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LA VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE A TRAPANI

Un saluto cordiale a tutti ed a ciascuno in particolare. Sono lieto di essere tra di voi, in questa vostra terra, ricca di tante bellezze artistiche e naturali, ma segnata anche da rilevanti problemi e difficoltà. Intensa è la partecipazione e grande l'affetto con cui vi abbraccio, cittadini di Trapani e di questo estremo lembo del suolo italiano.

  

 

8 Maggio 1993: il Papa saluta i Trapanesi

  

La mia presenza tra di voi vuole essere il segno della solidarietà della Chiesa universale col cammino di fede che state percorrendo sotto la guida illuminata del vostro Pastore, il carissimo Mons. Domenico Amoroso che saluto con affetto...  Questo nostro appuntamento ha luogo nel contesto di una celebrazione liturgica, che ci invita a guardare a Maria come inizio ed immagine della Chiesa perfetta... 
"Beata colei che ha creduto all'adempimento delle parole del Signore" (Lc 1,45), esclama Elisabetta esaltando la fede di Maria. "Colei che ha creduto" diviene il modello di quanti, accogliendo la Parola del Signore, si impegnano a diffonderla, così da assicurarne il cammino verso gli uomini di tutte le generazioni.  Come credente, Maria anticipa l'immagine della Chiesa evangelizzatrice, ne diviene modello ed esempio. In cammino verso la casa di Elisabetta, Maria prefigura la missione di coloro che, percorrendo le strade del mondo, porteranno il Cristo agli uomini mediante la testimonianza della fede.  
"Raggiunge in fretta la città di Giuda" (Lc 1,39). E' necessario camminare in fretta, perché il messaggio del Vangelo non può attendere: il suo annuncio è un'urgenza per la Chiesa, una necessità impellente, un compito che non consente soste, specialmente in quest'epoca di enormi trasformazioni sociali.

La Chiesa sa bene che la grazia della fede è un dono da non lasciare inerte. La presenza di Cristo non può rimanere rinchiusa nell'intimo di quanti lo hanno conosciuto. E' Gesù stesso che, chiamando i suoi, si dona loro perché divengano, fino ai confini della terra, testimoni della speranza data loro gratuitamente. E' necessario che mediante il loro servizio la parola del Maestro corra e sia glorificata. Per questo si diranno "beati i piedi di coloro che annunziano", beati coloro che spezzano con i fratelli il pane della fede e delle verità rivelate... 
"II serpente mi ha ingannato " (Gn 3,13), lamenta Eva nella pagina biblica. Come all'origine, anche ai nostri tempi il demonio insidia l'umanità, quell'umanità che Dio non si stanca di ricercare, che anzi chiama con insistenza: "Dio chiamò l'uomo e gli disse: Dove sei?". All'uomo moderno, ad ogni persona il Signore continua a chiedere: "Dove sei?". Dove ti ha condotto la subdola insinuazione dell'ingannatore? Quale conseguenza sociale oltre che personale, quale sofferenza e disagio ha creato l'ascolto del tentatore? Troppo spesso l'esperienza ci mostra come l'uomo, irretito dal maligno, si lasci indurre ad incamminarsi sulla strada della ingiustizia, della sopraffazione, dell'egoismo che spegne in sé e negli altri la gioia di esistere.  Dal peccato, che allontana da Dio, scaturisce una logica coercitiva severa ed intransigente. Dalla violazione del precetto divino "derivano inclinazioni perverse, che ottenebrano la coscienza ed alterano la concreta valutazione del bene e del male.
Quando questa tremenda progressione dell'inganno si estende sino a diventare espressione di vita collettiva, si realizza quel "peccato sociale" che, impossessandosi degli organismi e delle strutture, scatena terribili potenze oppressive ed occulte. Si hanno, allora, quelle forme di criminalità organizzata che mortificano e spezzano le coscienze togliendo a tutti la serenità ed umiliando la speranza.
E' a tali sfide violente e mafiose che deve rispondere con umile fortezza il vostro impegno di fede. I credenti sono chiamati a "visitare", seguendo Maria, la società e tutti i suoi ambiti con la fermezza e l'audacia della profezia evangelica, per ricondurre a Dio l'ordine temporale nel quale ogni essere creato vive il suo ambiente umano e sociale...


Il catechismo della Chiesa cattolica: 
una stupenda 'sinfonia' della fede

  

Finalmente abbiamo tra le mani il testo del "Catechismo della Chiesa cattolica", che è un grande dono che il nostro Papa ha fatto alla Chiesa. 
Giovanni Paolo II lo ha definito "strumento valido e legittimo per il Regno". 
Esso appare, in un momento di disorientamento e di confusione, come sicuro punto di riferimento, faro di luce verso cui orientarsi e base sicura su cui poggiare. 
E' un "compendio delle verità cattoliche riguardo alla fede e ai costumi". 
La base portante della struttura del nuovo catechismo è la fede cristiana: la fede professata (credo), la fede celebrata (sacramenti), la fede vissuta (comandamenti), la fede pregata (Padre nostro). 
E', quindi, un aiuto per crescere nella fede, uno strumento per credere, ma anche per comprendere.

"Il catechismo comprenderà quindi cose nuove e cose antiche, poiché la fede è sempre la stessa e insieme è sorgente di luci sempre nuove".  Riportiamo le parole che il Papa stesso ha pronunciato nel presentare il nuovo catechismo: "Guardando al cammino percorso, rendo grazie al Signore per la stupenda "sinfonia della fede", che ancora una volta si è manifestata ed esprimo l'auspicio che il nuovo catechismo porti frutti abbondanti in tutta la Chiesa. 
A Maria Vergine Immacolata, modello sublime del popolo di Dio nella "peregrinazione della fede", che ben conosce le difficoltà e le tentazioni a cui le Comunità ecclesiali sono sottoposte nel nostro tempo, affido questo prezioso strumento della nuova evangelizzazione. 
Ci ottenga Maria, con la sua materna intercessione, la grazia di un rinnovato slancio nel rendere ragione di fronte al mondo della speranza che è in noi.