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ESORTAZIONE DEL S.PADRE AI PELLEGRINI DI SICILIA


Carissimi Siciliani, è giunto il momento di fare appello ad ogni sana energia. All'approssimarsi del nuovo millennio, ho invitato più volte tutta la Chiesa a compiere un coraggioso esame di coscienza, affinché la potenza e la grazia di Dio possano aprire una pagina nuova nella storia.
Voi dovete assumervi il vigoroso impegno di proseguire nello sforzo di dare alla vostra terra un volto rinnovato, degno della cultura e della civiltà cristiana che ha segnato la vostra Isola. Questo ho voluto gridare ad Agrigento.
La mafia è generata da una società spiritualmente incapace di riconoscere la ricchezza della quale il popolo di Sicilia è portatore.
A voi, pertanto, oggi ripeto ciò che dissi a Catania nel corso della mia ultima visita: "Sii felice, Sicilia. Sii consapevole della tua ricchezza e specialmente di quella, davvero inestimabile, della fede in Cristo". Sarai libera se avrai il coraggio di schierarti consapevolmente dalla parte dell'unico Signore della storia.
Cari cristiani di Sicilia, ho avuto modo di conoscere i problemi che travagliano la vostra società e le sfide che esse vi pongono. Voi avete fornito un contributo importante allo sviluppo economico, e la vostra Isola, come gran parte del Mezzogiorno, si trova oggi inserita in quel sistema avanzato che voi avete contribuito a creare. Tuttavia essa rimane priva di una congrua base produttiva locale. I vostri giovani ne pagano il prezzo in termini di disoccupazione.
Occorre fare ancora dei passi per raggiungere nel progresso una vera pace sociale. 
Cari Fratelli e Sorelle, tali problematiche non fiacchino mai il vostro impegno umano ed evangelico. Rinnovate, pertanto, la vostra fiducia in Colui che ha vinto il mondo. Resistete alla tentazione di identificarvi ed associarvi a forze disumane ed ingovernabili, che vi umiliano nell'individualismo sterile di una mentalità angusta.
Abbiate l'umile coraggio di prendere nelle vostre mani il futuro, illuminati e guidati dalla signoria di Cristo. So che su tale linea già state camminando, preparandoci anche al Convegno che la Chiesa italiana terrà a Palermo nel prossimo mese di novembre. Assumete il ruolo che vi compete all'interno della Comunità nazionale, dalla quale molto potete ricevere ed alla quale molto potete dare. 
Consentite a me, successore di Pietro, di ripetervi con amore e convinzione, ma anche con intensa partecipazione al fascino e al dolore dell'esistenza d'ogni uomo e d'ogni donna,le parole di Pietro all'uomo storpio che elemosinava presso la porta del Tempio: "Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!" (At 3,5). 
Cammina, Sicilia! Che il prossimo millennio ti veda protagonista umile e attiva della tua storia nell'impegno per la giustizia e per l'autentico progresso sociale!  

"Grazie a te donna"

  

Particolare del Presepio vivente 1994


 

 

Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione della donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell'umanità.

Vivi il tuo Natale

 

Dio solo può dare la fede 
tu, però, puoi dare testimonianza. 

Dio solo può dare speranza 
tu, però, puoi infondere fiducia. 
 
Dio solo può dare d'amore 
tu, però, puoi insegnare all'altro ad amare. 
 
Dio solo può dare la pace 
tu, però, puoi seminare l'unione. 
 
Dio solo può dare la forza 
tu però, puoi dare sostegno ad uno scoraggiato. 
 
Dio solo è la via 
tu, però, puoi indicarla agli altri. 
 
Dio solo è la luce 
tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti. 
 
Dio solo è la vita 
tu, però puoi fare rinascere negli altri il desiderio di vivere. 
 
Dio solo può fare ciò che appare impossibile 
tu, però, potrai fare il possibile. 
 
Dio solo basta a sé stesso 
egli, però, preferisce contare su di te.

 

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita. 
 

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione della vita. 
 
Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza. 

 
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per


l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del "mistero, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità. 

 

Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo Incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta "sponsale", che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura. 
  

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.

  

Giovanni Paolo II