Parrocchie di Canolo e Fosdondo

Visita pastorale 2003 del vescovo mons. A. Caprioli

 

Relazione sullo stato delle parrocchie

 

Introduzione

 

Le parrocchie di Canolo e Fosdondo sono state riunite in unità pastorale dal 1991 e, da allora, hanno cercato di camminare insieme, anche se con tanta fatica. Pertanto abbiamo ritenuto di presentare un'unica relazione.

 

1. La nostra Chiesa, comunione di fede e missionaria.

Il momento centrale della nostra comunione di fede lo viviamo nella celebrazione della Parola e dell'Eucaristia della domenica, con una partecipazione di ca. il 10% dell'intera popolazione (140­-180 persone su 1600 abitanti), In generale è una celebrazione curata ed animata, grazie all'impegno delle, suore della CdC e dei catechisti, in cui si cerca di valorizzare i vari ministeri e carismi personali. La celebrazione feriale è alla CdC, anche questa, sempre ben curata, anche se con scarsa partecipazione dei parrocchiani. Il martedì sera la celebrazione eucaristica è imperniata sulla riflessione e sulla condivisone della Parola della domenica, con tanta fatica nella partecipazione. Da anni, il giovedì un gruppo di persone si ritrova per la lectio in una casa privata, dove il clima famigliare agevolerebbe gli interventi.

Nella comunità vi sono divisioni e tensioni per il diverso modo di intendere la pastorale. Alcuni fedeli ritengono che ogni attività, pastorale, se non è preceduta e sostenuta da una profonda assimilazione nelle vita della Parola di Dio, non abbia valore ed efficacia. Con rammarico si deve registrare che questa posizione determina spesso l'assenza dalle iniziative parrocchiali.

La catechesi è svolta in modo sistematico per i ragazzi dai 6 ai 13 ami, con l'impegno di una decina di catechisti (giovani e mamme) e con l'aiuto di una decina di adolescenti. Se la partecipazione al catechismo del sabato è molto alta, non altrettanto quella della Messa domenicale. L'oratorio. funziona con discontinuità per la difficoltà. di avere educatori disponibili. Un grave problema irrisolto è la pastorale giovanile, fin dal post‑cresima: si sono fatti diversi tentativi per impostare itinerari formativi per i giovani, ma i risultati sono stati molto scarsi. Da due anni abbiamo iniziato incontri mensili per le famiglie, con una buona partecipazione, anche se non è facile coinvolgere nuove coppie. Non. vi, è una catechesi per gli adulti, se non attraverso l'omelia domenicale. La preparazione delle coppie al matrimonio e dei genitori al battesimo dei figli è svolta esclusivamente dal parroco, anche se vorremmo coinvolgere in tale compito altre coppie.

Il centro della nostra carità dovrebbe essere la Casa della Carità, conosciuta da tutti, che vede l'impegno attivo di alcuni (pochi) e che costituisce un forte richiamo a servire i poveri. Forse, dopo 40 anni, riteniamo scontata la presenza della CdC: ci sarebbe bisogno di riscoprirla. Esiste anche una Caritas parrocchiale, gestita con le offerte delle Messe della CdC, celebrate per i defunti. Molte iniziative sono demandate alla Caritas del Vìcariato e questo ci rende poco presenti a livello vicariale. L'associazione "S. Giuseppe" che coinvolge nel lavoro persone disabili e con forti disagi sociali, è un altro forte richiamo alla carità, anche se poco conosciuta. Un legarne prezioso tra la comunità e gli ammalati è svolto dai cinque ministri straordinari dell'Eucaristia, insieme alle visite compiute dal parroco. La comunità grazia alla presenza in Brasile del precedente parroco, don Imovilli, e all'attività della CdC, è molto attenta alle missioni.

La parrocchia cerca di essere missionaria all'interno del proprio, territorio cercando l'incontro con tutti (non ci sono contrasti tra comunità religiosa e civile) e collaborando con le realtà sociali presenti, quali il circolo ARCI di Fosdondo, la Polisportiva canolese, che si traduce nel lavorare insieme a livello sociale, culturale e ricreativo. In questo modi si cerca di avvicinare i lontani, attraverso il dialogo e la disponibilità, anche personali. Il parroco cerca di essere presente nei momenti particolari delle famiglie, partecipando anche ai "funerali civili".

 

2. La nostra Chiesa nei rapporti con le altre realtà ecclesiali.

Da 12 ami Canolo e Fosdondo sono unite in unità pastorale. Pur con tante fatiche e resistenze, in questi ami abbiamo cercato di camminare insieme e di aiutarci. Le attività. catechistiche e ricreative per i ragazzi, i giovani e le famiglie sono organizzate insieme. Da alcuni anni abbiamo una Messa domenicale comunitaria, alternandone annualmente la sede, pur mantenendo la Messa nell'altra parrocchia. 1 sacramenti sono celebrati insieme. Quasi sempre i Consigli pastorali sono comuni, separati sono invece i Consigli per gli affari economici, essendo separate le gestioni amministrative. Soprattutto Canolo teme di perdere la propria identità, essendo più piccola, con molte persone anziane e meno attiva.

La zona pastorale con le parrocchie di Budrio e S. Prospero di Correggio è fallita. In passato si sono fatti numerosi tentativi, senza però mai riuscire ad incontrarci veramente e a collaborare nelle iniziative pastorali, riteniamo a causa delle impostazíoni pastorali completamente diverse e, forse, delle diverse dimensioni delle parrocchie. Pensiamo che il problema non debba continuare ad essere accantonato: le nostre comunità devono affrontarlo di nuovo, con tanta umiltà e disponibilità da parte di tutti. In questo abbiamo bisogno di essere spronati ed aiutati dalla diocesi.

La comunità cerca di partecipare alle attività del Vicariato, riconoscendone l'importanza, anche se per molti è poco visibile. Canolo e Fosdondo chiedono in particolare al Vicariato di costruire una pastorale giovanile in comune, in quanto le piccole realtà ecclesiali, come la nostra, sono incapaci di organizzarla.

 

3. La nostra Chiesa nel sociale.

I nostri paesi sono interessati da una forte immigrazione extracomunitaría, la parrocchia non ha la forza necessaria per affrontare il problema, se non attraverso la disponibilità dei singoli cristiani e l'impegno sporadico (ospitalità temporanee, aiuto nel trovare casa e lavoro, inserimento nelle attività parrocchiali).

L'attenzione ai problemi sociali (pace, giustizia, mondo del lavoro, immigrazione) è spesso messa in rilievo dal parroco nelle sue omelie e in occasione di incontri formativi. La presenza della CdC, con le sue iniziative e le persone che vi passano, ci è molto di aiuto in questo.

La parrocchia ha una propria Società sportiva, in quanto crede profondamente che l'attività sportiva sia luogo di evangelizzazione e di crescita umana. Lo scopo è soprattutto quello di incontrare e far incontrare i giovani e le loro famiglie, soprattutto i più lontani e gli stranieri. Il problema principale è la scarsità. di volontari disponibili, come dirigenti ed allenatori, e questo limita notevolmente le iniziative in questo campo.

 

Conclusione

Abbiamo colto l'occasione della visita pastorale del nostro vescovo, per riflettere sulla nostra condizione di Chiesa e per poter poi impostare un progetto pastorale. Purtroppo questa intenzione non è stata condivisa da tutta la comunità e la riflessione non ha coinvolto i giovani, anche catechisti, e alcune famiglie impegnate in un loro cammino di fede. Le ombre sono tante, le luci poche, ma siamo fiduciosi che affidandoci all'amore di Dio sapremo continuare nel nostro cammino di fede.

 

Il Consiglio pastorale di Canolo e Fosdondo

Dalla Casa della Carità, 17 settembre 2003