: la logica dell'amore e lo stile del perdono. 
"Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34). 

Chi ama dona tutto sé stesso, come Cristo che ci ha insegnato ad amare senza misura, fino al dono totale di sé: "Ha dato sé stesso per noi" (Ef 5,2). 

Chi ama paga di persona, ama tutti senza se e senza ma.
"L'amore non conosce gerarchie, né vuole distanze, né tanto meno mette limiti"  (S. Agostino).

Il grande Michelangelo ha affermato: "Non sono la pittura o la scultura che soddisfano il mio desiderio, ma questo solo Amore che, disprezzando la morte, mi tende le braccia dall'alto della croce".
"Lasciati afferrare da Colui che ti ama infinitamente, pensa a Colui che di te mai si dimenticherà, cerca, Colui che ti cerca, donati a Colui che si dona a te tutto intero" (S. Agostino).

Solo allora sperimenterai nel tuo animo una grande gioia che né soldi, né successo, né potere, né piacere, né creatura alcuna potrà mai darti né ladro rubarti.

Santa Maddalena di Canossa è ormai di Favignana: la Sua Immagine "troneggia" dall'alto del suo piedistallo al centro dell'Isola.
Il suo carisma vive nei Padri e nelle Madri Canossiane.
La Comunità delle Sorelle Canossiane è ora al completo: Madre Imelda Ruzzi (Superiora), Madre Ida Pizzagalli, Madre Maria Beninato e Madre Anna Fichera.
 

   

Hanno nel cuore l'ardore del "più grande Amore" per Cristo, per amarlo e farlo amare, servirlo nelle sue immagini, i più poveri, spendendo tutta la loro vita perché i fratelli si sentano amati.
Da quel lontano 15 maggio 1974 le Madri Canossiane assieme ai Padri vivono solo per i fratelli nella disponibilità totale, con animo umile sull'esempio di Cristo che sulla Croce, ha dato la vita per tutti.
In questi anni a decine si sono susseguite le Madri Canossiane, ultima in ordine di tempo che ci ha lasciato per un nuovo servizio a Villarosa (Erma) e Madre Maria Zuccarello.
Tutta Favignana è riconoscente per l'opera apostolica, non solo nella Comunità Parrocchiale, ma anche tra i detenuti all'interno della Casa di Reclusione. A Lei il nostro affetto per tanto bene operato in quest'isola.
Le nostre Madri Canossiane, povere e semplici, con una forte carica di giovinezza insieme formano una Comunità di Amore.
Quotidianamente sono al capezzale degli infermi per un sorriso, per una parola di conforto, ma soprattutto per portare l'Eucaristia.
I volti degli anziani, degli ammalati si aprono alla speranza quando incontrano questi "Angeli del sorriso", ed attendono con impazienza la loro visita.
Quotidianamente sono presenti nei campi di gioco dell'Oratorio, come Mamme attente e vigilanti perché il tempo libero dei ragazzi e dei giovani sia motivo di crescita umana e spirituale. I più piccoli ormai abituati ad incontrarle chiedono con insistenza la loro presenza.
I Giovani attendono un sorriso e una parola amica.
Quotidianamente sui banchi di scuola, nelle aule di catechismo come maestre di fede, esperte della Parola di Dio accompagnano pian piano i ragazzi a conoscere Gesù per poi amarlo ed incontrarlo nei Sacramenti.
Il loro entusiasmo apostolico ed il loro zelo culmina nella animazione liturgica, dove il canto ha il suo giusto posto ed i segni liturgici la loro giusta espressione. In ogni gruppo parrocchiale la loro presenza è punto di riferimento, di entusiasmo e di sostegno.
Come se tutto questo non bastasse alla loro generosità, il loro amore divampa sempre più e diventa creativo con la scuola di taglio, di cucito, di ricamo per formare le future Mamme di Famiglia come guide esperte nella conduzione del focolare domestico.
Favignana è attenta e consapevole dell'opera Canossiana così meritoria, un gruppo di "Laici Canossiani" è nato attorno ai Padri e alle Madri per condividere il carisma di Maddalena di Canossa.
La presenza e la solidarietà, la collaborazione di questi laici Canossiani rende più vicino alla gente lo spirito canossiano.
E' una prova tangibile che la spiritualità canossiana si è allargata coinvolgendo anime generose capaci di rimboccarsi le maniche mettendo "l'altro" al posto giusto, quello di Gesù.
"Tutto quello che avete fatto ad uno di questi fratelli più piccoli l'avete fatto a me", dice il Signore.
 

Un inno d'Amore a Maria (a Marunnuzza)

Molti paesi riservano un culto particolare a Maria. Favignana non è da meno, anzi possiamo dire che nella nostra isola tale culto assume un carattere particolare, forse unico. I favignanesi, infatti, pur avendo eletto come Protettore "Gesù Crocefisso", celebrano con altrettanta devozione l'Assunzione di Maria in Cielo, il 15 agosto. 
In prossimità di tale ricorrenza la vita a Favignana assume un aspetto particolare: c'è tanta trepidazione e si avverte quasi un'atmosfera di attesa. Attesa non per l'approssimarsi del ferragosto, ma per la gioia di festeggiare "a Maronna".
 

 

Nella molteplicità delle varie espressioni iconografiche la Madonna viene spesso indicata con i nomi delle località dove i riti celebrativi avvengono in particolari giornate, legate queste ad avvenimenti religiosi ricordati nelle tradizioni popolari. 
Favignana, però, nei riguardi della Madonna non è - per così dire - "campanilistica, dal momento che Le tributa sempre grandi onori, indipendentemente se la Sua immagine viene particolarmente venerata a Trapani, a Custonaci, a Pompei, a Loreto, ovvero altrove. 
In questo contesto religioso e di fede fervente è stata, tempo fa, realizzata nella centrale via Roma del paese una cappelletta dedicata alla Madonna. Una targa farebbe risalire il sacello al 1762, ma manca un documento che ne attesti con certezza la datazione. E' certo, però, che l'immagine della Madonna ivi collocata è stata da sempre, a memoria d'uomo, venerata e custodita con grande amore da tutta la popolazione del paese. Un comitato cittadino ha da tempo immemorabile accudito, in assoluta umiltà, alla pulizia ed al decoro della cappelletta nonché alla conservazione dell'immagine sacra, tanto da fare eseguire - anni fa - a mio zio Edmondo la restaurazione della mano della Madonna. 
Anche in me è sorto il desiderio di restaurare la cappelletta per restituirla alla sua bellezza originaria. Vi ho provveduto perché ho sempre considerato la Madonna un punto fermo della mia vita, poiché debbo a Lei tutto quello che sono. 
Il 12 luglio di quest'anno la statua, che era stata custodita nella Chiesa Madre durante l'esecu-zione dei lavori, è stata portata in processione per essere rimessa al suo posto nella cappelletta restaurata. Il mio atto di ringraziamento ha permesso, in tal modo, un omaggio che un'intera comunità con vero spirito ecumenico ha tributato a Maria. 
 

Matteo Venza