Genesi Biblica

evoluzione o creazione?

 Caino è la chiave del mistero
 

DAGLI SCRITTI DI DON GUIDO BORTOLUZZI

 

Negli Stati del Nord America ed in Europa si sta facendo sempre più aspro il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti. Entrambi sostengono alcune valide ragioni, ma naufragano nei loro stessi limiti. Questo testo segna il loro superamento grazie alla nuova verità rivelata e propone una terza via che, pur soddisfacendo pienamente il rigore scientifico, è in conformità alla dottrina cristiana.

 

Un libro affascinante, conturbante

 e rivoluzionario insieme

 

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NOTA

 

(di Claudio Prandini)

 

IO L'HO LETTO... E VOI???

 

Qualche tempo fa udii con le mie orecchie un sacerdote affermare, ad un gruppo di fedeli sbigottiti, che la storia di Adamo ed Eva non era che una favola per bambini. Le persone in ascolto non dissero nulla, non avevano i mezzi per farlo, in fondo lui era un sacerdote, lui aveva studiato. La cosa mi mandò su tutte le furie, ma mi frenai, non era il caso di fare confusione quella sera. Non credo di essere un catto-fondamentalista e so che quel sacerdote non parlava di suo, ma ripeteva ciò che più o meno aveva sentito nei suoi anni di studio in seminario.

Ciò dimostra che nei seminari ci sono degli "spifferi" di correnti provenienti dall'esterno, dal mondo. Ed è forse per questo che ora ci troviamo ad avere preti evoluzionisti contrapposti a seri scienziati creazionisti. Può sembrare un paradosso ma è così... (vedere qui)

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (par. 54-58; 70-71) è però chiaro: citando Adamo ed Eva ne parla come di un fatto reale (quindi non simbolico) i quali, nel pieno delle loro facoltà fisiche, intellettuali e spirituali (i nostri progenitori non erano ominidi selvaggi e senza ragione, come vogliono farci credere) commisero un atto grave nei confronti del loro Creatore (Peccato d'origine).

 

Pur senza saperlo e senza volerlo, quel sacerdote, aveva di fatto avvalorato di fronte al suo uditorio la teoria atea e materialista dell'evoluzionismo biologico (poligenesi) della specie umana. Il problema è che se si fa propria questa teoria non scompare solo Adamo ed Eva (monogenesi), ma scompare anche il Peccato d'origine nel senso che non si sa più che cosa sia. Non solo, assieme al Peccato originale scompare anche la necessità della Redenzione, cioè il motivo preciso del perché il Figlio di Dio ha dovuto farsi uomo.

 

Se l'uomo discendesse direttamente dalla scimmia non ci sarebbe stato alcun bisogno di redenzione, poiché esso, nel bene come nel male, sarebbe stato solo il frutto della sua natura. In tale ottica evoluzionista il Cristianesimo tende così a scomparire e da religione "redentiva", cioè di recupero del vero essere dell'uomo, si trasforma in religione "moralista", ovvero ti dice ciò che è "bene" o "male" ma non ti dice chi veramente "sei", né quale era il progetto di Dio sull'uomo fin dalle origini, quando fu creato nell'integrità del suo essere.

 

Se oggi il messaggio cristiano fatica ad essere compreso è anche per questa caduta moralistica in cui è stato spesso relegato nelle prediche e non solo. Ciò che è purtroppo scomparso nella nostra cultura occidentale è il concetto di "involuzione", di "decadenza", di cui il Peccato originale ne è il paradigma più vero.

 

Allora leggere un libro come questo può aiutare a riprendere la visione biblica della creazione, del Peccato d'origine e della redenzione, senza togliere nulla alla ragione scientifica. Un libro che metterà in crisi l'evoluzionismo darwiniano e che dovrebbe essere letto da tutti coloro, compresi teologi e scienziati, che con semplicità cercano le proprie origini nella notte dei tempi.

 

 

 

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L'involuzionismo: paradigma

regressivo della modernità

 

l'umanità è decaduta, il mondo è decaduto, la creazione è decaduta e

 la presunzione e l'orgoglio umani hanno reso inarrestabile tale processo.

 

Fonte web - di Lamendola, Prof. Francesco

Non è questa la sede per elencare le falle e le intrinseche debolezze della teoria dell'evoluzionismo biologico. È noto che i famosi 'anelli mancanti' tra le successive forme biologiche non sono stati trovati (si è bensì cercato di fabbricarli ad arte, come il presunto "uomo di Piltdown"); ed è altrettanto noto - per chi lo vuole sapere, dato che esistono decine di pubblicazioni serie sull'argomento - che numerosi ritrovamenti fossili attestano che la presenza umana sul nostro pianeta è antica non di qualche centinaio di migliaia d'anni, ma di molti milioni d'anni; cosa che, del resto, si accorda perfettamente con quei passi del Ramayana e del Mahabarata ove si descrivono conflitti nucleari che sconvolsero l'umanità civilizzata moltissimo tempo fa. "Voi Greci siete come bambini - dicono i sacerdoti egizi a Solone nel Timeo platonico - infatti non avete alcuna antica opinione che provenga da una primitiva tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l'età". Infatti, per la Tradizione l'umanità non si è evoluta dalla materia, a partire da forme semplici e inferiori, bensì - al contrario - è decaduta da una condizione aurorale di perfezione fisica e spirituale; e le grandi civiltà antiche che noi conosciamo attualmente - fra le quali l'egizia - non furono che gli estremi, degradati relitti di una grande civiltà antichissima, che - come narra il mito di Atlantide - si autodistrusse per aver peccato di orgoglio, recidendo i suoi legami doverosi con la divinità e praticando dissennatamente la magia nera. Quando, cioè, i suoi sapienti divennero stregoni, e s'illusero di poter dominare a piacere le forze formidabili della natura, facendone strumento di folli ambizioni e di una malvagia volontà di dominio.

Tutte le tradizioni spirituali, derivate dall'antichissima Tradizione - che non è un sapere di origine umana, ma soprannaturale - recano un'eco e un riflesso, più o meno attenuati, più o meno riconoscibili - di questa antichissima verità. Dal mito cristiano della cacciata dal Paradiso terrestre al mito greco dell'età dell'oro, dell'argento, del bronzo e del ferro, al mito indiano dei quattro Yugas, nell'ultimo dei quali ci troviamo immersi (il Kali-Yuga o età oscura della dea Kali), sempre troviamo lo stesso concetto fondamentale: l'umanità è decaduta, il mondo è decaduto, la creazione è decaduta e la presunzione e l'orgoglio umani hanno reso inarrestabile tale processo. Naturalmente la concezione indiana e quella greca, basate su una concezione circolare del tempo, attendono il ritorno spontaneo dell'età luminosa (il Grande Anno di cui parla Virgilio nella IV ecloga delleBucoliche); mentre quella cristiana, basata sull'idea di un tempo lineare, confida in unarestaurazione del bene perduto mediante l'intervento salvifico del Dio-uomo: che si è manifestato nel tempo della storia con l'evento salvifico della venuta di Gesù Cristo, e che si rinnova, in senso meta-storico, come presenza inesauribile del Paraclito che agisce sul mondo mediante il mistero della grazia.

Se tutto questo è vero, allora l'evoluzionismo - inteso come visione del mondo e non come semplice teorie biologica (o antropologico-culturale) ci appare veramente quale paradigma fondante della modernità, ossia come un deliberato sovvertimento di valori; come un sistematico progetto di desacralizzazione della natura e di riduzione della realtà alla misura di una materia che ha in sé stessa la propria autosufficienza e un proprio progetto di perfezione; infine, come una esclusione deliberata di ogni piano di realtà spirituale, vista - quest'ultima - unicamente come il prodotto di processi fisico-chimici aventi sede nel cervello. Ebbene tutto questo è diabolico nel senso letterale della parola: diábolos in greco sta per "calunniatore" e viene da diáballein che significa "gettare" (diá) "attraverso" (bállein), e qui si tratta appunto di gettare la pretesa di autosufficienza delle creature attraverso il disegno provvidenziale della Trascendenza, che viene radicalmente negato (calunniato) e relegato nel regno del "mito" (nell'accezione volgare della parola, come spiegazione pre-razionale, e quindi puerile e inadeguata, della realtà).

 

 

 

Don Guido Bortoluzzi (1907-1991)

 

 

 

 

 

Breve premessa

di don Guido

 

Non importa sapere chi è l’autore di queste righe. Sono un uomo che cerca la Verità, come è dovere di ogni creatura intelligente. Non ho meriti né titoli accademici che mi raccomandino. La visione che descrivo non è una favola né un sogno o frutto di autosuggestione: è ‘un fatto reale’, non sperato, non chiesto e non accolto con docilità.

La mia diffidenza, le mie reazioni di contestazione che l’hanno accompagnata, stanno a dimostrare la mia ignoranza e i miei preconcetti e la longanimità dell’Incomparabile Regista, Dio-Padre, che, non in una ‘nube di fuoco’ come a Mosè, ma in un ‘alone di luce ròsea’, mi ha seguito in diversi luoghi dentro la mia casa con un quadro visivo a colori dove mi ha fatto vedere ciò che Egli, l’Onnipresente, ha registrato nella Sua Memoria dal primo atomo alla formazione del macrocosmo, dalla prima cellula vivente, ed in particolare alla nascita della prima Bambina, ultimo atto in cui è intervenuto direttamente con la Sua Potenza Creatrice.

Dopo di che ‘cessò dal creare qualsiasi altra specie’, essendo raggiunto il finalismo della Creazione (*) .

Al termine ebbi piena coscienza della portata della rivelazione e della mia pochezza: doveva toccare proprio a me? Capii che era un messaggio per tutti gli uomini della terra: chi mi crederà? Mi vennero allora in mente alcune parole bibliche: “Da un testimone null’altro si richiede se non che sia fedele nel riferire”. Prevedo che molti non crederanno. Nessuna  meraviglia.

È obbligato a credere solo chi riceve la rivelazione. Ma se la rivelazione s’accorda con i dati biblici e li spiega ed è conforme ai dati della scienza ed al retto uso della ragione, non è giusto rifiutarla. Sarà di grande conforto per il Papa, per i Vescovi, per i Sacerdoti e per  tutti i credenti nell’unico Dio, sapere che Egli parla ancora agli uomini come agli antichi Patriarchi e Profeti, a tu per tu, con grande familiarità e magnanimità, anche scherzando.

Non si offendano gli Ebrei e i Musulmani se Dio ha parlato ad un Sacerdote della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e perseguitata. Egli parla a chi vuole, quando lo crede più opportuno e rivela le cose che la scienza non riesce a scoprire, oppure che essa interpreta erroneamente. È nel Suo stile scegliere per Suoi messaggeri e confidenti persone non quotate per posizione sociale o per intelligenza. Richiede solo “ut fidelis qui inveniatur”, cioè che il messaggero trasmetta fedelmente il Suo messaggio.

Non mi ha detto di scrivere il Suo messaggio, né di trasmetterlo a voce o per iscritto, ma è evidente che questa rivelazione è per il bene dell’umanità credente e non credente. Come renderne convinti i poligenisti? La mia testimonianza non basta. Se vedessero anch’essi e sentissero ciò che mi fu detto, crederebbero? Forse alcuni di essi sarebbero ancora più diffidenti di quanto non lo sia stato io all’inizio e crederebbero ad un’allucinazione, se non ad un’autosuggestione.

Io cercavo la verità su alcuni problemi e la VERITÀ STESSA mi è venuta incontro inaspettata, immeritata, chiara,  sovrabbondante, bella, confortante. “Volentibus et conantibus Deus non denegat gratiam”, Dio non nega la conoscenza di Sè a coloro che desiderano e insistono nella ricerca della verità.

Quanto scrivo può essere dichiarato di origine soprannaturale solo dalla competente Autorità Ecclesiastica, la quale, pur riconoscendone l’autenticità, può fare le sue ricerche sulla opportunità della pubblicazione di tutto o di certe parti dello scritto. Mi sottometto a qualunque decisione verrà presa dal Magistero Ecclesiastico, sia sul contenuto della visione che sul commento esplicativo che l’accompagna (**).

 

(*) Per alcuni scienziati anche dopo la creazione dell’Uomo apparvero altre nuove specie inferiori. La frase biblica potrebbe esprimere in questo caso che dopo la creazione dell’Uomo, Dio non creò altre specie superiori all’Uomo.

(**) L’intenzione di don Guido era retta, ma l’incredulità e le difficoltà incontrate nei suoi Superiori non gli consentirono di veder realizzato il suo desiderio. Questo è il motivo per cui, dopo la sua morte, ho ritenuto opportuno pubblicare l’Opera, considerandola patrimonio dell’umanità intera.

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

di Renza Giacobbi

 

 

Quando iniziai il lavoro di riordinare gli scritti di don Guido per adempiere alla promessa che gli feci di portare a pubblicazione questo testo, mi sentivo oppressa dalla responsabilità di tale compito. Ma, mano a mano che procedevo, mi presero una pace, una gioia, un entusiasmo inspiegabili. Mi rendevo conto che, al di là dei fatti narrati, cambiava il mio modo di pormi davanti a Dio e al prossimo, perché cambiava la mia prospettiva nel vedere le cose. La mia fede in Dio diventava fiducia, il mio rapporto con gli altri diventava comprensione. Feci leggere questo libro ad alcune persone amiche che, superato lo stupore per gli argomenti trattati, provavano gli stessi sentimenti e affermavano che, come ogni Parola di Dio, questa rivelazione guariva le loro ferite profonde dell’anima: era come se la loro vita fosse giunta ad una svolta perché il rapporto con se stessi e gli altri non era più lo stesso.

Il Vangelo ci invita ad amare il prossimo. Ma com’è possibile amare qualcuno che è indisponente o, peggio ancora, una persona senza morale? È impossibile se non conosciamo cosa c’è dentro la natura dell’uomo e se non gli diamo delle attenuanti. Freud ha sondato il subconscio e l’inconscio, ma, come scienziato, è rimasto emotivamente indifferente di fronte alle alterazioni della psiche. Con la lettura di questa rivelazione, invece, si arriva alla conoscenza delle cause profonde del modo di sentire e di comportarsi dell’uomo e il nostro approccio non rimane più quello dello spettatore, perché nasce in noi un sentimento di comprensione e di pietà che ci permette di amare anche ciò che è sgradevole sapendo che di quel comportamento spesso l’uomo non ha colpa, ma ne è vittima.

Così, cambiando il nostro atteggiamento, vediamo con sorpresa che anche gli altri di riflesso cambiano il loro nei nostri confronti. L’amore per il prossimo allora non è più una mèta irraggiungibile, perché la conoscenza profonda della natura umana ci viene in soccorso ispirandoci tolleranza e perdono per noi stessi e per gli altri. Questa rivelazione diventa mezzo di guarigione perché spiega, con la ragione, molti comportamenti umani inquadrandoli nella loro giusta dimensione e, soprattutto, fa sì che la guarigione diventi attuabile perché è Dio stesso che se ne fa carico e a questo scopo ha predisposto i mezzi e gli strumenti, ai quali l’uomo possa ricorrere.

Non più conflitto fra Scienza e Fede

Qual’è il problema di oggi che offusca la verità? Non è solo l’incomprensione fra Scienza e Fede, ma la crisi stessa della Scienza che, riguardo all’origine dell’uomo, è divisa in due correnti di pensiero diametralmente opposte ed inconciliabili: l’evoluzionismo e il creazionismo. Sono inconciliabili perché, pur dicendo entrambe alcune verità, ciascuna delle due ha dei limiti negli stessi suoi presupposti, limiti che entrambe non sono in grado di superare. L’evoluzionismo, credendo di aver trovato la chiave dell’evoluzione nel ‘caso’, sul quale poi interverrebbero dei fattori successivi come l’ambiente e la selezione, si è insabbiato da solo quando non può spiegare come si passi dalla materia al pensiero o come si formino organi complessi come l’occhio e così via; il creazionismo, d’altro canto, resta incompreso quando si ostina a prendere alla lettera espressioni della Bibbia che invece vanno lette con profondo rispetto perché contengono sapienti significati allegorici.

Per cui la scienza, privata di un’etica superiore perché non fa più riferimento al legittimo Creatore, si sta comportando in modo selvaggio compromettendo la vita stessa del pianeta e con essa quella dell’umanità. Tuttavia queste correnti hanno dei meriti: gli evoluzionisti hanno messo in evidenza la scala biologica delle specie, mentre i creazionisti ridanno a Dio il Suo ruolo di Creatore e di legittimo Signore della vita.

Papa Giovanni Paolo II durante un’intervista fattagli dal prof. Nicola Cabibbo, fisico e docente all’Università la Sapienza di Roma e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, dichiarò che non vi è alcun problema per la Chiesa convenire che esiste ‘un continuo’ fra tutte le specie dalle cellule primordiali all’uomo, purché Dio mantenga il Suo ruolo di diretto Creatore. Tuttavia, aggiunge il prof. Cabibbo, nessuno scienziato è stato in grado finora di dire ‘come’ siano apparse le varie specie e come sia apparso l’uomo. A ciò ha provveduto il Signore stesso con questa rivelazione.

La terza via: la creazione mediata

Il superamento di queste opposte posizioni può avvenire solo attraverso nuove conoscenze che aggiungano quel tassello mancante attraverso il quale tutta la realtà è spiegabile. Questo tassello, posso dirlo senza presunzione perché l’autore ne è il Signore stesso, è questa rivelazione. Questo nuovo elemento, finora mancante, è nell’aver portato a conoscenza la vera storia dell’uomo, dalla sua origine al pregiudizio che ne seguì per il cattivo uso della sua libertà che determinò l’involuzione della specie umana fino a farla scomparire come specie pura per lasciarla sopravvivere mimetizzata fra le specie inferiori. Solo dopo che l’umanità ebbe toccato il fondo, iniziò il suo recupero e quella che gli evoluzionisti chiamano evoluzione, in realtà non è che la sua rievoluzione, che molto meglio andrebbe definita come “la sua ricostruzione”, sorretta dallo stesso Creatore.

Così gli evoluzionisti, che hanno presente solo quest’ultima fase, possono dire di aver giustamente compreso lo sviluppo psichico e fisico dell’essere umano e vengono incoraggiati sul loro studio antropologico, mentre i creazionisti possono  finalmente veder coronata la loro intenzione di dare a Dio ciò che è di Dio: la creazione dell’uomo e di ogni altra specie. Questa rivelazione è finalizzata a chiarire con argomenti scientifici, ma accessibili a tutti, i punti oscuri della Genesi. In sintesi Dio dice che ogni creazione di una nuova specie è sempre partita da un seme e che mai una pianta o un animale è stato creato allo stato già sviluppato e adulto come per magia, sebbene questo Gli sarebbe stato possibile essendo Egli Potenza Assoluta. Questo principio di iniziare ogni creazione dal seme vale sia per l’universo che per la vita.

Non spiega come Dio creò la vita ai suoi albori ma, mostrando come operò per creare il primo Uomo e la prima Donna, suggerisce di estendere questo principio anche alla creazione di tutte le altre specie. Quindi, anche il primo Uomo e la prima Donna non furono creati già adulti, come vorrebbero i creazionisti fondamentalisti, né in via di evoluzione come vorrebbero gli evoluzionisti, ma vennero creati nella loro prima cellula e già nella loro perfezione assoluta. E dove mai avrebbe potuto svilupparsi la vita in embrione se non nell’utero di una femmina di una specie già esistente?

A questo scopo il Signore si servì, come ‘mezzo’ per la creazione dell’Uomo e della Donna, di una femmina di una specie ora estinta, quella degli ancestri (così denominata dal Signore). Perciò questo processo è stato chiamato ‘creazione mediata’ perché, come dice l’espressione stessa, Dio ha usato come ‘mezzo’, o supporto, ciò che era già stato creato: regola questa usata, prima ancora, per la creazione di qualsiasi altra nuova specie. La sola, ma importantissima, differenza rispetto alla creazione di tutte le altre specie fu che nella creazione dell’Uomo e della Donna Dio aggiunse, fin dall’attimo del loro concepimento, un elemento nuovo, il Suo Spirito, così che essi divennero spiritualmente Suoi Figli. Quindi l’Uomo deriva, ma ‘non discende’, dalla specie immediatamente inferiore perché in tutto e per tutto è ‘nuova’ creazione non essendo passato alcun gene dalla specie inferiore a quella superiore. Passò solo il nutrimento.

Ciò non toglie che le due specie, quella umana e quella ancestre, pur avendo un ‘numero’ di cromosomi diverso, siano state create con un certo numero di geni uguali. Fu l’enorme quantità di specie in progressione di sempre maggior complessità  e perfezione ad indurre in errore gli evoluzionisti che dedussero che il processo evolutivo fosse spontaneo.

Per quanto concerne i contenuti, il Signore fece vedere a don Guido come il peccato originale, peccato di disobbedienza, di estrema presunzione e di autosufficienza commesso dal primo Uomo con la femmina ancestre dalla quale la specie umana era derivata, inquinò la specie umana perfetta pregiudicando le generazioni successive. Si determinò quindi una strana situazione:da un lato si ebbe una discendenza pura e legittima derivata dalla prima coppia dei Figli di Dio, l’Uomo e la Donna; dall’altro una discendenza ibrida derivata dallo stesso Uomo e dalla femmina ancestre appartenente alla specie subumana. Quindi si ebbero due genealogie parallele, una pura e legittima con tutti i requisiti di perfezione ricevuti da Dio, ed una ibrida e illegittima che si degradò fino a perdere ogni sembianza umana per mimetizzarsi fra gli ominidi.

Le novità non sono poi tanto nuove come potrebbero sembrare a prima vista, perché le due figure femminili, Eva, la femmina ancestre che fu la partner di Adamo nel peccato originale e che divenne madre di Caino, e la Donna, la legittima e innocente sposa di Adamo che divenne madre di Abele e di Set, sono contemplate anche nella antica tradizione ebraica la quale racconta che furono due le ‘cosiddette mogli’ di Adamo: una, la prima, Lilith, che generò dèmoni e mostri malvagi, l’altra che generò uomini. Più chiaro di così…!

Con il passare del tempo, quando ai Figli di Dio (i discendenti puri di Adamo) piacquero le più belle delle figlie degli uomini (le femmine dei discendenti ibridi di Adamo) e le presero in mogli, ossia come schiave concubine (Gn. 6,2), i due rami genealogici cominciarono a fondersi a spese del ramo puro che lentamente si assottigliò fino a scomparire definitivamente come specie pura, assorbito dalla popolazione ibrida. Così i discendenti ibridi s’inabissarono progressivamente in un’involuzione psicosomatica che fece perdere loro i requisiti di uomini perfetti per farli sopravvivere allo stato di ominidi. Pertanto questi uomini ibridi persero non solo il requisito di Figli di Dio, ma anche lo Spirito di Dio (Gn. 6,3) perché lo Spirito di Dio non poteva abitare in esseri animaleschi. Solo dopo che le frange più compromesse furono spazzate via da selezioni di vario tipo, il Signore iniziò il recupero della specie umana ibrida, promuovendo un processo di ricostruzione. Alla specie ibrida, cioè discendente del ramo illegittimo di Adamo, appartiene oggi tutto il genere umano. I reperti archeologici sono dunque la prova non dell’evoluzione della specie umana, bensì del suo decadimento e del suo recupero, fenomeni che spesso si sono intrecciati fra loro. E questo processo di ricostruzione è ancora in atto.

Quando poi l’umanità rievoluta raggiunse un livello di sufficiente capacità di intendere e di volere, cioè nella pienezza dei tempi, Dio mandò Suo Figlio Gesù affinché ridonasse il Suo Spirito a tutti i miti e i giusti della terra così che, per la Sua obbedienza e mediazione, essi potessero esser riammessi all’eredità spirituale e potessero esser riaperte loro le porte dell’eterna felicità. Perciò, in quanto figli illegittimi, senza la Redenzione ‘non siamo eredi’ dei beni eterni previsti da Dio per i Suoi Figli legittimi: solo la Redenzione operata da Cristo può riportare i ‘figli naturali dell’Uomo’ (Adamo) nella condizione di ‘figli adottivi di Dio’.

Questa rivelazione è di una semplicità e di una logica straordinarie, come lo è del resto ogni cosa che proviene da Dio. Il Vangelo dice che Gesù, alla fine della Sua missione, disse ai Suoi apostoli: “Avrei ancora molte cose da dirvi, ma per ora non siete in grado di portarne il peso” (Gv 16,12). Quindi Gesù sottintendeva che la Rivelazione rimaneva aperta e che, quando gli uomini fossero stati in grado di ‘portarne il peso’, cioè di capire correttamente ciò che fosse stato loro rivelato, essa avrebbe avuto un seguito. Questa rivelazione è un supporto esplicativo di ciò che è già stato detto nella Genesi mosaica, ampliando dettagli e rispondendo a quei quesiti che la prima non poteva dare. Se il Signore ha atteso questi tempi, è perché questa rivelazione, che riguarda principalmente la genetica, aveva bisogno che la scienza fosse in grado di comprenderne i passaggi e i contenuti, altrimenti sarebbe stata inutile. Essa è importantissima perché non solo chiarisce e spiega ciò che nella Genesi è detto ‘in nuce’ sotto forma di metafore o di simboli, ma ci dà quella comprensione che è indispensabile per capire in profondità il vero significato della Redenzione.

A coloro che obiettano che la rivelazione si è chiusa con l’ultimo Apostolo perché hanno letto gli ultimi versetti  dell’Apocalisse, diremo che, se fanno bene attenzione, vedranno che questi si riferiscono solo all’Apocalisse. Nessuno potrà mai limitare la libertà di Dio che, da buon Padre, desidera avvicinarsi ai Suoi figli attraverso i canali che Egli stesso di volta in volta sceglie per soddisfare quelle esigenze di conoscenza che proprio Lui ha stillato nell’uomo. Gesù ha fondato la Sua Chiesa che, pur essendo Una, si esprime con due funzioni distinte e fondamentali: da un lato la Chiesa gerarchica è preposta per  amministrare la Grazia in tutte le sue forme, dall’altro la Chiesa carismatica ha la funzione di rendere viva e attuale la Parola di Dio dandole luce e calore. Queste due funzioni della Chiesa non sono in concorrenza fra loro, ma sono complementari e si integrano a vicenda.

È dunque ragionevole evitare di assumere a priori posizioni negative di fronte alla rivelazione ricevuta da don Guido, la quale è veramente un segno della Misericordia di Dio, perché i suoi presupposti sono conformi al Credo cattolico. L’esperienza di secoli ci insegna che non basta che una verità non ancora conosciuta sia verità perché si autoaffermi. La verità ha anche bisogno di trovare un animo aperto senza preconcetti. E, quando questo avviene, è necessario, per essere accreditata, che tutti i tasselli razionali s’incastrino perfettamente e che nessun punto sia in contraddizione con tutti gli altri.

Ho cercato di eseguire questo lavoro con il massimo scrupolo. Dove è stato possibile ho arricchito il testo con spiegazioni, commenti, descrizioni più ricche di particolari e di colore, presi da altri scritti di don Guido e da appunti tratti dalle nostre frequenti lunghe conversazioni con il desiderio di fare unicamente la Volontà del Signore. Proporrei un piccolo suggerimento al lettore che, preso dalla curiosità, potrebbe essere invogliato ad anticipare la lettura di alcuni capitoli. Poiché questo insegnamento del Signore ha un unico filo conduttore che ha una logica molto ferrea, se non viene seguito passo-passo, perde molti punti del suo ragionamento. È come la dimostrazione di un teorema di geometria che, qualora venga saltato un passaggio, tutto il teorema cade. Ad esempio la scoperta dell’identità di Eva, fondamentale per la comprensione di tutta la rivelazione, avviene per gradi ed è giusto seguire il percorso di comprensione che ha seguito don Guido.

Direi che anche la biografia di don Guido ha molta importanza per capire come il Signore lo abbia preparato al Suo incontro fin dalla più tenera età. Mettiamoci dunque di fronte alla Genesi rivelata a don Guido con animo aperto e privo di prevenzioni! Sarà più facile la sua comprensione e più grande il vantaggio per la scienza e la teologia.

 

 

 

 

LA TESTIMONIANZA

DELLA CURATRICE

Fonte web

... Lei si sarà chiesto come è stata accolta questa rivelazione, così shoccante, che ci dà la consapevolezza delle nostre origini. Le reazioni sono state assai differenti.

Alcuni, per fortuna assai pochi, si sono rifiutati di leggere questo libro per timore di uscire dai confini della Rivelazione cattolica. A nulla è valso ripetere che il Signore Stesso si è premurato di direi che non ha inteso proporci una rivelazione alternativa a quella mosaica, ma che al contrario ha voluto spiegare e approfondire quegli stessi temi con argomenti più comprensibili dall'uomo d'oggi che richiede, fra l'altro, delle spiegazioni scientifiche perché vuole capire prima di credere. Solo così Fede e Scienza possano

integrarsi e procedere all'unisono. È chiaro altresì che il Signore non avrebbe potuto spiegare a Mosè concetti di genetica o di astrofisica. Tuttavia ha dato al nascente popolo ebraico delle informazioni corrette ma solo orientati\le,adeguandosi alla cultura dell'epoca.

Invece molti, per fortuna i più, sono stati entusiasti e riconoscenti al Signore di aver potuto risolvere i loro intimi dubbi ed aver trovato quelle risposte che da anni andavano cercando. Costoro hanno finalmente trovato risposta al problema della sofferenza e in particolare hanno capito in cosa consista realmente la Redenzione. Confesso che io stessa, prima di sapere di che natura fosse il peccato originale, contestavo che un bimbo innocente avesse bisogno di essere purificato dal Battesimo. Molti di questi lettori mi hanno confidato, con lunghe e appassionate telefonate, che la loro fede si è ravvivata, che la loro preghiera è diventata più coinvolgente, che la loro vita religiosa ha preso nuovo vigore e che il loro rapporto con il prossimo è migliorato. Da quando sono consapevoli che molti comportamenti dell'uomo non gli sono imputabili, perché condizionato da un 'difetto' di costituzione, non hanno più difficoltà ad avere indulgenza e pazienza. Persone che da decenni erano diventate spiritualmente tiepide, hanno ripreso con entusiasmo la lettura delle Sacre Scritture e la pratica costante dei Sacramenti.

C'è una costante che molti mi ripetono: la lettura della Bibbia, dopo la conoscenza della rivelazione ricevuta da don Guido, acquista una chiarezza inaspettata, come se le Sacre Scritture avessero preso una dimensione nuova, molto più chiara e loquace. Questa esperienza l'ho fatta anch'io...

 

 

APPROFONDIMENTO

 

GENESI BIBLICA

 

L'involuzionismo: paradigma

regressivo della modernità
 

 

 

EVOLUZIONE DARWINISTA

LA CHIESA DICE DI NO!
 


 

PRETI EVOLUZIONISTI E

SCIENZIATI CREAZIONISTI

 

 

 

ECO DEL CREAZIONISMO ITALIANO