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UNA GIOVANE ARTISTA


La vocazione artistica in Borinda Sanna si è manifestata fin da piccola, ma le sue doti si sono evidentemente manifestate in occasione della tradizionale festività di San Giuseppe. Tradizione popolare che, da qualche tempo si sta cercando di recuperare nel costume favignanese. 
La ragazza, diplomata al Liceo Artistico di Trapani nel 1993, ha realizzato per tale manifestazione due bellissime opere: un originale trittico in tufo, raffigurante la "Santa Famiglia", ed un quadro sullo stesso tema. 

  

 

"Maternità"
(gesso patinato con polveri metalliche)

   

Durante la scorsa estate Borinda è stata, poi, fortemente impegnata in mostre d'arte, partecipando, altresì, a incontri che potranno aprirle la strada per sicure affermazioni in futuro: 
- l'11 giugno ha esposto quadri e bassorilievi alla Collettiva sul "Mare", alla quale hanno partecipato altri giovani talenti dell'Arcipelago delle Egadi: Angelo Albione, Michele Santamaria, Maria Melia, Roberto Bertolini, Francalisa D'Angelo, Alberto Venza. Tale manifestazione è stata organizzata dal Comune di Favignana in collaborazione con il Centro Ricerche e Studi del C.S.I. di Trapani.
- Il 10 agosto ha partecipato alla Collettiva internazionale di Pittura "Mare, conchiglie e cefalopodi", organizzata in Erice dal Centro Sportivo Italiano, con la collaborazione dell'Assessorato Regionali Beni Culturali e Ambientali, dalla provincia di Trapani e dal Comune di Erice. In quella occasione l'opera di Borinda ha ricevuto una particolare menzione dal Prof. A Costantino, che si è soffermato sulle tecniche realizzative seguite dall'Artista. Tale opera è inserita nella mostra permanente del C.S.I. di Erice. 
- Ha realizzato una "personale" che è rimasta esposta al Palazzo Florio in Favignana dal 16 agosto al 10 settembre. 
- Ha partecipato alla Collettiva "La Scalinata" con un'opera pittorica esposta al pubblico per l'intera estate. 
- Parteciperà altresì al Festival Internazionale della pittura contemporanea 3a edizione in San Remo, con una scultura che sarà esposta al centro d'arte e cultura "La Tavolozza" presso l'Hotel Des Etrangers dal 24 novembre all'8 dicembre. 
Noi tutti le auguriamo un felice futuro nell'arte e nella vita.

L A   B A N D A   M U S I C A L E


In una piccola comunità la banda musicale paesana costituisce non soltanto un fatto di colore folkloristico, ma rappresenta anche un elemento di aggregazione sociale ed un vero polmone di cultura musico bandistica. 
A Favignana questi elementi di cultura e di socialità hanno sempre trovato favorevole accoglienza nel nostro modo di vivere fin da quando, nel secolo scorso, la famiglia Florio - con la sua proverbiale prodigalità - organizzava le feste nel paese. E' sorta così una specie di "vocazione musicale" che si è tramandata da padre in figlio per diverse generazioni. 

 

 

Foto d'epoca 1966

 

La storia della musica bandistica di Favignana è stata scritta da persone che, con notevole spirito di sacrificio ma con passione, hanno dedicato il loro tempo ed il loro entusiasmo a mantenere accesa la fiaccola della tradizione nella sua funzione di aggregante sociale. Come non ricordare i Maestri: Giovanni Barraco, Fumolari, Pietro Roccia, Giuseppe Beninati, Benito Marasco, Giuseppe Agrizzi ed i Professori Antonino Di Giorgio e Giancarlo Castiglione? Tutti hanno dato il loro contributo arricchendo sempre più il bagaglio di cultura musicale dei componenti la banda del paese. 
Nel corso di tutti questi anni la banda è stata presente in molteplici ricorrenze ed iniziative dirette anche a creare sani stimoli emulativi nelle nuove generazioni, L'animazione delle festività religiose, l'esecuzione di concerti in piazza e nella nostra Chiesa Matrice durante le festività natalizie, la partecipazione alla processione dei misteri in Trapani, l'intervento in manifestazioni di carattere patriottico e militare sono gli elementi più significativi dell'attività di presenza nella vita sociale del paese.  Attività di presenza che non può essere né misconosciuta né dimenticata, perché sarebbe un venir meno da parte delle "istituzioni" al dovere di salvaguardare e promuovere il patrimonio di sentimenti e di cultura della nostra isola. 
L'Associazione Musico-culturale Aegusea Nuova Vincenzo Bellini con il sacrificio personale dei suoi componenti sta facendo la sua parte preparando settimanalmente i ragazzi che, allorché maturi, vengono poi via via inseriti nel complesso bandistico. Tutto questo entusiasmo, però, non può supplire alla carenza di strutture necessarie per svolgere efficacemente una simile attività di servizio a favore della comunità. In particolare dobbiamo lamentare la mancanza di un apposito locale dove poter fare le prove musicali e dove svolgere l'attività didattica a favore dei giovani che si avviano nell'apprendimento musicale. L'ospitalità attualmente offertaci da Padre Damiano nell'Oratorio parrocchiale non può che essere considerata provvisoria e precaria, perché realizzata in locali predisposti per soddisfare altre esigenze sociali.  In un recente passato il Comune di Favignana è stato sensibile ai problemi che in questo momento ci travagliano e siamo convinti che la disponibilità già assunta non può essere cancellata dall'elenco dei compiti sociali insiti nel concetto stesso di comunità. 
Fiduciosi guardiamo, pertanto, alla mano tesa che ci solleverà dalle nostre ambasce. 

L'Associazione Nuova Vincenzo Bellini

    

Dal Carcere

LA MOSTRA MERCATO "ARTIGIANATO E PITTURA"


Per la quarta volta è stata allestita in Favignana, presso il Palazzo Florio, la mostra dell'artigianato e pittura, realizzata da noi detenuti della locale casa di reclusione. Tale realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione di Padre Damiano, della Giunta Comunale di Favignana e della Direzione del carcere. Il Direttore e tutti gli educatori hanno, infatti, profuso le loro migliori energie per la riuscita dell'iniziativa e per far sì che essa potesse rappresentare un elemento di elevazione morale per noi detenuti e un messaggio per la comunità che vive fuori dal pianeta carcere. 
Messaggio diretto a promuovere una giusta attenzione per chi si trova in un luogo di espiazione, ma che ha tanta voglia di redimersi e migliorarsi culturalmente e socialmente. Il messaggio è inoltre diretto a coloro che, pur vivendo in una dimensione diversa dalla nostra, soffrono come noi e hanno bisogno di capire che impegnandosi nelle arti e nelle opere produttive si può pervenire ad una diversa condizione spirituale e morale. 
Questa consapevolezza ha aumentato in noi lo spirito partecipativo alla iniziativa di realizzare la mostra, e, nonostante le difficoltà iniziali, abbiamo perseverato nell'impegno.  Certamente la vita greve del carcere frena lo slancio di tali nuove esperienze sociali, ma, grazie alla collaborazione di quanti ci hanno aiutato, possiamo affermare che i progetti, che all'inizio potevano sembrare una perdita di tempo, hanno dato i loro frutti. Non possiamo, infatti, negare che il luogo in cui oggi viviamo ha assunto un volto più umano. 
Molte sono state le sensazioni che ci sono rimaste dentro dopo questa nuova esperienza, ma vogliamo sottolinearne soltanto una per la sua grande importanza che ha per tutto il mondo: la parola solidarietà comincia a far capolino nella coscienza degli uomini. Ci auguriamo che questo nuovo modo di concepire la vita diventi sempre più un valicatoio verso rapporti sociali più umani, sani e costruttivi. 
 

Angelo C. - Stefano L.