IL SOGNO DI MASSIMO

DIAMOGLI UN AIUTO A REALIZZARLO!

(a cura di Claudio Prandini)

 

 

Massimo Lorusso, affetto da tetraplegia da tuffo in acqua

 

 

INTRODUZIONE

Come ideatore e Presidente della "RSD Sorriso ONLUS", sto tentando di far nascere la prima Residenza Sociosanitaria per Diversabili in Italia nel suo genere.

La RSD Sorriso ONLUS nasce dall’idea di cambiare il modo in cui vengono trattati oggi tutti coloro che hanno una diversa disabilità.

Riflettendo su come si “muovono” le varie strutture per disabili, ho pensato che la "RSD Sorriso ONLUS" dovrà puntare solo ed esclusivamente alle cure mirate, alle esigenze della persona, alla dignità, libertà e gioia dell'assistito, dando loro la possibilità di sentirsi e diventare socialmente utili: sarà la prima in Italia, in assoluto, ad avere solo camere singole per dare amore e rispetto singolarmente, assicurandone la privacy. Il "disabile" dovrà sentirsi "liberabile" nel pieno rispetto della dignità.

La RSD Sorriso ONLUS nasce anche dall’idea, come suggerisce il nome, di regalare a tutti un sorriso, giorno dopo giorno, giocando con loro, andando al cinema, a teatro, a un concerto, a una gita, una mostra, facendo tutto ciò che una vita sociale comporta. Le persone che vivranno nella futura RSD Sorriso ONLUS avranno uno scopo nella vita, non si sentiranno abbandonati, avranno una luce piena di gioia negli occhi, saranno curati e assistiti nella dovuta maniera e potranno a loro volta regalare un sorriso.

Spero voi siate interessati a sostenere questa nobile causa visibile nel sito: www.rsdsorriso.org con una donazione.

Per fare una contribuzione volontaria tramite bonifico:

IBAN: IT74J0335901600100000005690
Intestato a: RSD Sorriso ONLUS
Banca Prossima S.p.A. Milano

Grazie mille per avermi letto fin qui.
Massimo Lorusso
Presidente RSD Sorriso ONLUS
Cell. 3462105554

 

 

IL SOGNO DI MASSIMO...

Se il "Passo dello Stelvio" evoca scalate eroiche e slalom giganti all'Alberto Tomba, probabilmente non avevate preso in considerazione le insormontabili barriere architettoniche che rendono Milano "la capitale dell'invalicabilità". In Italia sono tre milioni le persone "recluse" a causa delle succitate barriere, e Milano ne ospita circa cinquemila. Sono poche le strutture che si sono adeguate alla legge 81/2008 (ex 626) inerente l'abbattimento delle stesse, anche se non esiste un monitoraggio effettivo della reale situazione a Milano.
Tuttavia, nel milanese e in provincia, esistono le RSD (Residenze Sanitarie per Disabili), strutture tipo casa famiglia per i diversamente abili, che hanno la copertura infermieristica per l'intera giornata, notte inclusa, assicurando all’ospite l’assistenza necessaria e dove, durante il giorno, conducono una vita socialmente utile, con l’inserimento al lavoro e all’istruzione, in piena libertà; a differenza di tutti coloro che vivono in casa propria fra mille difficoltà.

Se, da una parte, Milano è "la capitale dell'invalicabilità", dall’altra Roma non ha il primato nei ricoveri per disabili. Anzi. La Regione Lazio non ha "RSD" in tutto il Suo territorio. E’ da questa carenza che, in questi giorni, è nato il progetto “RSD Sorriso ONLUS”, affinché sorga la prima Residenza Sociosanitaria per Disabili, un posto dove il disabile possa essere tutelato, curato, aiutato e nello stesso tempo vivere la sua vita quotidiana in modo indipendente, come andare al cinema, in gita, a un concerto, a teatro, a scuola, o fare cose più semplici come mangiare una pizza con amici.

Questo è il sogno di Massimo Lorusso (ideatore e fondatore del progetto “RSD Sorriso ONLUS”), un ragazzo tetraplegico che conosce da vicino le problematiche ed esigenze dei disabili e che pensa sia un dovere di tutti noi aiutare coloro che hanno problemi motori o di altro genere.

Cosa intende per ‘aiutare coloro che hanno problemi motori’ ?

“Vuol dire farli vivere e dare a loro il modo di avere una vita meno difficoltosa”, ci racconta. Poi aggiunge, con tono riflessivo, “forse noi siamo più fortunati, forse nulla ci manca, abbiamo la possibilità di andare dove vogliamo, siamo liberi di gestire la nostra vita, ma la loro, molto spesso, è gestita da altri. Stiamo parlando di persone che hanno ancora voglia di vivere e che possono dare molto conservando libertà e dignità”.

Cosa vi occorre per realizzare questo sogno?

“Cerchiamo soprattutto un terreno edificabile di 15.000 mq. L’architetto è già al lavoro per disegnare la struttura a regola d’arte, ma ci servono in particolare sponsor che possano perorare la causa con donazioni in denaro, come anche volontari, ASA, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, cuochi, manutentori. Chiunque può dare il proprio contributo”.
Auguriamo a Massimo e a tutto il suo validissimo Staff che il sogno diventi presto realtà, affinché il "disabile" possa sentirsi "liberabile" nel pieno rispetto della dignità.

 

 

QUAL'È LA VITA DEL DISABILE GRAVE...

VE LO SIETE MAI CHIESTO?

Immaginate per un istante di vivere un giorno da persone paralizzate dal collo in giù. Immaginatelo soltanto. Vi servirà per riflettere, niente di più. Nessun pietismo. Solo una riflessione con lo scopo di sensibilizzare. Tutto chiaro? Mi conoscete, non mi sono mai pianto addosso e odio chi lo fa!

Va da sé che per conoscere un problema o una realtà, non è necessario viverla in prima persona. Ad esempio, per comprendere quanta sofferenza si nasconde dietro un tossicodipendente non c’è bisogno di fare uso di droghe. È chiaro il concetto? Similmente, per capire la realtà di una persona paralizzata dal collo in giù (per fare un esempio), non c’è bisogno di spaccarsi l’osso del collo!

Fatta questa premessa, vi racconterò come passa la giornata una persona con problemi motori di questo tipo.

Al mattino viene lavata da cima a fondo, di tutto punto. La faccia, i denti, le orecchie, i capelli, il corpo, tutto, parti intime comprese. Queste cose, benché semplice da fare, vengono fatte da altri, da perfetti sconosciuti, e ogni tanto da qualche tirocinante. È già umiliante farsi vedere nudi da perfetti sconosciuti (molti si vergognano anche se fossero stati parenti), immaginatevi quanto lo sia dipendere da essi.

Viene vestita ed imbragata con un’imbragatura particolare che verrà attaccata ad un sollevatore. Questo apparecchio serve per fare il passaggio dal letto alla carrozzina. Una manovra poco piacevole. Ti vedi sospeso in aria per poi atterrare sulla tua carrozzina scintillante!

La colazione, mentre voi la fate da soli e comodamente a casa con la vostra famiglia o al bar, una persona con problemi motori di questo tipo dev’essere imboccata e qualche volta si sporca perché un pezzo di biscotto bagnato cade sulla propria maglietta o sui pantaloni.

Per il pranzo e la cena succede la stessa cosa. Vi risparmio i particolari.

Di pomeriggio ti metteranno a letto per il pisolino, e dovrai stare sul fianco per evitare le piaghe da decubito per almeno due ore. Dopodiché ti metteranno nuovamente sulla carrozzina per poi ritornare a letto con la stessa metodica la sera.

Se non hai interessi o mete da realizzare, questa è più o meno la giornata di una persona con gravi problemi motori. C’è da aggiungere un particolare piuttosto crudo ma reale.

Per fare i propri bisogni fisiologici, un paraplegico o un tetraplegico necessita di manovre invasive e dolorose, come l’esplorazione manuale ed i cateterismi. Tutto questo è programmato. Tre volte a settimana avviene lo svuotamento dell’ampolla mentre per lo svuotamento della vescica occorrono quattro cateterismi al giorno. E vi assicuro che tutto ciò è doloroso. Non avendo la sensibilità, queste persone hanno crisi disreflessiche, ossia sudorazione anormale e brividi su tutto il corpo come riflesso del dolore. E anche quando hanno un piccolo arrossamento gli succede la stessa cosa.

Questa è in sintesi la giornata tipo di una persona paralizzata completamente, e vi assicuro che esistono casi più gravi come di coloro che vengono anche broncoaspirati perché non riescono ad espettorare, a buttare fuori il catarro. Sono parole dure, ma è la realtà. E vi garantisco che non sono sceso nei particolari più crudi e dolorosi di questa patologia.

Perché vi ho descritto tutto ciò? Non per pietismo, come ho detto all’inizio, ma per aiutare tutti coloro che leggono a riflettere sulla realtà che circonda il mondo della persona disabile. Quando vi parlo dei diritti e delle necessità di queste persone che hanno un cuore e una mente, vi sto parlando con cognizione di causa.

Il desiderio di realizzare la RSD Sorriso ONLUS non è un capriccio o un sogno di una persona che non ha nulla da fare, ma è la piena consapevolezza di chi ha capito dopo quasi 22 anni di esperienza che le persone con questi problemi motori post-traumatici e degenerativi hanno davvero bisogno di persone competenti e capaci di soddisfare reali necessità di tutti i giorni.

Come presidente della RSD Sorriso ONLUS mi sono preso l’impegno davanti a tutta l’Italia di dare un futuro migliore a chi vive questa realtà, dando loro la possibilità di inserirsi nel mondo scolastico e lavorativo, creando per loro quell’aspettativa di vita che purtroppo in molte circostanze viene a mancare per assenza di interesse nei loro confronti, per una totale mancanza di amore verso il prossimo.

Grazie a tutti voi possiamo realizzare la prima residenza sociosanitaria per disabili in Italia. Il mio sogno è anche il vostro sogno, la mia realtà è anche la vostra nonostante non la viviate in prima persona, poiché, come già detto, non occorre diventare disabili per capire chi lo è veramente!

 

 

Massimo si concede una pennichella

 

 

ANCHE LA STAMPA SI È OCCUPATA

DELLA "RSD SORRISO ONLUS"

Fonte web

Si chiama Massimo Lorusso, ha 39 anni ed è paralizzato dal collo in giù dal 1988 a causa di un tuffo in mare. In qualità di presidente della RSD Sorriso ONLUS conduce un progetto ambizioso e degno di nota rivolto al sostegno di chi soffre. Vive sulla propria pelle una situazione difficile ma nonostante ciò lotta ogni giorno per ottenere quello che, ancora oggi, in molti casi è più simile a un’utopia che alla realtà. Infatti varie strutture attive sul territorio nazionale non sono in grado di coprire ogni esigenza degli ospiti né di garantire, in qualsiasi situazione, il pieno rispetto di tutti i diritti umani. La RSD Sorriso, quindi, si propone lo scopo di attivare un percorso articolato in cui la costruzione di una struttura adeguata ad assicurare l’intimità degli ospiti è solo l’aspetto più evidente e oneroso (il progetto prevede camere singole).

La qualità di vita, infatti, necessita di molti altri elementi per diventare effettiva”. La residenza che sognano presta quindi attenzione anche ai “particolari”, vale a dire corsi e attività, sia singole che collettive, in grado di valorizzare le capacità residue di ciascun ospite, insieme a intrattenimenti, alla possibilità di ricevere visite in ambienti adeguati, al rispetto di orari consoni alle esigenze delle persone, qualunque sia l’attività da loro svolta, oltre che alla concreta e professionale presenza di assistenza infermieristica, fisioterapica e socio-sanitaria. Solo così, infatti, ogni ospite della residenza che si vuole creare potrà sentirsi veramente realizzato e vivere nel pieno rispetto dei diritti inviolabili sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.

 

 

Massimo fa un giro in cucina

 

 

ECCO PERCHÉ VOGLIO CREARE QUESTA ONLUS....

Una malattia debilitante suscita emozioni forti. Le emozioni che provate voi possono essere molto diverse da quelle di altri. Nondimeno, operatori sanitari e persone inferme dicono che esistono diverse emozioni che accomunano spesso coloro che si trovano di colpo di fronte a un grave problema di salute. Allo shock e all’incredulità iniziali può subentrare un sentimento di negazione: ‘Non può essere vero’. ‘Ci dev’essere un errore’. ‘Avranno scambiato qualche provetta’. Descrivendo la sua reazione quando venne a sapere che aveva un tumore, una donna ha detto: “Ti viene voglia di infilare la testa sotto le coperte, nella speranza che quando la tirerai fuori di nuovo sarà tutto passato”.

Tuttavia, man mano che si prende coscienza della realtà, la negazione può lasciare il posto alla disforia, uno stato d’animo di oppressione angosciosa e di tristezza. Possono assalirvi domande come: ‘Quanto tempo mi resta da vivere?’, ‘Sono condannato a soffrire per il resto dei miei giorni?’ e altre simili. Forse vi piacerebbe tornare indietro nel tempo, a prima della diagnosi, ma non è possibile. Ben presto potreste essere travolti da una valanga di altre emozioni forti e dolorose. Quali sono alcune di esse?

Una malattia grave provoca grande incertezza e ansia. “A volte l’imprevedibilità della mia situazione è molto frustrante”, dice un uomo affetto dal morbo di Parkinson. “Ogni giorno devo aspettare e vedere cosa succederà”. La malattia può anche spaventarvi. Se vi ha colpito senza preavviso, può darsi che proviate una gran paura. Se invece la diagnosi è arrivata dopo che per anni avete sofferto di sintomi che i medici non avevano saputo interpretare, la paura può essere più insidiosa. All’inizio potreste persino provare un senso di sollievo, pensando che gli altri finalmente crederanno che state male per davvero e che non state recitando. Ben presto, però, al sollievo può subentrare la paura quando vi rendete conto di ciò che comporta la diagnosi.

Un’altra cosa che potrebbe preoccuparvi è la paura di non avere più il controllo della vostra vita. Soprattutto se per voi è importante avere un certo grado di indipendenza, il pensiero di dipendere sempre più dagli altri può farvi rabbrividire. Potreste temere che la malattia stia cominciando a dominare la vostra vita e a condizionare ogni vostro movimento.

Il fatto di avvertire una crescente perdita di controllo potrebbe anche scatenare un senso di rabbia. Potreste chiedervi: ‘Perché proprio a me? Cosa ho fatto per meritare questo?’ Il vostro problema di salute sembra ingiusto e assurdo. Potreste anche essere sopraffatti dalla vergogna e dalla disperazione. Un uomo che è paralizzato ricorda: “Mi vergognavo da morire del fatto che tutto questo mi fosse successo per colpa di uno stupido incidente!”

Potreste anche cominciare a sentirvi isolati. L’isolamento fisico porta facilmente all’isolamento sociale. Se il vostro problema di salute vi costringe a rimanere in casa, probabilmente non potete più stare insieme ai vecchi amici. Eppure sentite più che mai il desiderio e il bisogno di compagnia. Dopo una raffica iniziale di visite e telefonate, può succedere sempre più di rado che qualcuno faccia un salto da voi o vi telefoni.

Dal momento che vedere allontanarsi gli amici fa male, può darsi che abbiate reagito a questa esperienza dolorosa chiudendovi in voi stessi. Naturalmente, è comprensibile che abbiate bisogno di un po’ di tempo prima di affrontare nuovamente gli altri. Ma se a questo punto tagliate sempre di più i ponti con gli altri, potreste passare dall’isolamento sociale (quando gli altri non vengono a trovarvi) all’isolamento emotivo (quando siete voi a non voler vedere gli altri). In entrambi i casi, potreste trovarvi a lottare con un forte senso di solitudine. A volte potreste addirittura chiedervi se ce la farete ad affrontare un altro giorno.

La RSD Sorriso ONLUS offre a chi soffre di questo turbine di emozioni un'equipe di medici specializzati ma soprattutto tanto amore, comprensione e servizi adeguati. I servizi, una volta avviata la "RSD Sorriso", saranno molti, come organizzare attività sia interne che esterne volte ad assicurare una qualità della vita degli ospiti. Al singolo ospite verranno garantite uscite individuali al fine di incentivare la vita di relazioni sociali all'esterno della struttura e per dare a loro la possibilità di conseguire una vita più indipendente e libera. All'interno della residenza ci saranno dei laboratori volti ad inserire il diversabile nel mondo del lavoro e verranno avviati corsi culturali per garantire agli ospiti una buona istruzione.

La RSD Sorriso avrà degli animatori che organizzeranno gite culturali, turistiche, feste, karaoke, pic-nic e altro ancora a Roma e provincia. Gli ospiti potranno assistere ad eventi sportivi, concerti e visite a mostre e/o di recarsi al cinema. Il servizio animativo opererà per 365 giorni all’anno.
La RSD Sorriso sarà dotata di sistemi di sicurezza in conformità alla legge 18/2008, con vie di fuga e dispositivi anti-incendio. Il personale addetto avrà la garanzia di lavorare in un ambiente sicuro, a beneficio dell'ospite.

La RSD Sorriso avrà, nel suo progetto strutturale, una palestra con piscina per mantenere e/o potenziare le capacità motorie di ciascuno, seguiti da validi fisioterapisti. La Terapia Occupazionale farà parte dell'intero progetto per aiutare l'ospite nei processi motori, sensoriali, cognitivi e per spingerlo a una completa indipendenza in ogni momento della sua vita. L'obiettivo principale del TO è sostanzialmente quello di ricondurre la persona con disabilità - tenendo conto dell'età, della gravità della malattia, della prognosi e del contesto sociale in cui vive - alla condizione di massima autonomia e indipendenza possibile.

 

 

Questa è invece la sua morosa.... La grande Nicla!

 

 

UNA LEZIONE  DAL MONDO DELLA NATURA

IN QUESTO momento sulla terra battono circa 5.600.000.000 di cuori umani. Ogni giorno il vostro cuore batte 100.000 volte e pompa l’equivalente di quasi 8.000 litri di sangue attraverso i 100.000 chilometri del vostro sistema vascolare. Nessun altro muscolo lavora più di questo capolavoro di ingegneria divina. Sulla terra sono al lavoro anche 5.600.000.000 di cuori simbolici. Nel cuore simbolico dimorano i sentimenti, i motivi, i desideri. È la sede dei pensieri, dell’intendimento e della volontà. Il cuore simbolico può essere superbo o umile, mesto o allegro, ottenebrato o illuminato.

Il vostro cuore conosce da tempo il desiderio della RSD Sorriso ONLUS di costruire una residenza sociosanitaria che verrà costruita tutta intorno a chi ha problemi motori, per soddisfarne ogni loro bisogno. E il vostro cuore cosa vi spinge a fare? Restare indifferenti o contribuire a questo amorevole progetto? Il detto: ‘Domani è spesso il giorno dell’anno in cui c’è più da fare’, riflette l’umana tendenza a procrastinare. Com’è dunque appropriato l’ispirato incoraggiamento relativo al presente, all’oggi: “Realmente, dunque, finché ne abbiamo il tempo favorevole, operiamo ciò che è bene verso tutti".

Tenete anche conto che l’essere umano adulto si compone di circa 100.000 miliardi di cellule, ciascuna delle quali è così complessa da superare la nostra comprensione. Per illustrarne la complessità, la rivista Newsweek paragonava la cellula a una città cinta da mura. “Ci sono centrali elettriche che producono l’energia di cui la cellula ha bisogno”, diceva la rivista. “Ci sono fabbriche di proteine, elementi indispensabili per lo scambio chimico. Complessi sistemi di trasporto guidano particolari sostanze chimiche da un punto all’altro della cellula e fuori. Sentinelle ai posti di blocco controllano le esportazioni e le importazioni, e scrutano il mondo esterno in cerca di segnali di pericolo. Disciplinate truppe biologiche si tengono pronte a intervenire contro gli invasori. Un governo genetico centrale mantiene l’ordine”.

Considerate come voi - i circa 100.000 miliardi di cellule di cui siete formati - siete venuti all’esistenza. Avete avuto inizio da un’unica cellula che si formò quando uno spermatozoo di vostro padre si unì a una cellula uovo di vostra madre. Avvenuta la fusione, nel DNA (sigla dell’acido desossiribonucleico) della nuova cellula furono tracciati i piani per produrre infine ciò che siete: un essere umano interamente nuovo e unico. Si dice che le istruzioni contenute nel DNA, “se messe per iscritto, occuperebbero 1.000 volumi di 600 pagine l’uno”.

Poco dopo, quella cellula originale cominciò a dividersi formando due cellule, poi quattro, otto, e così via. Infine, dopo circa 270 giorni - durante i quali in vostra madre si svilupparono miliardi di cellule di molti tipi diversi così da formare un bambino - nasceste VOI. Sarebbe come dire che in quella cellula c’era un’enorme stanza piena di libri contenenti istruzioni particolareggiate su come farvi. Ma altrettanto prodigioso è il fatto che queste complicate istruzioni furono trasmesse a ogni cellula successiva. Sì, sorprendentemente, ciascuna cellula del vostro corpo ha al completo le medesime informazioni che erano contenute nell’originale ovulo fecondato!

Considerate anche questo. Dato che ogni cellula contiene le informazioni per produrre tutti i tipi di cellule, quando arrivò il momento di produrre, diciamo, le cellule del cuore, come vennero ignorate le istruzioni per fare tutte le altre cellule? Agendo probabilmente come farebbe un costruttore che ha uno schedario in cui sono depositati tutti i disegni del progetto per fare un bambino, una cellula estrasse dal suo archivio il disegno per produrre le cellule del cuore. Un’altra cellula prese un disegno diverso contenente le istruzioni per produrre le cellule nervose, un’altra ancora il disegno per fare le cellule del fegato, e così via. Di sicuro questa capacità finora misteriosa che la cellula ha di scegliere le istruzioni necessarie per produrre un particolare tipo di cellule e al tempo stesso di ignorare tutte le altre istruzioni è un altro dei tanti “miracoli che ci portano dal concepimento alla nascita”.

Ma non è tutto qui. Le cellule del cuore, ad esempio, hanno bisogno di essere stimolate per contrarsi ritmicamente. Perciò all’interno del cuore è stato strutturato un complesso sistema che serve a generare impulsi elettrici perché il cuore batta al ritmo giusto e sostenga così il corpo nell’attività in cui è impegnato. Davvero un progetto prodigioso! Non c’è da meravigliarsi che un medico abbia detto del cuore: “È più efficiente di qualsiasi macchina inventata dall’uomo”.

Possiamo trarre una lezione dalle cellule: la collaborazione. Come le cellule hanno vari compiti per l'unico scopo che è la vita, così anche noi possiamo contribuire in molti modi per l'unico progetto vitale che la RSD Sorriso ONLUS porta avanti a favore della vita umana e dignità di ogni persona con problemi motori.

 

 

PER SAPERNE DI PIÙ

 

 

Massimo Lorusso su Facebook

 

 

RSD SORRISO ONLUS SU FACEBOOK

 

 

Sito Internet della RSD Sorriso Onlus